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a cura di
Staypunk
perchè questo articolo..non per sbeffeggiare questi quarantenni come ha ipotizzato Mungo, ma semplicemente per curiosità,
perchè un innata buona fede mi ha sempre spinto a pensare che queste reunion nascevano principalmente dalla voglia di divertirsi
e perchè no, rivivere a distanza di anni le emozioni dei tempi passati.
Di certo ci sono reunion riuscite ed altre no, non ho assistito a nessuna di queste band dal vivo e non so
quanto possano risultare credibili, i pareri in proposito sono contrastanti, ho letto di gente che li ha apprezzati tutt'oggi
e di persone che al contrario li hanno trovati patetici, quindi non mi sono riuscito a fare un'idea e per ora mi faccio bastare
le bellissime parole scritte qua sotto che rivelano come questi non più ragazzi siano ancora mossi da un enorme passione.
Li ringrazio per la loro disponibilità oltre a Giorgio (lovehate80) e Chef Ragoo (Anti you e una miriade di altri gruppi)
per avermi dato una mano a recuperaro gli indirizzo.
Un saluto finale a R.P. dei B.R. che "io rispondo alle intervista solo per telefono, se vuoi che risponda mi devi chiamare al cellulare"
e a R. degli I. che "non ho tempo".
ed eccovi un pò di link per farvi una cultura:
www.lovehate80.it
www.frontiera-kina.org
myspace.com/rawpowerhc
myspace.com/declino
myspace.com/impact1980
www.negazione.com
www.fallout.it/
myspace.com/lucidafollia
KINA / FRONTIERA(SERGIO)
Credo che spesso queste cose rischiano di trasformarsi in parodia, in una baracconata per nostalgici (o in un lucroso affare)
mi spiego: i ragazzi non vogliono vedere o sentire i nuovi pezzi di questo o di quel gruppo che dopo tanti anni si ritrova a suonare; i ragazzi vogliono sentire solo certi pezzi, cioè quelli che secondo loro sono entrati nella leggenda. magari è gente che non è mai entrata in uno squat o in un centro sociale, che non ha mai ascoltato dal vivo il suono terribilmente schifoso dei concerti punk perchè è abituata ad ascoltare il punk solo sui dischi o nei bei posti per concerti. Di per se non c'è nessun problema, se non il rischio di alimentare un'attitudine ed un atteggiamento che lo spirito punk ha sempre combattuto. quindi una contraddizione incredibilmente stridente, non tanto da parte del gruppo (se la gente suona vuol dire che ha la passione a meno che non creda che tutto d'un tratto si possa realizzare il grande sogno mancato e diventare una rockstar) quanto per chi è fanatico e farebbe di tutto pur di vedere questi o quelli, che sono stati il suo gruppo del cuore e che per la sua età non mai potuto ascoltare se non su disco.
Detto questo, ammetto che io non mi sottraggo a questo giochetto crudele, e se si riformassero i Minor Threat correrei a vedermeli di gusto .... ma i minor t. sono uno di quei gruppi che non si riformerà mai (Ian McKey sta comunque facendo ottime cose con gli Evens, seppur le sonorità sono completamente diverse ndr) , proprio per quella coerenza che da sempre ha contraddistinto Ian e gli altri suoi compagni i quali non accetterebbero mai di diventare la parodia dell'hc e delle loro idee per colpa di qualche ragazzetto cretino.
Per quanto riguarda i kina abbiamo avuto una valanga di proposte per riformarci e per partecipare a iniziative, concerti, benefit ecc ecc ecc. fin'ora abbiamo accettato solo 3 volte e tutte 3 si è trattato di cose quasi improvvisate. I kina sono finiti nel 97 e ora ci sono i frontiera. Quando abbiamo riniziato a suonare (alberto ed io) il trovare un nome che non fosse kina per il nuovo gruppo ci era sembrata la cosa più naturale e corretta del mondo: era finita la scena, era finito un periodo, era cambiato l'atteggiamento del pubblico ai concerti... eravamo cambiati anche noi e le nostre vite. In parte me ne sono pentito perchè anche se i frontiera eravamo 2/3 dei kina e suonavamo tre quarti del repertorio dei kina la gente voleva i kina e non i frontiera, ma sono anche convinto che sia stata la cosa più giusta.
