NH-N HARDCORE MASTERS



COFFEE SHOWERS
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EVOLUTION SO FAR
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iniziamo con le consuete presentazioni
Fausto: mi chiamo Fausto, suono la chitarra e canto nei Coffee Shower, punk-rock da L'Aquila, Abruzzo, ai piedi del Gran Sasso. Francesco: Ciao, sono Francesco degli ESF, hardcore da La Spezia, suono il basso e scrivo testi.
come sono andate queste vacanze, rimorchi a parte, avete avuto opportunità di suonare o comunque di fare qualcosa di produttivo per il gruppo?
Purtroppo abbiamo dovuto rimediare all'ultimo momento qualche data in Italia per non ripiombare nell'inattività più totale, dopo che il tour tedesco previsto per agosto per una serie di motivi è saltato...abbiamo suonato in qualche festival e in particolare nella nostra beneamata regione, Abruzzo, dove è stato bello incontrare tanti punk-rockers corregionali... Siamo riusciti a farci un paio di settimane in giro per l'Europa a suonare, il che ha salvato parte della nostra estate dalla solita agonia spezzina, e abbiamo pure scritto qualche pezzo nuovo, quindi, si, periodo produttivo per il gruppo.
siete entrambi su nh-n, com'è nato questo rapporto? pensate di portarlo avanti o abbandonerete il buon Francesco Derchi per una major :) ?
Con Fra ci siamo beccati su internet per caso, poi lui ha sentito il nostro cd autoprodotto, ma onestamente non è che ci apprezzasse un granché, credo. Abbiamo continuato a scriverci per organizzare qualche concerto ogni tanto, ma mai si pensava a un'uscita su Nh-N, d'altronde io non sono il tipo di persona che si mette a stressare la gente supplicando favori o attenzioni come un bambino...poi un giorno, di ritorno da una delle sue tante vacanze (ride) è passato in Abruzzo a sentirci suonare in un festival estivo e quella sera deve aver cambiato idea su di noi...da lì è cominciata l'ascesa verso lo star system...(ride)...comunque il bello di essere su una indie come Nh-N è che si è liberi di mandarsi affanculo reciprocamente ogni giorno senza drammi, proprio come due fratelli (ride)...e poi sono sicuro che Fra sarebbe felicissimo se finissimo su una major perché venderebbe finalmente a tonnellate i nostri dischi (ride)...eheh Il rapporto è nato nella maniera più classica: abbiamo spedito un demo, a lui è piaciuto, ci ha contattati, abbiamo parlato, ci siamo conosciuti, abbiamo deciso che potevamo collaborare. Certo, abbiamo intenzione di andare avanti cosi', Nh-N è una piccola etichetta che bada più alla sostanza che alle stronzate, il rapporto è amichevole e basato sul supporto reciproco, e, anche se purtroppo è un uomo da party, Fra è un bravo ragazzo.
avete entrambi preso parte ad uno split (i CS con gli olandesi Dependent mentre gli ESF con i For I am Blind), cosa pensate di questo tipo di collaborazioni? conoscevate già le band con cui avete diviso l'album?
non mi sono mai piaciuti gli split, decisamente, e mantengo la mia opinione anche adesso....troppo spesso mi sono capitati fra le mani degli split con sopra una band che adoravo e l'altra che non mi piaceva affatto e finivo per non sentire più nessuna delle due...quando però si è cominciato a parlare di release ed è uscita fuori questa idea di fare uno split coi Dependent, dopo tutto l'affetto e l'amicizia che era nata fra noi e loro, mi sono detto: "Fuck it! facciamo sto split!"...oltretutto l'aver fatto uno split con una band un tantino più hc di noi, e per giunta di un altro paese (Olanda), aumenta la possibilità di raggiungere un pubblico leggermente più vasto...almeno spero.... Lo split è un buon modo di partire per un gruppo e per un etichetta: è meno impegnativo di un album, ci sono meno canzoni, permette di raggiungere un pubblico più eterogeno (ammesso che i due gruppi non suonino esattamente la stessa cosa) e di lavorare almeno in tre dietro ai concerti, il che aiuta quando hai poca esperienza. I For I Am Blind li abbiamo conosciuti quando Fra ci ha parlato della possibilità di fare uno split con loro, e ci siamo trovati subito bene, quindi nessun problema.
avete sempre cantato in inglese? è un modo per raggiungere più gente o lo ritenevate più adatto al vostro sound? cosa pensate di quei gruppi che si ostinano a cantare inglese nonostante una pronuncia ridicola ed un vocabolario di dieci parole?
