 |

a cura di Simone Lucciola - (Lamette.it)
L'idea è di Mr. Staypunk è che io scriva di cinque dischi improbabili e rigorosamente sconosciuti, saltando di palo in frasca con l'apporto di una contestualizzazione minima ma essenziale. Lo accontento subito, proponendogli e proponendovi due righe sui sette pollici più curiosi (interessanti è una parola grossa!) che sono riuscito a riesumare durante una rapida immersione nelle fogne del '77, alla ricerca di una potenziale cover da proporre con i Blood. Detto per inciso, non ho trovato niente, ma proprio niente, che facesse anche minimamente al caso mio: in compenso, però, è saltato fuori di tutto di più. Nella fattispecie:
Black Randy And The Metro Squad - Trouble at the Cup (Dangerhouse Records, 1977)
1) Trouble at the Cup.mp3 2) Loner with a boner.mp3
3) Sperm bank baby.mp3
Coprofilo, tossicodipendente, socialmente improponibile come quasi tutti gli esponenti del famigerato circuito punk di Hollywood, il compianto Black Randy ha avuto il merito principale di aver messo su questa leggendaria e misconosciuta art-punk-soul band (?) con componenti variabili e intercambiabili (non ultimi, nel mucchio selvaggio, nientemeno che K.K. degli Screamers e John Doe degli X). L'inclassificabile progetto, che diede a suo tempo origine a un solo e inimitato full-lenght ("Pass the dust, I think I'm Bowie", ndr), si basava per lo più su un ordito lirico incentrato su droga, prostituzione e gaybang. La title track di questo disco è ovviamente anche il pezzo più noto del combo. Così Black Randy in un'intervista di repertorio estrapolata da "Lexicon Devil": "Il mio disco "Trouble at the Cup" ha a che vedere con questa mia fantasia in cui tutte le prostitute di sesso maschile di Hollywood diventano punks e abbattono il dipartimento di polizia di Los Angeles". Il Cup, per la cronaca, era un ristorante nei cui paraggi battevano il marciapiede i migliori gay californiani dell'epoca. Copertina "a tema" disegnata a mano da K.K. Barrett, con un fumetto naif a base di cazzi e pompini. Da avere.
---------------------------------------------------------
Rottweiler (Autoprodotto, 1980)
1) I'm down.mp3
2) Wanna be your friend.mp3
Power-pop svedese per una band di tutto rispetto nel suo genere, che verso il 1981 mutò repentinamente nome in Perfekt Alibi, per andare poi avanti lungo il corso di un altro triennio circa, tra dischi, concerti e performance radiofoniche. Gran bel sound e un sesto senso indiscutibile per la melodia, nonché una voce spassosa e improbabile (immaginate qualcosa come il grande Bon Scott degli AC/DC dopo una lobotomia prefrontale). "I'm down" è il classico inno loser rock, mentre il lato B è di ispirazione decisamente ramonesiana. Unico evidente punto debole: i testi, elementari e buttati giù abbastanza a casaccio, seguendo tutti gli stereotipi punk '77 possibili, disponibili e immaginabili. 45 giri onesto e senza pretese, che rimane comunque uno dei pesci migliori che ho pescato nella stessa rete. Altro giro, altro regalo.
---------------------------------------------------------
Fastbacks - It's your birthday (No Threes, 1981)
1) It's your birthday.mp3 2) You can't be happy.mp3
Punk-rock adolescenziale (nel senso di coretti, melodia e voce autenticamente prepuberale). Tecnicamente niente male, anzi, c'è pure un bel solo di chitarra sulla title track, però se non vi piace il genere molto probabilmente li detesterete fino al midollo. Segnalo questo disco prevalentemente perché il batterista dei Fastbacks - rigorosamente accreditato e fotografato nel retro copertina di questo disco (la front cover, per inciso, è orrenda) - è un certo Duff McKagan, che di lì a qualche anno sarebbe diventato la glam-punk-rock star che tutti conoscono. Per chi avesse meno di quindici anni: sto parlando del bassista storico dei Guns'N'Roses, successivamente imbarcato in altre centinaia di progetti musicali, dai Velvet Revolver alla backing band di Izzy Stradlin'. Tornando ai Fastbacks, segnalo infine che - incredibilmente - la band è andata avanti fino al 2001, tra centinaia di cambi di formazione e, suppongo, genere musicale. Varrà la pena di cercare altro? Non ci giurerei.
---------------------------------------------------------
Teenage Popeye - Modern problems (Alien Nation, 1981)
1) Life is cheap.mp3 2) Peter principal.mp3
3) She's only 16.mp3 4) Expectations.mp3
Wow. Nonostante il nome assurdo della band questo è un gran bel 7'', per quanto sconsideratamente vario. La title track e l'ultima "Expectations", infatti, sono belle avanti per l'epoca, e rimembrano molto la maniera del proto-core americano (e torniamo quindi a bomba alla California di Black Flag, Germs, Circle Jerks, Middle Class ecc ecc.). Gli altri due pezzi, invece, lungi dall'entrarci anche minimamente un cazzo, sono due esempi perfettamente calzanti di classico rock americano, addirittura radiofonico, direi. Che i Bracci Di Ferro abbiano tentato di fare il doppio gioco? Assolutamente non saprei, però vi dico che il disco non si può ignorare, sarebbe un peccato.
---------------------------------------------------------
Die Electric Eels - Cyclotron (Rough Trade, 1977)
1) Cyclotron.mp3 2) Agitated.mp3
Inqualificabile. Registrato in realtà nel 1975 (!) nella nevralgica Cleveland (dove nello stesso periodo si agitavano, è bene ricordarlo, i grandissimi Rocket From The Tombs di Cheetah Chrome, Peter Laughner e David Thomas), "Cyclotron" fu dato alle stampe troppo tardi sui tempi, e chissà se se lo cacò mai qualcuno, purtroppo. Copertina quasi dadaista e sound grezzissimo, per due pezzi di un genere musicale tuttora sconosciuto e comunque molto vicino al punk, che potrei definire ultra-garage. Ebbero l'ardire di fare il bis nel 1982, con un secondo 45 dal titolo "Bunnies", che a quanto si dice suonava già molto differente. La cover di quest'ultimo vinile, da me ammirata recentissimamente, raffigura una serie di coniglietti rosa ritratti nell'atto di saltare una staccionata in fila indiana. Chissà cosa non darei per averlo.
---------------------------------------------------------
P.S. Tutte le meraviglie qui descritte sono gratuitamente scaricabili - copertine incluse - dal sito www.kbdrecords.com, una vera e propria Bibbia che vi consiglio spassionatamente di saccheggiare con amore. Inutile dire che il 98% dell'ispirazione e delle fonti per mettere insieme questo breve pezzo le ho prese da lì. È scontato, no?
La prossima volta vedrò di rifornirmi altrove, e rinnoverò le dritte.
|
|