Più volte con gianpiero ed alberto abbiamo parlato di rimetterci a suonare insieme, e sempre la domanda che ci bloccava è stata "si, ma perchè? per chi?"
ora la risposta è molto semplice (ti sto parlando dal nostro punto di vista): perchè è bello suonare certe cose che ci hanno emozionato per tanti anni e sarebbe bello poterle condividere con chi queste cose le ha sempre e solo sentite su disco; perchè suonare con amici di sempre è divertente, perchè certe sensazioni mi emozionano ancora adesso e soprattutto perchè mi vivrei quei momenti con grande felicità e goduria. Quindi la risposta al perchè e per chi è semplice: per noi e per tutti quelli che pensano le stesse cose. E vaffanculo a tutti quelli che sono solo dei "consumatori" di punk.
... lo so, sembra di vederci delle contraddizioni mica da ridere ma se ci ragioni un pò sopra sono convinto che non potrai che condividere!
Il problema è che per esempio uno come gianpiero a 40 e più anni suonati non è detto che si ritrovi il tempo e la voglia e le condizioni per potersi rimettere a fare il punk (in fondo se aveva smesso un buon motivo ci sarà stato, no? ma questo, che vale per tutti i gruppi che hanno smesso di suonare, nessuno se lo chiede).
Nonostante tutto anche noi continuiamo a progettare impossibili reunion e a ritrovarci insieme per provare una volta ogni 8 mesi.
Non abbiamo voluto diventare professionisti quando avevamo 20 anni (e nessun impegno col resto del mondo), non sarebbe giusto prendere per il culo noi stessi e tutta la schiera di ragazzini che verrebbero a vedere i kina credendo di vedere delle leggende viventi. Non c'è più quasi nulla di ciò che c'era in quegli anni.
Ma come ciliegina finale posso dirti che il 20 aprile i kina faranno un concerto a berlino al grande festival anti g8!
RAW POWER(MAURO)
Penso che il motivo principale per cui i Raw Power non si sono mai sciolti è
la passione di mio fratello per la musica, questo genere di musica , per
lui i Raw Power erano tutto e avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di tenerli
assieme, da qui i non pochi cambi di formazione , cambi che però durante gli
anni , si sono rivelati come quesi un riciclo degli stessi membri che
uscivano per un pò di anni per poi tornare anni dopo, anche per loro
evidentemente quello cose che sembravano essere migliori all'esterno della
band , non erano poi così buone visto che appena se ne è presentata
l'occasione sono rientrati nel gruppo. Io personalmente non ho niente contro
le reunion anzi, li capisco è chiaro che poi ci possono essere diversi
motivi, se parliamo reunion di gruppi a nostro livello è chiaro che
avvengono perchè i ricordi di quello che è stato alla fine
prevalgono e ti spingono a tornare sul palco, a tornare "on the road", una
volta che hai provato queste cose è difficile farne a meno, poi ci sono le
band diciamo di serie A che tornano insieme spesso per soldi e lì il
discorso è diverso, spesso le vai a vedere e si capisce che non ci sono con
lo spirito che per loro non è più divertimento è quasi una cosa forzata, ma
anche nel loro caso non posso condannarli , spero che un pò lo facciano anche
per la musica e per i loro fans, non solo per un torna conto. Le nostre
motivazioni sono sempre state le stesse, 20 e + anni fa come lo sono oggi,
andare in giro , divertirsi,e fare divertire il più possibile, conoscere
gente, visitare più posti possibile e parlare con la gente e poi stare
insieme tra di noi. E' chiaro che il gruppo deve essere affiatato perchè non è
facile specialmente quando è tanto tempo che lo si fa, ma per fortuna noi
stiamo ancora bene insieme anche se ogni tanto uno esce e arriva uno nuovo,
se e quando questo dovesse cambiare allora anche i RAw Power appenderanno il
plettro al chiodo.
DECLINO(MUNGO)
cosa ci ha spinto e che senso ha (avuto) riprendere in mano gli strumenti 20 anni dopo..
Mi rendo conto che questa curiosità dovuta (a mezzo) un po' all'idea che di ogni cosa ci sia stata una discussione"politica" prima (più o meno condivisa e vincolante per ognuno e tutti), insieme al desiderio di sbeffeggiare questi 40enni (alcuni prossimi ai 50!) che salgono sui palchi insieme alle loro pancette, calvizie e lenti spesse.. va bè.. ma mi presto volentieri alla discussione..
