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a cura di
Staypunk
www.contrastohc.com
Ciao Max, per iniziare raccontaci un po' chi/cosa sono i Contrasto.
Davide! da dove parto?…è che in effetti son passati un po' di anni ormai…e questa è la domanda che ce lo ricorda ogni volta…stiamo invecchiando (..ha ha..)…e poi sti giorni mi sono pure annotato queste parole…c'è qualcosa in me che è più vecchio di me…comunque, eccomi!
In linea di massima, dagli inizi, siamo sempre noi…certo! qualche ritocco in corsa naturalmente c'è stato se pensi che, comunque sia, le prime prove/concerti dei Contrasto risalgono al 1996…ma è dal 1998 (in pratica, dopo i primi due dischi) che le facce sono rimaste sempre le stesse (sì! vabbe…poi con l'entrata qualche anno fa di Michele alla batteria Enrico è passato dai tamburi alla chitarra…e siam tornati ad una formazione a cinque…anzi, alla famiglia completa, a corna alzate, sempre!!)…
…beh, i Contrasto risultano dalla parziale fusione/incontro di due gruppi locali precedentemente attivi (i Megarissa e i Reazzione…sì, con due zeta!)…anche se il primo periodo in chiave attitudine/consapevolezza forse ha un po' risentito delle differenti (e naturali) influenze dei singoli e/o della grande voglia di fare..un atteggiamento che inizialmente ci ha messo a confronto con troppa fretta (portando talora a divergenze riflesse sul quotidiano); dopo un primo periodo di assestamento, di maggiore conoscenza reciproca, di "cuore e passione" al di la di tutto…credo abbia istintivamente preso corpo una sorta di percorso comune…l'esigenza spontanea di affermare (per noi stessi) ciò che il quotidiano rappresenta...una netta e consapevole "posizione politica" che abbiamo inteso/intendiamo come necessità prioritaria di confronto sul quotidiano, dove il suono diventa esclusivamente uno tra i tanti possibili vettori di comunicazione a supporto della parola/azione…, e il tutto resta in continua evoluzione, una specie di filtro interiore tra ciò che senti e ciò che ti sente, un ponte emotivo che si proietta in un contesto molto più ampio, lontano da mode e ristagni omologati, vincolanti.
Questo è Contrasto…da allora…come oggi…
Che dirti, poi nel tempo succede un po' di tutto, e capirai quanto sia per difficile seguire un ordine cronologico-emozionale: tantissimi concerti/momenti di incontro-confronto in svariati spazi liberati/occupati, diversi dischi e condivisioni, espressioni, lotte, abbracci, varie collaborazioni, sei tour europei e concerti in tutta Italia carichi di emozioni/vissuto/dettagli/ricordi/persone… tantissimi vecchi e nuovi amici, ovunque… e il tempo che passa, rimpasta, fugge o ritorna sempre con coerenza e passione, si!… se ti dovessi riassumere questi anni in due parole, mi piacerebbe scrivere "azione, coerenza e passione"…e tutto il resto a venire...
Tutto qua…parecchie cose sono cambiate dagli inizi, ma la voglia è ancora tanta!…Contrasto è ciò che ci sta dentro.
Credo che ognuno di noi rappresenti istintivamente ciò che lo ha portato ad essere così com'è, in un preciso momento, in uno specifico contesto, con un stato d'animo definito ma allo stesso tempo in continuo riequilibrio…le esperienze, il quotidiano, gli interessi di un periodo, le passioni, ciò che ci circonda...ciò che ci trapassa lo stomaco o ci brucia, ciò che ci lascia due giorni a fissare il soffitto di una camera da letto, ciò che ci porta ad incontrarci per caso...ecco! non saprei risponderti "tecnicamente" e in una definizione, anche perché non ci siamo mai chiesti quali fossero state le nostre influenze, o quali potessero essere le dinamiche che ci hanno portato a condividere tutti questi anni assieme…è stato semplicemente così…una sera - era settembre - quando abbiamo iniziato a suonare…e lo stiamo continuando a fare.

Un anno fa è uscito il vostro (stupendo) LP "Sentenza / Condanna di vuota comparsa", cosa vi è racchiuso dentro?
