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a cura di Pompeo TTF
myspace.com/colosshc
I Coloss sono uno di quei gruppi che non è azzardato definire di culto. Il gruppo, fermo dal 2005 dopo che il loro seguito era cresciuto poco a poco nell'area romana prima e in seguito nel resto d'Italia, ha rappresentato in tempi non sospetti uno dei primi segnali del ritorno in auge del thrash core, genere che ora è sulla bocca di tutti dopo i successi di Bones Brigade e Municipal Waste.
Ora questi tre ragazzi si preparano a tornare ad infuocare i palchi con un tour che partirà da Roma (16 novembre) per poi toccare Bologna (17 novembre), Torino (19 novembre), Marghera (22 novembre), Milano (23 novembre) e Firenze (24 novembre). Di questo e del nuovo album "Songs of hate and emotion", in arrivo a breve, ne abbiamo parlato con Mimmo (voce e basso) e Davide (voce e chitarra)…
Per prima cosa direi che è il caso di dire bentornati. Abbandonando i convenevoli, cosa vi aveva costretto a interrompere l'attività e cosa vi ha convinti a tornare?
M: Grazie anche da parte mia per il bentornati. Direi comunque che "costretti" e "convinti" non sono proprio i termini adatti. È semplicemente successo che a un certo punto non sentivamo più quella grinta che nel tempo ci aveva sempre contraddistinto, dovuto anche al fatto che più si và avanti e più inevitabilmente certe cose si complicano. Abbiamo preferito fermarci non sapendo se saremmo mai tornati insieme, piuttosto che proseguire trascinandosi come più volte ci è capitato di vedere in altri gruppi. Certo siamo sempre rimasti attaccati alla musica e a questa in particolare; in realtà anche se la gente ci chiedeva se saremmo tornati insieme e noi rispondevamo con un secco no, un po' sapevamo di mentire a noi stessi e che forse una prospettiva futura c'era, e in questo senso non ci siamo mai sciolti.
D: beh, del "bentornati" ti ringrazio molto e ringrazio tutte le persone che veramente ci hanno dimostrato gioia sincera ed entusiasmo alla notizia della reunion e durante tutta la produzione del disco nuovo; riguardo i motivi dell'interruzione: è stato, quello precedente allo scioglimento, un periodo molto pesante, sia per me sia per Mimmo: la cosa in qualche modo si stava riflettendo nelle canzoni nuove che "non" facevamo, e negli stessi rapporti tra di noi, considera che un giorno abbiamo rasentato lo scazzo. Per me è stato quello il momento in cui ho pensato che era meglio interrompere (anche se non ho mai pensato veramente che sarebbe stato definitivo…cosa questa che penso di ogni "interruzione"): ho pensato che fossero state già troppe per me le persone perse a causa di scazzi nei gruppi…e personalmente in quel caso ho pensato che il gioco non valesse la candela. Quindi l'ho detto a Mimmo, ne abbiamo parlato, e lui si è dimostrato d'accordo con me sulla cosa, cosi abbiamo deciso di fermarci, entrambi in qualche modo sapendo che non saremmo riusciti a mantenerla per troppo tempo come cosa. Poi un anno fa le cose erano molto cambiate: è stato quello un anno di cambiamenti definitivi, molto forti, di prese di coscienza e di maturazione. Dopodichè, cambiata la pelle, io e Mimmo ci siamo sentiti, e ci siamo chiesti se fosse il momento per riiniziare, ci siamo chiesti se Eddie fosse disposto a riiniziare a suonare con noi e se ancora fosse in fissa quanto noi; per fortuna sono state tutte domande con risposta affermativa! Come a volte mi capita di pensare: è magia Johnny!
Come presentereste i Coloss a chi magari non ha mai sentito parlare di voi?
M: Musicalmente non ci poniamo troppi schemi; sicuramente siamo legati a certe sonorità, e seppur rimaniamo in ambito hardcore le catalogazioni ci vanno strette: suoniamo quel che ci piace… la miglior cosa come dice Davide è ascoltarci, ma penso sia un discorso che vale per ogni gruppo.