Ho sempre cantato in inglese. Ogni volta che provavo a scrivere in italiano non riuscivo a cantare quello che scrivevo, mi sembrava sempre un testo idiota o insignificante...e poi quello che amo fare di più quando ascolto un gruppo che mi piace è cantare insieme ai loro pezzi (fare sing-a-long)...beh, onestamente ho seri problemi a cantare appresso a un gruppo che canta in croato o in tedesco...ti faccio un esempio: se penso ad una mia amica finlandese o a un ragazzo qualsiasi, che ne so, irlandese, argentino, olandese...beh se i miei pezzi sono in inglese (anche se può essere pieno di errori) e se anche loro masticano un po' di inglese (e questo in genere è cosa molto probabile...solo in Italia è cosa rara), beh di sicuro canteranno con me a un mio concerto e non vedo perché devo privarmi di questa cosa bellissima, di questa possibilità di comunicare maggiormente con più persone, solo per omaggiare i tanti professoroni che scrivono di musica sulle riviste e che da anni fanno proclami del tipo "devi esprimerti nella tua lingua!" "devi far capire alla tua gente quello che dici!" etc...per fortuna i punk-rockers nel mondo si fanno meno pippe mentali! Si, abbiamo sempre cantato in inglese, un po' perchè si adatta meglio al tipo di suono che vogliamo, un po' perchè ti permette di far capire i tuoi testi più o meno ovunque, e un po' perchè gli innumerevoli ascolti di gruppi americani hanno preso in ostaggio la nostra creatività. Comunque si possono fare cose bellissime anche in italiano, penso ai testi di gruppi come Negazione, Frammenti, Sottopressione, Kafka...
che significato ha per voi essere un gruppo punk (o comunque rientrante nei suoi mille sottogeneri)? lo vedete come un semplice genere musicale o c'è qualcosa di più?
è risaputo che la "cultura" punk e tutte le varie "sottoculture" intorno al fenomeno dal 77 ad oggi siano state foriere di stili, attitudini e idee diverse e spesso anche in contrasto fra loro...che dire....io credo che un musicista che fa punk-rock e che viene dall'auto-produzione, dal DIY, dall'underground per intenderci insomma, sia una persona che per forza di cose non fa musica solo per diventare o far finta di essere una star e questa è la prima cosa, con tutto ciò che ne dovrebbe derivare (disponibilità con le persone, solidarietà tra gruppi, attenzione ai problemi del mondo e di chi sta peggio di te in genere, etc)...certo non è che essere un musicista punk-rock significhi essere un monaco tibetano della musica, è bello raccogliere soddisfazioni personali da quello che si fa, è bello quando sai che la tua opera viene apprezzata da tante persone, ma se il tutto passa attraverso delle modalità alternative a quelle offerte dal "sistema" (che ne so, sono mille gli esempi...continuando a suonare anche nei centri sociali, appoggiando delle buone cause, contribuendo alla costruzione di una scena, che possa aiutare anche i gruppi più giovani, cercando di dire qualcosa di senso compiuto ai concerti sulle cose del mondo e non limitarsi a dire "andate al banchetto e comprate i nostri cd!"...e mille altre cose...)...beh diciamo che è più bello, che "mi tornano meglio i conti"... Decisamente non è solo un genere musicale. So che quando dici una frase del genere ti si apre subito davanti un paesaggio vago e incerto che rende quasi impossibile una definizione. Per noi è qualcosa che ha a che fare con la passione, con il rapporto tra etica e musica, con l'onestà, con la ricerca di una rivoluzione mentale, con l'urgenza, con l'autogestione, con la collaborazione basata sulla stima reciproca. Ma è anche qualcosa che ha a che fare con il rifiuto, con la paura, con l'angoscia, con la voglia di nichilismo, con l'apocalisse che incombe. "Sanguinando speranza", cantavano i Frammenti...
su cosa sono orientati i vostri ascolti adesso? l'ultimo cd comprato(o masterizzato)?
