HITLER BAD, VANDALS BAD

Nel pubblicare il live report dei Vandals non ero entrato in merito alla questione della loro "gita" in Iraq perchè non conoscendo a fondo la questione non me la sentivo di giudicare. Ma uno scambio di e-mail con Izumi (i cui pensieri sono riportati qua sotto) mi ha fatto decisamente riflettere e dopo essermi letto TUTTO il tour diary dei Vandals dal loro sito mi sono fatto una mia opinione: i Vandals sono degli ignoranti totale. La loro giustificazione è stata quella di sottolineare il loro status di "non-political" band ma offrire il loro supporto alle truppe americane è secondo me una precisa presa di posizione a favore della guerra. Scrivono "speriamo che il nostro supporto aiuti i soldati a svolgere meglio i loro compiti"..davvero un nobile fine se non fosse che tra i loro compiti rientra quello di ammazzare la gente. Quello che più colpisce è soprattuto la leggerezza con cui viene trattato il resoconto dei giorni in Iraq, praticamente descritti come una vacanza; capisco che chi non c'è stato può non avere un idea precisa della situazione, ma andare in Iraq e non rendersi conto di quello che ti accade intorno è decisamente da stupidi. Nelle manifestazioni di protesta prima dei loro concerti (in Grecia e in Italia sono stati particolarmente contestati) sono stati additati come degli assassini, per me sono semplicemente degli idioti. La loro musica vuol solo far divertire e non riflettere, ok, nessuno gli ha chiesto di scrivere canzoni impegnati ma se decidi di entare in merito a questioni così delicate non puoi farlo in questo maniera. Vi invito a leggere il tuor diary per farvi anche voi la vostra idea, vi riporto un pezzo che ho trovato particolarmente scandaloso : << Dopo lo show siamo stati presentati dalla "Cavalleria Blacknights" il cui motto è "Shoot em in the face [sparategli in faccia n.d.r.]". Il comandante ha fatto il suo gran discorso ringraziandoci per la partecipazione e ha concluso dicendo "sparategli in faccia". Per quanto quel motto possa sembrare sbagliato in una società politicamente corretta è senza dubbio il miglior motto che ci sia e la squadra lo amava. Loro sono orgogliosi di questo motto e li tiene concentrati sul loro lavoro >>
Ho concluso..di seguito vi riporto quanto scritto da Izumi nella mail che mi ha spinto a fare queste riflessioni.

[Davide staypunk]