..beh...grazie per lo stupendo…ma è buono resti tra parentesi…ha ha ha…anche perché proprio in questi giorni sta uscendo il nuovo LP split coi Nagasaki Nightmare (2006) che senz'altro ci rappresenta meglio…in generale, dentro ad ogni disco c'è una parte di ciò che siamo, dettagli, frammenti, schegge che conciliano e si amalgamano senza complessi o spigoli di fondo..ed ogni volta è come se scrivessimo una pagina di ciò che ha reimpastato le nostre vite..una sorta di equilibrio precario, di piacevole instabilità che ti porta a muovere verso ciò che senti bruciare, una foto sfuocata,…io vivo ogni disco nuovo come fosse un'auto lanciata a cento all'ora sulle vetrine di una piazza, è l'odore che senti solo tu…perché in ciò che abbiamo vissuto, nell'esperienza degli anni che passano, poi c'è…come dirti…un sapore particolare...intenso, vivo….Spesso ci ripetiamo, mi ripeto, che il quotidiano è il progetto più importante che abbiamo in comune…per cui in un ogni disco tocchi per un attimo con mano ciò che fa già parte di te…le tue ossa, i tuoi nervi, la pelle secca…
Noi pensiamo sia un dovere (oltre che una necessità di sopravvivenza) sia singolarmente, sia come Contrasto/Confino (ed in generale, per ogni spazio liberato che possa definirsi tale), l'identificarsi con una netta e decisa posizione da un punto di vista politico, l'assumersi ogni responsabilità che una scelta politica impone. Questo perché "politica" non ha nulla a che vedere con facce/partituncoli/accordi di bandiera e quant'altro… ma "politica" è sinonimo di quotidiano, e per tale motivo risulta imprescindibile dal vivere di ciascuna persona/entità. Prendere una posizione significa condividere o non condividere, significa scegliere in modo diretto, significa non subire imposizioni passive… prendere una posizione significa esserne consapevoli, cercare un confronto ma mai un compromesso, e in tal senso viviamo il nostro quotidiano, i Contrasto e il Confino…ogni nostra scelta è la risposta che cerchiamo e diamo a noi stessi ogni qualvolta le situazioni vengono a prendere pieghe "differenti"…in realtà, dopo anni in giro e tante persone/situazioni incontrate/conosciute possiamo senza dubbio dire che il fermento, la voglia di lottare e di cambiare questo ristagno di cose, la capacità e la spinta verso qualcosa d'altro…sono comunque vivi e crescenti… più di quanto all'opinione pubblica si voglia lasciar credere, e più di quanto "loro" non vogliano accettare…per noi, Contrasto/Confino/vita quotidiana/consapevolezza e scelta ideologica…sono differenti sfumature di una medesima sfera…il vivere…e come tali imprescindibili per natura…con tante persone/gruppi/situazioni ci siamo trovati benissimo, in piena affinità e sintonia ideologica…ed il sentirci, il rivederci, il riabbracciarci rappresenta quotidianamente tutto ciò che da anni continua e si rafforza… la risposta che il tempo ha dato alle nostre "scelte" di vita…e nei nostri pezzi, in questo disco come nei precedenti…c'è questa "scelta".
La vostra discografia si trova esclusivamente su vinile (più qualche cassetta), come mai questa scelta? Pensate di convertirvi ai "freddi" cd in futuro?
Mah…è che probabilmente siamo vecchi innamorati del caldo fruscio che la puntina sporca accende sul vinile…e che in realtà (ma questo lo svelo solo e solamente a te..) stiamo cercando di fare il maggior numero di dischi possibile in vinile proprio per accelerare il processo di cancerizzazione sociale ed inquinamento ambientale che questo derivato del petrolio è in grado di agevolare…dai! che dirti…non è che siamo fondamentalisti del vinile contro ogni forma di digitale…è che è venuto così, spontaneamente…questione di "corde"…forse perché non abbiamo mai pensato (o dato priorità) agli aspetti tecnici del fare un disco e/o del distribuirlo…e…difficile da spiegarti, ma non riesco a vedere i Contrasto che su vinile, alla vecchia maniera!…poi.. ben venga che tutto sia diffuso e duplicato nei modi e con i supporti che il tempo rende disponibili…
Avete partecipato a numerose compilation benefit, puoi parlarci di queste iniziative?