Innanzitutto chiarisco, per chi non sapesse come sono andate le cose, cosa è capitato al Declino. Il gruppo si è formato nel 1982 e si è sciolto nel 1985 dopo diversi cambiamenti di line-up, decine di concerti e un po' di materiale discografico autoprodotto (alcuni brani su cassette-compilations della scena di Torino nei primi '80, l'EP 7" omonimo, la cassetta Mucchio Selvaggio a metà con i Negazione, poi ristampata anche su vinile in Inghilterra, il 12" Eresia e una manciata di comparsate su dischi compilation internazionali)
Fortunatamente come persone, negli anni, ci siamo sempre sentiti amici e non abbiamo mai perso i contatti. Nel 2003 la SOA di Roma ci ha proposto di ristampare la discografia e noi abbiamo optato per il CD Come una promessa raccolta di nostri brani rappresentativi dei vari momenti Declino.
Più o meno nello stesso periodo siamo stati contattati dagli Skruigners gruppo punk rock del milanese che aveva fatto la cover di un nostro brano Mortale tristezza. Ci siamo così conosciuti, abbiamo visto qualche loro concerto e siamo rimasti in contatto. Sul finire del 2005 ci hanno chiesto di partecipare al loro concerto celebrativo dei 10 anni di attività insieme ad altri gruppi, concerto da tenersi al Bloom di Mezzago nel febbraio del 2006. Abbiamo accettato. Ci siamo rimessi agli strumenti in una formazione con io alla chitarra, Silvio al basso e Orlando (che negli '80 ha praticamente suonato con tutti i gruppi di Torino dell'epoca dal 5° Braccio, ai Negazione, ai Declino, ai Kolletivo, ai Jester Beast e altri..). Sebbene parzialmente penalizzati dalla rinuncia del cantante (superbamente supplito da Ivan il cantante degli Skruigners) abbiamo portato un mini set di 9 brani al concerto di Mezzago. E' andata bene, ci siamo divertito e, credo, si sia suonato molto molto bene (forse perfino meglio che 20 anni fa!).
Cosa ci ha spinto a partecipare? Perché non abbiamo continuato? Cosa avrebbe significato farlo? Devo riconoscere che una buona dose di voglia di divertirci e suonare assieme è stato l'imput per ritrovarsi e suonare le vecchie canzoni (che per inciso non ci ricordavamo nemmeno più!), abbiamo provato seriamente una decina di volte e ci siamo sentiti bene con noi stessi come persone, come amici e come musicisti. Che altro se no? In fondo era stato così anche allora.. è vero c'era la rabbia, la frustrazione, la carica feroce di quegli anni (anche la freschezza peraltro..), c'erano poi le situazioni in cui ci si muoveva, il contesto di riferimento.. la politica.. il punk.. le case occupate.. l'autoproduzione.. la scena.. ecc ecc.. ma sfido chiunque che al tempo suonava in qualunque gruppo a smentire quanto detto prima riguardo la propria intrinseca gratificazione "artistica" e fisica dal suonare assieme. Forse non era la cosa più importante ma sicuramente quella che dava più sollievo in quegli anni pieni di merda.
Due anni fa quando ci siamo rimessi a suonare è stato fighissimo e ci siamo veramente appagati del farlo. Quando si è anche venuta a crearsi la complicità e intesa con gli Skruigners e gli altri gruppi presenti (tutti senza eccezioni!) la "cosa"è decollata! Del concerto esiste la registrazione e le riprese da qualche parte.
Dopo ci siamo fermati. In realtà la domanda che ci si poneva non era solo riferita a noi ma anche rispetto ad altri gruppi che più o meno si sono/si erano rimessi assieme per uno o più concerti reunion (Impact, Eu's Arse, Kina..) nonché le diverse produzioni degli '80 che sono state ristampate recentemente (Crash Box, Peggio Punx, Contrazione, I Refuse It, Blue Vomit, Stinky, Rats…). Vorrei farti notare che questa domanda non coinvolge solamente i "diretti interessati" ovvero chi faceva parte di un gruppo, ma anche tanti amici che facevano parte un po' del giro.. conclusioni vere non ce ne sono state.. nel senso che se è pur vero che da una parte tutti, e sottolineo tutti, è stato, ovviamente, riconosciuto come conclusa ed esaurita l'esperienza di allora, nei contenuti e nei mezzi, nonché nelle motivazioni e prerogative, non altrettanto tutti si è stati d'accordo nella rinuncia definitiva a suonare ancora. E qui che però sta il vero punto focale.