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La questione dei Vandals è vero che è complessa, ma confesso che sono rimasta molto stupita e delusa nel vedere quanti ragazzini rimanessero indifferenti davanti all'accaduto. Tanto da andare ai concerti come se niente fosse o addirittura prendersela con chi non ci è andato. Se una cosa del genere (andare in Iraq) l'avessero fatta i Metallica (che perseguitano chi scarica mp3) o un qualsiasi altro gruppo americano che si vede in TV, non mi sarei scandalizzata. Ma il punk, da sempre, per sua natura, NON è solo musica. E' anche musica, ma certamente non solo quello. E il fatto che un gruppo storico della scena punk abbia fatto una scelta del genere non è una cazzata. I Vandals non hanno fatto una scelta neutra, anche se la loro motivazione ufficiale è che sono andati a suonare per quei poveri ragazzi che "fanno solo il loro mestiere". Innanzitutto questo non è vero, perchè se leggi il tour diary di Joe Escalante ti rendi conto che non è uno sprovveduto che pensava di fare una cosa tranquilla, è uno che porta avanti una precisa idea di nazionalismo americano. Naturalmente negli USA non hanno le categorie di destra e sinistra come le abbiamo qui, ma se le avessero Joe Escalante probabilmente sarebbe di destra. Scrive cose davvero allucinanti, tipo: << The difference between these Europeans and the americans in this respect is that they are so blinded by their political movements, they can't think of anything else. Soon they can't buy and sell anything unless there is a political purpose served. They will never be able to compete with societies like America which can put politics aside to do business or form alliances or friendships. >> [ la differenza tra questi europei e gli americani è che loro sono così accecati dai loro movimenti politici che non riescono a pensare ad altro. Presto non potranno comprare o vendere niente a meno che non ci sia uno scopo politico dietro. Non saranno mai in grado di competere con società come l'America che mette da parte la politica per fare business o alleanze] Vi rendete conto di cosa sta dicendo? Che in fondo per gli Stati Uniti fare soldi è più importante di qualsiasi valore umano o morale (e questo si sapeva n.d.r.), ma soprattuto che lui è d'accordo. In queste poche righe c'è tutto un modo di pensare, lo stesso di Bush e della sua amministrazione, e di molti altri. Inoltre, è assurdo continuare a prendersi in giro: i soldati non sono ragazzi come gli altri. E' vero che magari si sono arruolati per pagarsi il college, o che sono cresciuti in un ambiente che non ha dato loro molte altre possibilità, o che non hanno avuto un'educazione di più ampio respiro che permettesse loro di scegliere liberamente; questo è tutto vero ed è un grande problema sociale e politico degli Stati Uniti. Ma questo non toglie la responsabilità individuale di chi sceglie un mestiere in cui si uccidono le persone come parte dei propri compiti. I militari hanno anche altri compiti, certo questo è vero, ma non mi si dica che possono avere ruoli umanitari! Le missioni umanitarie le fanno i medici, gli infermieri, gli operatori del sociale, le ong, l'ONU e chi di dovere, non si fanno con le armi. Mai. Quando una missione "umanitaria" è svolta dall'esercito, ci sono sempre dietro interessi economici o di potere, ci sono dietro i governi e le lobby degli armamenti. Scegliere di fare il militare significa scegliere di non farsi scrupoli a uccidere qualcuno se il tuo superiore te lo ordina, non farsi scrupoli a lanciare bombe sui matrimoni dicendo che si pensava fosse un covo di terroristi. Vi sembra che si possano paragonare queste persone a chi fa la scelta di rischiare la propria vita per salvare quella di altri, come i medici di guerra? Io non la penso così. Certe scelte non sono neutre, anche se sei povero e disoccupato. Capisco tutte le attenuanti sociali, capisco e conosco la situazione americana, ma non si può continuare a dire che quelli fanno "solo il loro lavoro". Un postino fa il proprio lavoro, un impiegato fa il proprio lavoro, un contadino fa il proprio lavoro, ma un soldato uccide e questo non è un lavoro. Direte che i soldati non sono responsabili delle guerre. Certo le decisioni le prendono i governanti e chi in guerra poi non ci va, ma senza militari chi le farebbe le guerre? senza quei poveretti (perchè è vero che sono poveretti) ignoranti e lobotomizzati dalla propaganda patriottica, che credono di andare a fare il bene di qualcuno (di chi poi?) andando in guerra, senza di loro chi ci andrebbe a sparare? non certo bush in giacca e cravatta. Quindi non possiamo negare le responsabilità dei militari. Spesso poi bisogna anche dire che le guerre vengono decise sottobanco dai vertici militari insieme alle lobby degli armamenti (dico così perchè l'industria bellica è una delle più ricche e potenti al mondo, e quindi è una lobby per natura), e solo dopo giustificate dai politici (che spesso non si rendono conto di cosa fanno, visto che la guerra non la vedono mai di persona). Per tutti questi motivi, anche la scelta dei Vandals è una scelta molto pesante per un gruppo punk, che mi ha molto scioccato e deluso. Io non credo che chi fa una scelta di questo tipo sia davvero un gruppo punk, anche se magari crede di esserlo o lo fa credere perchè ha visto che si ottiene un certo successo. Comunque non penso che si possa restare indifferenti o assumere una posizione neutra davanti a questa cosa. Non ci si può chiamare fuori se si è attivi nella scena, perchè anche la scena non è solo musica.

[Izumi]

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