D: Suoniamo tale giorno in tale posto…vieni e porta con te ginocchiere, gomitiere e se ce l'hai un casco!

Leggo che le registrazioni del vostro prossimo cd, "Songs of hate and emotion", sono concluse e vi aspetta mixaggo e mastering. Volete raccontarci com'è andata?
M: Tutto abbastanza liscio devo dire. Abbiamo trovato quasi subito dei suoni che ci soddisfacevano, grazie anche all'apporto di Mirko, nostro fonico di fiducia. I pezzi c'erano, e le sovrainciosi di chitarra a parte le ritmiche sono venute abbastanza da sole lì per lì. Essendo in 3 nelle prove ovviamente è la ritmica a farla da padrone; anche se facciamo un minimo d'arrangiamento non amiamo incastrarci a ricamare troppo su un pezzo…. Penso che col troppo affannarsi a cercare inutili preziosismi alla fine si rischia di perdere l'impatto e la furia che sono fondamentali per questa musica e per ciò che deve, o dovrebbe, trasmettere.
D: E' stata una ficata…abbiamo impiegato circa 9 mesi (ahaha come una gestazione!) a scrivere i pezzi al punto da poterli registrare…poi abbiamo prenotato la sala e abbiamo registrato. Diciamo che dal deciderlo al farlo la cosa è andata liscia…proprio liscia! Per quanto riguarda i giorni della registrazione, l'abbiamo fatta a luglio, e faceva caldo…tanto caldo! Eddie è stato assente (ahahahah) ma molto efficace: è venuto i primi due giorni per fare la batteria, l'ha fatta e poi non s'è più visto: probabilmente oberato di impegni, si manifestava solo telefonicamente…poi è stato il turno di Mimmo, che ha fatto il basso, e alla fine è venuto il turno mio, ho fatto le chitarre ritmiche, aggiungendo in ultimo gli assoletti, improvvisandoli un pò li per lì, ma ci piacevano e li abbiamo lasciati. Tutta la registrazione si è svolta senza stress, senza pretese imprenditoriali, ci siamo divertiti e abbiamo fatto un lavoro che ci piace molto, ci siamo riservati il diritto di un 10 % di pressappochismo che ha reso il tutto molto umano e piacevole, sembrava di stare a girare delle scene di "Steve Zissou"…se ci penso ancora mi viene da ridere
C'è stata qualche difficoltà in particolare nel corso della registrazione o qualche aneddoto che vi andrebbe di raccontare?
M: Personalmente ho registrato con un basso nuovo che posseggo da poco; ha un suono nettamente migliore del precedente, ma all'inizio ho penato un po' a trovare il giusto feeling con lo strumento…tipo a che altezza regolare la tracolla. Ora ho fatto un segno col pennarello, quindi la posso pure prestare, tanto poi la riregolo nella stessa posizione.
Altro aneddoto da menzionare è un fatto a mio avviso storico: l'unica finestra dello studio era ostruita da anni da un condizionatore, ma lo staff del Temple of Noise aveva provveduto alcuni giorni prima a sostituire i vecchi condizionatori con degli apparecchi più moderni e meno ingombranti: ora oltre a sudare di meno, la finestra è fruibile, ossia si apre e si chiude e consente anche il passaggio di esseri umani, ci sono persino delle foto che testimoniano l'evento! Vederla liberata dopo tanti anni mi fa ancora uno strano effetto.
La vostra musica è sempre stata estremamente personale. Quali sono state le vostre influenze quando siete partiti? C'è qualche nuovo gruppo che si può dire vi abbia influenzato ultimamente?
D: mah…di gruppi nuovi per me non ce ne sono. Con questo non dico che le nuove generazioni non producono nulla di buono e che il meglio è confinato negli anni 80, solo che a un certo punto chiunque stabilisce in maniera pressappoco irreversibile quali sono e resteranno i gruppi preferiti, quelli che quando li senti ti vengono le palpitazioni, o che ti fanno uscire la lacrimuccia o roba così. Quindi di cose nuove per me non ce ne sono. Influenze direi quelle di sempre, citate anche nelle altre interviste, tra cui magari mi va di ricordare quella che io ritengo fondamentale per i Coloss, che sono i Comrades, ai concerti dei quali io andavo quando avevo 16 anni e di hardcore non è che ne capissi molto, però quando sentivo i riff e il suono della chitarra di Cristiano mi venivano certi brividi che ancora non li dimentico.
