I Crass (Steve Ignorant, N.A. Palmer, Phil Free, Pete Wright, Penny Rimbaud,
Eve Libertine, Joy De Vivre) si formano a Londra nel 1977. Dapprima, in
pieno spirito punk, sono solo dei ragazzi dai modi sgarbati, vestiti di
stacci, con voglia di suonare, ubriacarsi e distruggere. Ma ben presto
prendono le distanze da Sex Pistols & Co, reputando questi Punk Fashion,
bravi solo a lanciare messaggi (più o meno giusti), ma non ad attivarsi per
metterli in pratica (quindi, in sostanza, incoerenti). I Crass si ritirano a
vivere in una comune fuori Londra, si vestono solo di nero in simbolo di
protesta. I loro concerti sono dei veri e propri comizi, dove il gruppo
esprime le sue radicali idee, basate sull’autoproduzione (infatti si
autoprodussero i loro album), l’anarchismo, il pacifismo (inteso anche come
non-violenza), il vegetarianismo, l’ateismo, l’ambientalismo,
l’antisessismo…
I Crass diventano il punk-group attivista per eccellenza. La
loro musica non è un granché: riff di chitarre distorte (e probabilmente
scordate..) e batteria grezza, ma quello che conta sono i loro testi. Dietro
immagini rudi, infatti, si trovano liriche poetiche e propositive, che
sparano a mille contro il governo, la monarchia, la società, le guerre, gli
sfruttamenti, la strumentalizzazione della religione… La rabbia di questo
gruppo, tuttavia, non deriva dall’odio, ma dall’amore. Così, trovandosi a
metà strada tra il movimento punk e quello hippy, i ragazzi vennero spesso
definiti fricchettoni e disprezzati con molti altri aggettivi, solo perché,
per primi, intesero il punk come movimento “intellettuale” (ma anche molto
attivo, all’occorrenza) e non basato sulla violenza, sulle sbronze… Inoltre
formarono un’etichetta indipendente (la “Crass Record”) e furono sempre
coerenti con i loro propositi. Oggi ci sono ancora loro seguaci, ma anche
gente che li critica (chissà cosa avranno mai fatto di male ad essere
veramente interessati ai problemi sociali..). Si sciolsero, come già
annunciato all’inizio della loro avventura, nel 1984, rispettando la
profezia orwelliana.