Alkaline Trio, Hot Water Music, Samiam, Thrice, Rise Against, Biffy Clyro, CSI e Afterhours. L'ultimo cd comprato è "forti di incomprensioni instabili" degli Arsenico, lo sto ascoltando un sacco. Poi in questi giorni ascolto molto i Q And Not You, i Bellicosi, lo split Faith/Void, i Black Flag e gli Husker Du. Ho degli sbalzi d'umore spaventosi.
avete già avuto opportunità di suonare all'estero? che situazioni avete riscontrato?
Siamo stati in Olanda, Svizzera e Germania; in quei paesi spesso ho notato con piacere che ai concerti la gente balla e si diverte anche se non conosce i tuoi pezzi...qui in Italia se non sei gli Strung-Out non alza il culo nessuno....altre cose? ....nei locali e negli squat hanno sempre un buon impianto, la gente con cui ti trovi a lavorare per un concerto è generalmente amichevole e ospitale (tranne qualche figlio di puttana che c'è ovunque)...l'unico vero disagio che abbiamo avvertito è che a volte le varie piccole scene che abbiamo avuto occasione di conoscere sembrano un po' vuote e le persone un po' troppo omologate....nei discorsi con gli altri gruppi e i vari ragazzi che incontri spesso non si va oltre cose del tipo "dove avete registrato?"... "noi abbiamo il sito in flash"... "faremo un cd con questa o quella label"....stanno tutti lì con quella zazzera emo sulla fronte e i loro giubbini Carrhart e suonano tutti ormai post-hardcore o emo (che poi fanno solo musica pop, ma la chiamano emo)...boh, a volte mi assento in certe situazioni, mi sembra di aver poco da dire e mi metto a leggere un libro...lo so, sono un palloso....(ride) Siamo stati un paio di volte in Germania, e abbiamo fatto qualche data in Belgio e in Francia. Abbiamo trovato delle belle situazioni... cioè, non so effettivamente quanto "spessore" in più ci sia là rispetto alla delirante scena italiana, ma sicuramente c'è più gente coinvolta, c'è più capacità organizzativa e le persone si divertono di più ai concerti. In Italia dobbiamo tutti lavorare parecchio per migliorare la situazione, per certi aspetti siamo davvero indietro.
mi promettete che non metterete mai una ghost track acustica nei vostri prossimi lavori??
mi dispiace, ma non posso proprio promettertelo...non perché voglia di colpo aderire ad un nuovo cliché, ma perché da sempre mi piace suonare musica acustica (ho fatto tre anni di piano-bar da solo con l'acustica per mantenermi in passato) e dall'inizio dei Coffee ho sempre provato a inserirmi con la mia acustica almeno in qualche passaggio quando registravamo, ma i miei compagni di gruppo me l'hanno sempre impedito (ride)...perciò prima o poi devo riuscire a fargli sto scherzo! Te lo prometto, niente ghost track acustiche e niente dischi veloci che si aprono con una traccia acustica. Ci basta essere prevedibili, non sentiamo il bisogno di essere prevedibilmente imprevedibili.
che progetti avete adesso?
quello che faranno gli Evolution So Far (ride)...eheheh Suonare in Italia durante tutto l'autunno e l'inverno, scrivere pezzi nuovi, vedere se ci riesce di far uscire un 7". Le solite cose che fa un gruppo, insomma.
a voi concludere come meglio credete...
un saluto a te, ai tuoi lettori e a tutti i punk-rockers, soprattutto a quelli che hanno visto i Ramones e ora sono ultraquarantenni e lavorano per mantenere tre figli (ride)...prima o poi tocca a tutti, eheheh... Grazie per l'interesse e l'intervista, alla prossima.