Ormai da anni ci muoviamo e supportiamo sia nell'attività di Contrasto/Confino squat, sia singolarmente, quasi solo dei benefit, delle campagne di solidarietà, e delle iniziative orientate in tal senso…semplicemente perché, purtroppo, questa è la necessità che il quotidiano impone...L'approccio ad una compilation (almeno per tutte quelle a cui abbiamo partecipato noi ) nasce sempre dal presupposto che agire concretamente significa muovere più di mille parole...pertanto anche un disco in questo modo riesce ad essere da un lato vettore di supporto pratico, per le necessità che una condizione precaria obbliga a chi la sta subendo, e d'altra parte un buon veicolo "informativo", un passaggio di voce in voce, diciamo.
Ad esempio, per dirti come è nato l'ultimo, l'idea del 7" benefit "AL CONFINO SQUAT" (con Contrasto, Letormenta, Campus Sterminii, Kontatto)…spontaneamente, durante una delle tante cene/riunioni di questi sei anni di occupazione, lotta ed autogestione …un altro modo per esprimere ciò che per noi il Confino rappresenta, l'autogestione senza vincolo ne compromesso...
…per noi il Confino è da sempre un crocevia di idee, luogo di scambio e d'incontro, di cultura destandardizzata, di (contro)informazione, nonché laboratorio di costruzione di modelli di vita sostanzialmente differenti da quelli che ci vorrebbero costringere a vivere…l'unico posto a Cesena che non sia attivo per fini lucrosi, in cui non esistono rapporti di offerta/scambio o compravendita, e dove chiunque, lasciato a casa il portafoglio, può tranquillamente cenare o brindare con amici divincolandosi dal legame rapporto sociale/vincolo economico/divertimento indotto. La socializzazione è obbligata troppo spesso solo a luoghi preposti, e così per la creazione artistica, ….allo stesso modo, l'informazione risulta solo attraverso canali strettamente controllabili.
In occasione dei sei anni di occupazione abbiamo pensato ad un segno tangibile, concreto…a qualcosa che potesse muovere come vettore di ciò che il Confino ci ha dato e rappresenta tuttora…al fatto che qualcuno, prendendo in mano il disco possa rebdersi conto che tutto questo è vivo e possibile, non è una storia letta su un libro. L'idea è quindi stata quella di condividere un 7" (nei gruppi che ne fanno parte vi sono alcune individualità per cui il Confino rappresenta un vissuto quotidiano…ma i gruppi rappresentano solo un "pretestoo acustico per riempire dei solchi di vinile"…dato che di disco comunque si tratta… ma tante altre persone vivono quotidianamente il Confino, ed è con questo spirito che abbiamo pensato ad una collaborazione condivisa …).
Il Confino squat attraverso questo disco veicola non soltanto come idea, ma soprattutto come entità fisica…per questi anni, per il contesto sociale, per le lotte, per le iniziative, per ciò che "quattro gatti inoffensivi" hanno raggiunto senza alcun compromesso…per ciò che continuiamo ad essere, e per la consapevolezza che tutto questo è possibile.
La vostra attività è fortemente legata a quella del Confino Squat, ci racconti un pò la storia di questo posto e le prossime iniziative in programma?
Ci fa piacere che anche da fuori si noti il nostro impegno costante nei riguardi del Confino… Contrasto e Confino squat sono frutto di una medesima spinta, di un legame totale ed indissolubile… la mole di tempo ed energie che dedichiamo a tale spazio, nonché gli enormi sforzi e la quotidianità condivisi con le altre persone che lo tengono in vita, fanno sì che spesso i percorsi e le scelte di queste due entità si accavallino e convivano spontaneamente… e molte cose scritte su un disco dei Contrasto si rifanno a ciò che respiriamo al Confino… e viceversa. Anche nel nuovo Lp abbiamo sottolineato questa linea continua… è un po' come qualcosa che si riomogenizza costantemente ad ogni istante, ogni volta attraverso modalità e sfumature differenti rispetto alle precedenti…ma sempre rinnovate… In questo momento Al Confino è più o meno tutto stabile (sempre che di stabilità possa parlarsi mentre si è costretti a vivere in una condizione sociale sommersa e precaria agli occhi dei più…), nonostante le difficoltà che normalmente incontra chi decide di far uscire la propria voce dal coro delle masse belanti ed ubbidienti, di chi si assume ogni responsabilità politica pur di gridare il proprio dissenso. Coerenza e costanza sono le armi che consideriamo più incisive,… le situazioni si evolvono (o più spesso involvono!!) e mutano con lo scorrere del tempo, mentre passano gli anni, ma il germe della ribellione è destinato a sopravvivere! Il Confino, in tal senso, rappresenta uno spazio liberato, reso tale da oltre 6 anni di occupazione senza accordi né compromessi di alcun tipo! Cesena…è un po come la favola della timida bruttarella che crescendo si scopre carina e diventa pretenziosa e arrogante… Cesena in questi anni ha assunto