un'erezione triste per un coito modestolo spirito continuaforti di incomprensioni instabilipunkrock macht frei lunga vita ai ribelli Oi!
tifiamo rivoltasotto il punk la capra cant, sopra il punk la capra crep  non mi piace rispondere si, se dicono che sono un punk never met a wise man, if so it's a woman
diy or dienow I wanna sniff some gluela mela più marcia della città intera,a scuola in parrocchia,la pecora neraè evidente che io sono yntelligente




Jello Biafra and the Guantanamo School of Medicine
Festival Radio Onda D'urto - Giovedi' 27 agosto - Brescia

a cura di : Paolo Merenda

Eccoci arrivare in questa calda serata di fine estate, emozionati come bambini, nella zona Sant'Eufemia di Brescia. Mi batte il cuore, mi pulsa il tatuaggio, sudo e ho le gambe molli, come al primo appuntamento con una donna. Sentiamo la voce sclerata e vibrata dalla cassa. Jello ha già iniziato, cazzo! Facciamo slalom fra i presenti, un pubblico molto vario, giovani e vecchi punx, skins, rockers, alcuni mezzi hippy, quando Jello chiede quanti sono di Brescia alzano la mano in pochi. Corriamo sotto il palco e ci troviamo davanti un cinquantenne con un bel pancione, con pochi capelli molto brizzolati che si muove alla stessa maniera del mitico live dei Kennedys del 1984 a San Francisco. Semplicemente si muove più lentamente a causa del peso esuberante.

Non conosco i pezzi della sua nuova band perchè il disco in Italia non è ancora uscito, ma riconosco alcune delle tracce in streaming su my space:
- Electronic Plantation
- Strenght throught shopping

un'altra traccia che mi rimane impressa è " 3 strikes", annunciata da un lungo discorso sul problema delle carceri americane, piene di poveracci rei di aver compiuto soltanto qualche furtarello ( i 3 colpi sono appunto 3 piccoli reati che compiuti lungo l'arco di una vita si cumulano e fanno guadagnare alla persona in questione il posto in gattabuia).

Sembrano i Keneddys di "Frankenchrist", pezzi dilatati con chitarre piene di fuzz e atmosfere cupe.

La formazione scelta da Jello sembra più un gruppo di vecchi jazzisti piuttosto che di giovani punk, al contrario di quello che accade in queste situazioni di vecchie glorie del passato (vedi adolescents con il figlio di steve soto alla chitarra). Suonano da Dio e Jello ci dà dentro, si dimena, suda di brutto e soprattutto i suoi famosi stage divin' non mancano nonostante la pesantezza dei suoi movimenti impacciati.

A metà scaletta tutti i partecipanti sono commossi alle prime note di "California Uber Alles", proposta in versione Jello with Melvins.



Sono 5 in totale i pezzi dei Kennedys riproposti :
- California Uber Alles
- Holiday in Cambodia
(con una splendida interpretazione da mimo di Jello interprete di Pol Pot)
- Bleed for me
- Let's lynch the landlord
- Police Truck.

La band esce e rientra per ben due volte regalando uno show eccellente per un'ora e un quarto circa di musica, discorsi politici (interessante il paragone fra obama e berlusconi proposto da biafra) e attrazioni varie come la camicia nera a pois bianchi che jello ci regala per gli ultimi pezzi.

La sua voce è sempre splendida, graffiante, acuta e piena zeppa di vibrati che contraddistinguono il suo cantato. La sua attitudine può insegnare a vivere. D'altronde lui è Eric Boucher e non Liam Gallagher ...