M: Influenze penso tutto ciò che ascoltavamo e ascoltiamo, anche se all'epoca ascoltavamo sicuramente molto più grind. Anche io rimanendo a Roma non posso esimarmi dal menzionare i Comrades, che abbiamo avuto modo di vedere tante e tante volte dal vivo, oltre che ad apprezzarli su disco. Il fatto è che loro stavano nella tua città e quindi potevi respirarli di più diciamo. Non ho mai smesso di seguirli. Sono stati una grande carica al di là di ogni altro gruppo straniero straquotato, ma lontanissimo da noi. Oggi la lista di gruppi storici e/o attuali sarebbe lunga, mi sento di dirti però che spaziamo molto negli ascolti tra diversi stili e sonorità.
Cosa dobbiamo aspettarci da questo nuovo cd? I due pezzi che avete messo su myspace sembrano perfettamente in linea con il vostro sound. Proseguirete su quella scia o dobbiamo aspettarci sorprese?
M: I 2 pezzi sono solo un assaggio diciamo. Al di là di una matrice che speriamo sempre si possa ricondurre ai Coloss e che ci contraddistingua, ci auguriamo sempre di riservare sorprese a chi ci ascolta in un certo senso, anche se non le pianifichiamo a tavolino per risultare più apprezzabili ad ogni costo: se piace a noi và bene… speriamo piaccia anche a voi. Il sound è qualcosa che si può sempre migliorare, prendendo anche spunto da tutta la musica che ti possa ascoltare; speriamo di aver fatto altri passi avanti in questa direzione.
Dobbiamo aspettarci lo stesso approccio anche dai testi? C'è qualche tematica che avete privilegiato?
M: Certamente questi testi sono più "introspettivi" e personali, legati al fatto che sicuramente siamo anche un po' più grandi: penso sia normale non impantanarsi in dei cliché solo perché ormai è quello che la gente si aspetta da te. Fondamento comune coi vecchi testi è però l'esigenza di esprimere quello che provi in un determinato momento. Poi un disco non si fa in un giorno: le cose, le sensazioni e gli stati d'animo cambiano, e certi testi che magari sono già di un anno e più fa, li vedi "superati" in un certo senso, ma nel bene o nel male fanno parte del tuo bagaglio di viaggio. Se dovessi iniziare a scrivere dei testi oggi, probabilmente parlerei d'altro, perché è altro che più mi preme.
Non mancano tuttavia dei sani consigli per la vita quotidiana più concreta in cui tutti si possano rispecchiare..
Come mai avete deciso di autoprodurvi e farvi supportare solo per la distribuzione? Scelta "di campo" o ci sono altre motivazioni? Personalmente appena ho saputo che sareste tornati in attività ho sentito così tanta gente fare i salti di gioia che ho immaginato che avreste trovato un'etichetta abbastanza facilmente (per quanto si parli di Italia)…
M: Qualche mese fa, non potendo per vari motivi essere aiutati da persone davvero di fiducia che in passato l'avevano fatto, abbiamo pensato che tanto valeva produrcelo da soli: la ricerca di un'etichetta solo per il fatto di essere più accreditati in pratica non è mai iniziata, anche perché non ci interessa il teatrino delle rockstar: ci interessa fare quel che ci piace e farlo in santa pace. Abbiamo pensato bene di farcelo da soli, anche se Hellnation si occuperà della distribuzione come in passato, e questa è già una grossissima mano.
Poi però siamo venuti a contatto con la Stresstodeath records che a Gennaio pubblicherà il disco in versione vinile. E' la prima volta che collaboriamo ma sentiamo che lo spirito è giusto, che non lo si fa per chissà quale smania di protagonismo ma per il piacere di farlo e basta. Non è una critica a chi decide di muoversi diversamente, ma piuttosto la constatazione che l'incontro tra StressToDeath e Coloss è avvenuto con estrema tranquillità e naturalezza, senza pressioni di sorta.