Per chi suonare? Dove e "in cambio di cosa"? Fai attenzione perché sono aspetti importanti. Per chi significa che, a parte pochi di noi e comunque a "intermittenza", non ci sono (stati) più vere frequentazioni degli ambienti dove la nostra "musica" nasceva e aveva senso di esistere. Non è tanto perché si sia "messo su famiglia" è che proprio che i riferimenti interiori sono cambiati e altre priorità e scelte hanno nutrito le nostre vite. Dove.. segue la stessa "categoria" di risposte. Possiamo/potremmo veramente suonare in un teatro? in una mostra d'arte? ciò che intendo è : se si decidesse di suonare ancora quali saranno/sarebbero le esclusioni e/o i luoghi fisici e sociali in cui salire sul palco. Allora in fondo era facile.. si rifiutava il sistema delle lobbies mafiose musicali e si suonava solo nelle case occupate e manifestazioni antagoniste. Oggi? Quante di questi luoghi sono frequentate da noi "veterani"? dove ce la mettiamo l'onestà e, se non proprio la coerenza, almeno il pudore? Ed è alla luce di queste considerazioni che la domanda "in cambio di cosa" assume, infine, la sua giusta dimensione. Sicuramente non stiamo parlando di soldi (recentemente leggevo che nessuna delle bands storiche famose di quegli anni, dai Black Flag, ai Dead Kennedys, nemmeno i Suicidal Tendencies.. hanno fatto quattrini..) perché se suoni hardcore te lo sogni il "successo".. qui semmai si può parlare di gente finita male non di rockstar..
Rimane un pò la.. cosiddetta "fama", il compiacersi dell'essere stati parte di un qualcosa (un movimento, una scena, un ricordo).. però.. dai.. sinceramente.. ma chi ci incula?
La nostra piccola minaccia, il nostro mondo di grandi abbraccioni e sudore è andato in corto proprio quando c'è stata l'opportunità di crescere, di superare l'assioma del ghetto in cui ci eravamo/ci avevano cacciato. Tutte le nostre emozioni, amicizie, speranze.. sono proprio solo legate a quegli anni? Forse un po' sì, quelle molto profonde sicuramente, ma poi tutti abbiamo fatto, naturalmente, anche altre cose, conosciuto altre persone condiviso altre visioni.. Certo è bello che si sia riusciti a non perdersi di vista, a riuscire ancora a condividere quelle e altre emozioni e comunicazione quando e qualora ci si ritrovi.. ma, forse, solo questo è il nostro "raccolto" degli sbattoni di allora. Farlo rivivere per gli/agli altri ci sembrava abbastanza ridicolo.. e così siamo stati d'accordo nel circoscrivere l'esperienza "Live" del Declino ad una specie di regalo agli Skruigners per averci dato l'occasione di ritrovarci tra amici vecchi e nuovi. Questo non toglie che altri gruppi, altre persone non la pensino così e che, invece, continuino a suonare. Ne sono felicissimo e li sosterrò sempre senza biasimi o recriminazioni. Non c'è un modello comune imperativo e vincolante da seguire.. anzi.. sono ben contento di poter rivedere ogni tanto qualche concerto di gruppi di allora.. in assoluto, poi, non escluderei nemmeno che anche il Declino possa suonare ancora. L'importante è che la cosa determinante, qualunque sia la scelta fatta, è che ci sia l'onestà e umiltà nel presentarsi su un palco. Come noi stessi di oggi e non come le maschere vuote di un passato genuino da contrabbandare per vivo. Oggi altri gruppi suonano su quegli stessi palchi e davanti al pubblico di oggi. Le emozioni, le fatiche e il sudore condivise da gente che suona e.. cazzo! Sa suonare, non sono da meno delle nostre di allora! Non riconoscere questa realtà o relegarla ad un gradino più basso rispetto ad un'ipotetica "esclusiva" proprietà sulla "cosa" è disonesto.
E quello sì sarebbe il vero tradimento dello spirito di allora!
IMPACT(JANZ)
QUANTO PUO' VIVERE UN MORTO?
Fino a qualche anno fa il solo sentire nominare la parola "reunion" mi faceva accapponare la pelle. Non importava di che gruppo si trattasse.
Avrei sicuramente perdonato solo una rimpatriata dei Devo, perchè ancora oggi lo considero un gruppo fuori da ogni epoca.
Spesso ho cercato di evitare quei tipi di concerti, anche a quelli di quei gruppi punk che personalmente avevo sempre considerato fondamentali per me.
Qualcuno ha visto i D.R.I. tot anni fa? Una merda...