le sembianze di capitale dei finti ricchi, degli imprenditori sinistroidi che parlano di solidarietà mentre fanno la sauna, e delle infinite teste di cazzo (che comunque abitano un po' dappertutto, credo) in cerca di 5 minuti di visibilità. Cesena resta una piccola cittadina medio-borghesotta, di quelle che al sabato la gente si ritrova più o meno nella piazza a parlare di questo e di quello… una città che un tempo credavamo addirittura tollerante, ma che giorno dopo giorno ci continua a deludere… nonostante in vari modi cerchiamo di coinvolgere con le attività del Confino le gente di Cesena, nonostante cerchiamo in vari modi il confronto….Cesena è provinciale, "benpensante", bigotta, sempre pronta a giudicare e reprimere attraverso montature mediatiche e false propagande di partito la cui cassa di risonanza è indubbiamente maggiore rispetto ad un voce o ad un volantino, …sempre pronta a diffamare ogni realtà antagonista al pensare comune, incapace di concepire un'esistenza vissuta al di fuori di canoni prestabiliti. Cesena dovrebbe vergognarsi, in particolare, per tutto quello che nell'anno appena trascorso ha fatto (e continua a fare) nei confronti del Confino.

Qual'è il valore dell'autoproduzione? Sei d'accordo sul fatto che troppe band sbandierano come una scelta quella che è invece è una necessità per mancanza di richieste?
..mah…non amiamo parlare di bands, gruppi o collettivi…ma di persone, di individui che pensano/agiscono singolarmente e che allo stesso tempo sono accomunati da una medesima consapevolezza ideologica, da un approccio politico costante al quotidiano… dal forte desiderio di riappropriarsi della propria esistenza…e tutto questo o ti appartiene, fa parte del tuo bagaglio, oppure non sai neppure cosa sia (semplicemente, vivi d'altro…tra scatole, modelli e stanze..)…
… per dire che quello che tu chiami "valore" non può essere un habitus che decidi di acquisire, non è una definizione che ti dai o un'etichetta che ti rappresenta o un modo di muoverti nel fare un disco o una 'zine o qualcosa nella cosiddetta scena…e quindi dal momento che "un gruppo sbandiera o si sputtana" per via bastarda, o che si pone come entità sonora da cui tu devi i.m.p.a.r.a.r.e. qualche fottuta prima lezione esistenziale ...beh! significa, ed è palese (senza che sia necessario porlo in evidenza o giudicarlo), che quello spirito non l'ha mai posseduto…che tutto era ed è vetrina, un costruito…lontano da situazioni in cui coerenza e passione bruciano dentro…muovono situazioni impensabili…coerenza e passione non sono identificabili con un testo, una campagna di lotta, una produzione o un'attitudine patinata…fanno parte del tuo vivere e basta (e non richiedono un concetto di giusto o sbagliato)!!… l'errore (se così si può dire) di molte persone/gruppi/entità (e sia chiaro, ti ripeto, non ho la presunzione di giudicare niente e nessuno..ma da tanti anni provo ad osservare ed interagire..) sta nel cercare a tutti i costi una forma, una maschera, un'"etichetta", una soglia di riferimento, una sorta di nuova identità da cui differenziarsi (da cosa poi?)…sta nel pensare, nel programmare, nel complessare, nell'annodare, nel rendere tutto enormemente più difficile, pesante e vincolato rispetto a quanto l'essenza del vivere ti porta per istinto a respirare…ed è ciò che carica il vissuto e risulta in tempi brevi terribilmente precario…(il gioco dei cani di palazzo è un teatrino in cui questi personaggi risultano costantemente attori in scena!!)…quanti esempi, cacchio…secondo te è possibile che durante (così come prima e/o dopo) un concerto un gruppo (ma anche semplicemente una persona coscentemente presente..) non trovi come "naturale esigenza politica" quella di comunicare…quella di cercare un confronto verbale…non si renda conto che il suono è solo un vettore, un'occasione in più per ritrovarci in tanti e massimizzare le possibilità di consapevolezza?…i testi di un disco me li leggo a casa o ne parliamo insieme, le distorsioni mi fanno muovere un po la testa… ma cacchio! ci chiediamo mai il perché continuiamo a ritrovarci in determinati spazi, qual'è il senso di una condivisione di questo tipo?…avvertiamo un senso di vuoto in tutti i gruppi e le persone che non hanno nulla da dire o che lo fanno esclusivamente per "provocare" in modo negativo, ossia senza esigenza di confronto…e ci chiediamo come sia possibile…dove minchia vivano sti recipienti…
Personalmente, poi, trovo patetico l'interesse e l'entusiasmo che in questi ultimi anni si stà creando attorno al riformarsi per due-tre serate di concerti di gruppi un tempo vivi (o di passaggio) ed ora squallide riproduzioni di vent'anni fa...ma al solito…c'è tanta frustrazione e mancanza d'altro…
Di recente siete venuti a suonare nella mia Puglia, quali sono state le vostre impressioni? Avete trovato differenza rispetto alla scena delle vostre parti?