D: - La cosa importante è la distribuzione, cosa che può fare solo chi da tempo si dedica a questo, cosa di cui noi non possiamo occuparci in toto a causa di impegni vari. Poi se dovesse uscire fuori l'etichetta che ci fà diventare ricchi e famosi, mica disdegnamo: la casa ce la compriamo che sì, benvenga! Tutti a casa mia che facciamo un party!!!
Lo scorso gennaio siete tornati a esibirvi al festival "Questa è Roma…" e l'entusiasmo del pubblico è stato sorprendente. Da allora sono passati parecchi mesi e vi rivedremo dal vivo a Novembre. Come mai tutto quest'attesa? Non vi è venuta voglia di accelerare i tempi di fronte a tutta la gente che sentiva la vostra mancanza?
M: Risuonare dal vivo è stato a dir poco emozionante: se ci eravamo decisi a ricominciare e se una scintilla era riscoccata, quel concerto ci ha mandato letteralmente a fuoco. Ma ci eravamo prefissati di fare cose nuove e non campare sul passato. Abbiamo rifiutato di suonare a parecchi concerti anche se avremmo davvero voluto esserci, ma si era detto: niente live fino al disco nuovo. E' stata dura ma sembra che ce l'abbiamo fatta, e se ci penso quasi non mi sembra vero. Dopo quel concerto solo pezzi nuovi in sala!
D: Sì, di voglia di risuonare ce n'era e pure tanta! Tutti quanti però volevamo più dedicarci a concretizzare un disco nuovo, e questo richiede un certo tempo; tra il creare i pezzi, riuscire a suonarli bene e registrarli, un anno è il meglio che siamo riusciti a fare, e alla fine non è poi così male. E' servita molta pazienza (specialmente dopo quel 7 gennaio favoloso!), ma ora siamo pronti e felici e scalpitanti di tornare a suonare in giro!
Parlando di Roma, come vedete la situazione attuale nella scena hardcore? E' ancora il caso di parlare di stato di grazia o c'è da essere meno ottimisti?
D: beh che dire…di gruppi ce ne sono, e molti, e sono anche bravi. L'attitudine dipende dalle persone e dal carattere. Io molti dei ragazzi che suonano in questi nuovi gruppi non li conosco affatto, quindi non ti saprei dire…
Come band influenzata dall'old school riuscite a trovare stimoli nel panorama odierno o prevale la sensazione che il meglio sia già stato prodotto?
D: Gli stimoli io li trovo dal punk come dal soul o dal reggae. Ascolto musica che va dall' hard-rock al garage punk, passando per roba lounge, funk, e anche certa elettronica più suonata, quindi sicuramente non posso dire che il meglio sia già stato prodotto.Oggi nel rock ci sono bands che sono influenzatissime dai generi più diversi, ed alcune sono veramente fiche. Nell'hc l'old school è migliore per definizione, però io non la penso così: nella vecchia scuola ci sono pietre miliari, che costituiscono le fondamenta di un genere che si espande a macchia d'olio e conquista sempre di più e sempre più persone, e questo perchè la strada giusta è quella, e se seguendola ci si sente meglio allora non bisogna lasciarla.
Avete in programma un tour in giro per l'Italia per promuovere "Songs of hate and emotion". Che dobbiamo aspettare dai prossimi show?
M:Faremo del nostro meglio per divertirci e far divertire, questo è poco ma sicuro. Stando a quel che si dice in giro e dai feedback che sinora abbiamo ricevuto, pensiamo che ci sarà l'atmosfera giusta affinché tutto ciò avvenga.
Grazie dell'intervista, a voi la conclusione
M: E' stato un piacere per noi, un saluto a chi ci vuol bene e un vaffanculo a chi non ci capisce, o si ostina a non volerci capire.
D: Grazie a voi e a tutti coloro che ci hanno sempre supportato e creato entusiamo attorno al gruppo.
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