Principalmente credo sia il voler custodire nella testa il mio personale ricordo di un qualunque gruppo anni '80 (il suono marcio, certi dischi che quasi ti facevano diventare il cazzo duro, il bianco e nero delle foto sulle fanzines etc...), che di solito mi crolla in 3 secondi quando li vedo dopo 20 anni più invecchiati (magari anche bene, mica no), a colori, con strumenti moderni dal suono moderno...
Insomma, le reunion mi han sempre lasciato l'amaro in bocca perchè mi smontavano tutta una serie di ricordi di troppe cose vissute in prima persona e che, almeno nella mia testa, vorrei restassero pure.
Nessuno ha voglia di lavorare, lo capisco bene, ma sono convinto che tanti gruppi stiano sfruttando un po' troppo questa sorta di revival del punk anni '80 e si rimettano a suonare solo per soldi, tanto è diventata cosa semplice trovare i locali in cui suonare anche chiedendo compensi non da poco.
Questo almeno credo sia un giochetto diventato molto comodo per i gruppi d'oltremanica.
Proprio ultimamente sono arrivati in italia anche i Gang Green, che vabbè (ma qui si va a gusti, intendiamoci) avevano anche azzeccato qualche buon pezzo qua e là ma non è che fossero tutta 'sta gran cosa...
Poi ho sentito dell'ennesima reunion dei Bad Brains, gruppo che amo da sempre ma che per mia fortuna ho visto ai tempi e probabilmente non andrei più a rivedere oggi...
Da puro cinico forse esagero, anzi esagero sempre, ma riguardo a questi due ho subito pensato che probabilmente il primo non ha più i soldi per la birra e il secondo non ha più soldi per il fumo...
Ripeto, esagero sempre nelle mie cose ma, senza voler togliere niente a nessuno, qualcuno mi dica sinceramente che bisogno c'è di un gruppo come i Gang Green oggi.
Ai tempi ce n'erano mille altri di gruppi più significativi e importanti di loro ma guarda caso sembra che dall'america oggi ci arrivi solo la merda in nome del mitico e storico hardcore made in USA, forse alla ricerca di una fortuna mai veramente trovata in patria.
Ecco, se posso trovare una differenza tra una reunion di un gruppo americano "X" (continuo a menarla sull'america ma va bene anche per l'inghilterra..) e una di un gruppo italiano forse è proprio questa: la credibilità.
Senza voler convincere nessuno che gli italiani sono i più belli, i più buoni e i più bravi di tutti e che lo fanno con uno spirito diverso dai Gang Green posso affermare al 100% che almeno per quanto riguarda noi, e parlo di noi perchè me la sto vivendo da dentro, l'abbiamo fatto onestamente e questo mi piace pensarlo per tutti gli altri gruppi italiani che hanno deciso di riformarsi.
Perchè un tempo tutti i gruppi italiani per me erano veramente credibili e non riesco a pensare che oggi lo stiano facendo per soldi o cazzate varie...
Noi ci siamo accorti di non essere poi cambiati così tanto... Anche se ovviamente di anni ne sono passati tanti, abbiamo vissuto insieme una vita talmente "strana" ai tempi che credo che per forza ci sentiremo sempre legati a una certa mentalità.
E non nascondo che in tutta la faccenda c'è anche una parte di nostalgia perchè in effetti è solo una reunion a breve scadenza e non abbiamo intenzione di andare avanti a lungo, nè di fare un disco nuovo, perchè ognuno di noi è impegnato in vari altri gruppi che stiamo portando avanti (anche per questo con gli Impact suoniamo così poco in giro).
Inoltre s'è rivelato un mezzo efficacissimo per rivedere vecchi amici che non incontravamo da secoli e ovviamente per ritrovarci noi ex-Impact dopo tot anni.
Intanto siamo ancora tutti vivi e questa è già una buona cosa, e dai semplici ricordi ("..dov'è finito tizio..") al passare ai fatti (suonare i vecchi pezzi in sala prove) il passo è stato breve, anche se ancora doveva rimanere una cosa limitata al nostro piacere personale.
Con molta probabilità, come è successo a noi sarà successa lo stesso anche ai Gang Green, non dico che sia impossibile..., ma cosa posso farci, sono cinico e in più non mi fido tanto degli americani...
E così, sotto sotto, una parte di me continua a pensare che forse han davvero finito i soldi per la birra...!