…che dirti…"dolce-rapido-esplosivo"!!!
…suonare in giro ti permette di vivere esperienze molto intense, di toccare il particolare, i dettagli…non soltanto perché la convivenza ti spinge ad un confronto diretto (e questo ci ha permesso di conoscere aspetti di noi stessi che altrimenti non avremmo forse portato in superficie…) e dunque ti lega ancor di più alle persone con le quali stai condividendo momenti significativi… ma soprattutto perché ti porta a vivere da dentro situazioni che immediatamente vengono a far parte di te…
…e mentre bevi una birretta con un amico che fino a due minuti prima nemmeno potevi immaginare esistesse su sta merda di pianeta…ecco, proprio in quell'istante, senza rendertene conto, tu stai vivendo e basta!…che dirti…di ogni concerto…di ogni posto in cui siamo passati…di ogni persona conosciuta (e con molte delle quali oggi ci sono ottimi rapporti… ci si becca), di ogni volta in cui ci siamo persi o abbiamo sbagliato strada, di ogni aneddoto che continua ad accompagnare le volte in cui stiamo assieme…potremmo stare a parlare per ore… ci sono ricordi più intensi di altri, o situazioni legati ad episodi sui quali cadiamo spesso… ma in generale tutto è stato e continua ad essere argomento delle nostre serate…l'approccio immediato che abbiamo in un tour o in un posto nuovo è sempre quello di conoscere altre persone, altre realtà…cercando di comunicare in tutti i modi possibili (durante il concerto, bevendo una birra, con materiale cartaceo…)…anche a costo di "annoiare" chi vorrebbe solo ascoltarsi due accordi distorti…
…e comunque ognuno di noi, poi, viene ad assimilare una miriade di microsituazioni puntiformi che costantemente evolvono ed evidenziano nuovi aspetti delle cose… tutte le persone incontrate in un tour con le quali mantieni e rafforzi il contatto (lettere, mail, rivedendoti…), ti permettono di avere una "situazione" molto più definita nel tempo…
Circa la tua Puglia, e più in generale il sud Italia, è come se ogni volta "tornassimo a casa"… per quanto mi riguarda è un'affinità interiore, al pari di ciò che sento in generale nei paesi dell'est europeo…è un ritrovare i tuoi ritmi vitali…vivo gran parte dei rapporti a misura d'uomo, sinceri…e non è un caso abbia tantissimi amici proprio da ste parti… c'è la voglia di incontrarsi, di parlare, di interagire le rispettive situazioni…è il particolare che mi colpisce…c'è una scena molto intensa…c'è la voglia di stare insieme, e di continuare a farlo…e più volte una parte del mio cuore l'ho anche lasciato proprio qua…ogni volta tornare indietro, sembra quasi non avere troppo senso…
…poi…in sti mesi anche lo split con i Nagasaki Nightmare di Bari…non vedo l'ora di tornare…sicuramente molto presto…anzi prestissimo…
Per come la vedo io in passato gli split erano anche un modo per condividere legami che andavano oltre la musica, ed erano molte le band di una certa importanza che ne sono state protagoniste. Adesso, pur non volendo generalizzare, invece mi sembra che sia principalmente un modo per dividere le spese tra i gruppi emergenti, una pratica snobbata da chi ha conquistato già una certa notorietà. Dall'alto dei vostri innumerevoli split, qual'è la vostra opinione in proposito?