NEGAZIONE (TAX)
«Re-union? No, grazie…»
(Un ultimo concerto? Non se ne parla…)
A dieci anni dallo scioglimento dei Negazione abbiamo pensato di far uscire ‘TuttiPazzi 83-92’ e di mettere su questo sito (www.negazione.com)
. Punto. Per quanto riguarda un ‘ultimo concerto’ l'abbiamo già fatto, nel 1992 in provincia di Padova, non fu un granché e forse non poteva che essere così.
Ma non ci saranno repliche. Perché quello che succedeva dieci o vent’anni fa non succede più oggi. Perché pensiamo che i Negazione siano irripetibili. Perché noi siamo sempre noi ma i Negazione non esistono più. Perché quello che avevamo da dire (e suonare) l'abbiamo detto (e suonato). Perché abbiamo assistito a troppe reunion ‘patetiche’ di cui avremmo fatto volentieri a meno e non avrebbe senso per nessuno (nemmeno per voi, se ci pensate bene) produrre una replica inevitabilmente sbiadita di quello che è stato nei quasi dieci anni di attività dei Negazione.
FALL OUT(MARCO)
Allora i Fall Out sono attivi sin dal 1980, l'attivita' e' sempre stata a fasi alterne, cioe'
non seguendo le normali "regole canoniche" tipo uscita disco, serie di
concerti, in studio per registrare nuovamente e cosi' via dicendo, ma
seguendo i nostri istinti, necessita', bisogni, di conseguenza magari tra un
disco e l'altro, autoprodotto o meno, passavano anche piu' anni.
Abbiamo sempre suonato in centri sociali, posti occupati sin dai primi anni
80, di sicuro non per soldi ma seguendo un discorso nostro "politico" a
livello di gruppo. Concerti con rimborso spese in tutta italia, magari
neanche quello ma comunque sempre in posti e locali autogestiti,
alternativi.
Certamente il circuito concerti di quegli anni era molto fitto, diciamo che
quasi ogni sabato si era in qualche centro sociale a suonare, da milano a
roma, firenze, genova, torino ecc... Il movimento era denso e la gente si
sbatteva con iniziative, occupazioni, manifestazioni e quant'altro.
Certamente adesso la questione musicale e' stata fagocitata dall'industria,
ovvio che fosse così, ma a ben guardare è solo una questione di facciata, di
apparenza, nel 1980 era in qualche modo facile fare gli alternativi, quelli
ai margini, oggigiorno pero' quelli rimasti ad urlare la loro non
conformita' al regime
sono diciamo piu' convinti, piu' motivati, non certo per moda o per tendenza
del momento, e' piu' difficile resistere. E poi diciamocelo, ora senti in
classifica gruppi musicalmente
molto simili alla sonorita' punk, chitarroni rough ecc... ecc... ma comunque
filtrato attraverso regole che non ci appartengono, che non sono nostre e
quindi in fondo diversi. I gruppi punk veramente alternativi sono ancora
un'altra cosa, danno ancora fastidio. In questo clima ci sono magari gruppi
che approfittando del nuovo orecchio musicale collettivo e ritornano a
suonare credendo magari di sentirsi portavoce di qualcosa, continuando
semplicemente
a fare quello che facevano vent'anni fa, ma io credo che la cosa veramente
importante sia mantenere in vita una voce alternativa, diversa, differente,
i fall out non sono piu' importanti di un gruppo nato ora! E' semplicemente
che suoniamo da piu' tempo e questo non significa assolutamente nulla, il
fatto che si suona da 25 anni e magari hanno parlato bene di te personaggi
come Jello Biafra o che hai suonato in eventi importanti anche con gruppi
americani o stranieri o che hai partecipato e suonato in grosse occupazioni
di quelle che magari ancora se ne parla adesso anche nei libri non ti pone
ad un livello superiore rispetto ad altri,non puo' proprio farlo, l'unica
cosa veramente importante e' che esista ancora un movimento
trasversale,solido e antagonista e soprattutto credere in quello che fai, ma
crederci davvero! L'unica cosa veramente strana che ti puo' capitare
nell'essere
un Fall out e' magari che all'eta' di 45 anni ti ritrovi a suonare il sabato
sera in un locale gremito di ragazzi che potrebbero essere tuoi figli, anzi
tra di loro c'e' anche tua figlia (ciao Ele), ma questo e' bello no?
Significa che a volte magari chi e' arrivato ad una certa eta' si ricorda
ancora di quello che era, la pensa ancora cosi', vogliamo tutti la stessa
cosa!
marco
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