…beh…credo di averti già risposto tra le righe nelle domande precedenti…non viviamo come priorità l'aspetto tecnico…non abbiamo mai fatto uno split che non avesse già alle spalle un legame di amicizia consolidato, o comunque vivo…in generale ognuno trova motivazioni personali o legate alla praticità delle situazioni, del contesto…io penso, comunque, che solo col tempo hai le risposte che una determinata scelta fatta ha determinato…sorrido amaramente alle fredde ed informali richieste di coproduzione che girano ogni tanto via mail, al fatto che qualcuno possa pensare che io metta in gioco passione ed altro semplicemente per avere in mano un oggetto inanimato, una serie di suoni, una grafica colorata… ma questo è semplicemente ciò che penso/sento e come lo vivo…

Certe volte ho la sensazione all'interno della scena hc manchi un pò di ironia, che a mio avviso è un ottimo mezzo per far comprendere meglio certe cose, che ne pensi in proposito?
..ironia??..mah…sempre una questione di rapporti umani, individuali e comunque specifici…non riesco ad inquadrare la scena e a dartene uno spaccato complessivo, globale…ne credo sia comunque possibile farlo senza presunzione…
in tanti anni ho conosciuto e continuo a conoscere un sacco di persone con le quali mantengo rapporti che sono andati ben oltre l'esserci incontrati "all'interno della scena"…credo che troppo spesso ci si fermi a considerare ciò che manca, ciò che non va, ciò che stride, ciò che potrebbe o dovrebbe essere, ciò che quello ha scritto o detto in quell'occasione piuttosto che in quell'altra…penso che personalmente, e per fortuna, si possa ancora "scegliere" per affinità emotiva le persone, i contesti e le situazioni entro cui muoversi, interagire e vivere…anche con ironia…
Tanti paroloni (e parolacce) contro gli emokids e frangette varie e poi ai concerti hc è tutto uno sfoggio di magliette, scarpe etc..non è un controsenso?
…che dirti! Emokids pettinati e frangettosi…hardcorers duri e puri alla vecchia maniera...e tutto il resto…non mi interessano proprio tutti questi aspetti di merda che rientrano nei discorsi precedentemente fatti del come porsi, del riconoscersi ed identificarsi entro sterili clan modaioli…credo che la frustrazione, la depressione, l'insicurezza generale, la mancanza di stimoli e di motivazioni indotte o assimilate, le continue paure, l'inconsistenza o la difficoltà che il contesto sociale ed il momento storico rappresentano…ecco! Credo che tutto questo porti costantemente ad una continua, logorante ed inefficace ricerca di un "gruppo di appartenenza" che in un determinato momento ed in un determinato contesto meglio si conforma e meglio tappa una sorta di paralisi e vuoto interiore…poi…boh!..sta a te osservare o mettere in evidenza ciò che più ti interessa…
Quali sono i vostri progetti adesso? ho letto di alcune date in Finlandia..
…beh..sì!…in effetti oltre al tour in Finlandia dei Contrasto stiamo ultimando le stampe sia del 7" benefit per il Confino squat, sia del nuovo LP split che ti dicevo…poi comunque la ripresa dell'attività del Confino ed annessi assorbirà gran parte delle nostre energie…per fortuna..
…ma in ogni caso, non per ripetermi ma perché così è…il quotidiano resta il progetto più importante che ci accomuna...e con questo, tutto ciò che ancora non posso sapere sarà…
Grazie mille, a voi concludere come meglio credete!
Bene…direi che siamo arrivati in fondo allora (e speriamo non al fondo..ha ha ha)..ti ringrazio molto per questo spazio…in attesa magari di poter scambiare due parole di persona, bevendo una birra, e non sempre davanti ad uno sterile schermo quadrato…che tra l'altro in questo momento mi fissa anche un po'ebete…
Un grandissimo abbraccio a te e agli altri guyz incontrati in questi mesi in Puglia, e nel sud Italia in generale…sempre col cuore!
…azione, coerenza e passione!!!
A presto…anzi, a prestissimo.
"Vecchia scuola. Si può morire di HC "???
CONTRASTO c/o
Al Confino squat, Via Prov. Cervese n.1818
47020 Pontecucco di Cesena (FC) - ITALIA
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