un'erezione triste per un coito modestolo spirito continuaforti di incomprensioni instabilipunkrock macht frei lunga vita ai ribelli Oi!
tifiamo rivoltasotto il punk la capra cant, sopra il punk la capra crep  non mi piace rispondere si, se dicono che sono un punk never met a wise man, if so it's a woman

diy or dienow I wanna sniff some gluela mela più marcia della città intera,a scuola in parrocchia,la pecora neraè evidente che io sono yntelligente


Coloss
a cura di Lou Loser

Sebbene la visione del paese del Sol Levante da parte del mondo occidentale sia velata da uno schermo di pregiudizi e luoghi comuni, i pochi che vorranno seguirmi in questo breve viaggio approfondendo la propria conoscenza con i gruppi che verranno in seguito citati non penso avrà di che pentirsi, in quanto il Giappone è stato ed è tutt’ora la culla dove si possono vedere prendere vita alcuni dei progetti musicali più originali in circolazione.

A freddo, a parlare di estremo oriente in campo musicale non viene certo da esaltarsi: subito si profilano immagini di Idols, ovvero eroine del J-pop, ragazzine pulite del pop melodico osannate e ammirate trasversalmente da grandi e piccini in quel di Tokyo e dintorni. Nonostante questo, e nonostante la comunemente risaputa esterofilia cavalcante di cui il Giappone è spesso tacciato, sono molti i gruppi che si fregiano di spirito di creatività fuori dal normale. Qualche coraggioso con la passione della musica di nicchia si sarà spinto, con suo enorme gaudio immagino, nei regni del rumore, accompagnato da Boredoms e Acid Mother Temple, numi tutelari del genere Noise, di cui questo paese è stato luminare. Molti di meno sono invece coloro che colti da xenofila curiosità orientale si avventurano nel sottobosco di band appartenenti al punk e relativi generi collaterali di medesima provenienza.


Vero è che il punk da quelle parti è roba relativamente nuova: alcuni tra i primi a raccogliere l’eredità del ’77 sono stati, con una decina anni di ritardo, gli American Soul Spiders, band seminale che ben applicava gli insegnamenti della scuola new yorkese alla propria lingua a canzoni semplici e dirette. Dalle ceneri di questa prima formazione sono poi nati gli strepitosi Teengenerate ( www.myspace.com/teengenerate ), che con la loro musica cospargono di benzina i Ramones per dargli poi fuoco innescando il Fuzz. Bisogna anche dire che la metamorfosi di questi ultimi è da attribuire in toto ad un altro gruppo, i Guitar Wolf (www.myspace.com/guitarwolf1) , band formatasi nell’87 e che non esito a definire di culto: all’urlo di “Lock’n’Looooll!!”, Guitar Wolf e i suoi due colleghi (di cui uno, BillyBass Wolf”, ci ha purtroppo lasciati cinque anni or sono) hanno creato un genere che amano definire “Jett Rock’n’Roll”, ovvero una miscela di punk rock, rockabilly e noise rock, il tutto legato all’immaginario dei b-movie d’orrore o sci-fi e cantato in un’irresistibile commistione tra giapponese e inglese. “Fujiama Attack” e “Jet Generation” vi conquisteranno immediatamente.

GUITAR WOLF - sky star jet

Gruppi più recenti che riprendono più o meno il garage rock al fulmicotone di queste band sono i Supersnazz (www.myspace.com/1000251862 ), editi da Sub Pop e tra l’altro formati per 2/4 signorine e per il resto da membri dei Teengenerate, e i King Brothers (www.myspace.com/thekingbrothers  ), validissima formazione che aggiunge un pizzico di blues’n’noise alla John Spencer alla ricetta, conosciuta per le performance live dalla violenza spiccata (e per questo esiliati dai locali di Osaka dove si sono resi rei di distruzione di pubblica proprietà) e protagonista di un Tour americano finito con il ritiro dei passaporti e un tour bus in fiamme. Nel Brano “Monster” sentirete echi di rock selvaggio da garage ibridato con moderne sonorità indie rock.

Prendono invece il loro nome da un mispelling del titolo di un album dei Damned i Thee Michelle Gun Elephant (www.myspace.com/theemichellegunelephant ), i quali hanno trovato un minimo di seguito in Inghilterra e in America per poi separarsi nel 2003. Meritano un ascolto, come lo meritano anche gli Asian Kung-Fu Generation (www.akfgfan.com ):chi è interessato a un punk dalle sonorità più moderne può avvicinarsi a loro, i quali, come molte altre band di medesima nazionalità, ritrovano i loro pezzi usati come tema d’apertura o chiusura di alcune serie animate. Qui il genere devia leggermente verso una deriva più commerciale e orecchiabile, pur trattandosi di pezzi che colpiscono al primo ascolto dalle potenzialità di veri e propri tormentoni. Anche gli Stance Punks (www.myspace.com/stancepunks1998  ) si ritrovano bene sotto questa catalogazione; sebbene il loro video che vi segnalo sia parecchio trash, vi invito a cercare su youtube.com il brano “No boy no cry”.
STANCE PUNKS - no boy no cry


Della stessa pasta sono fatti gli Ellegarden e i Mongol 800: questi ultimi, giovanissimi, stanno spopolando in patria proprio mentre leggete questo articolo.con il loro ultimo album “Message”. Più simili ai NOFX sono invece i Nicotine, chitarre dure e ritmi serrati, senza mai perdere di vista la melodia e l’orecchiabilità come da costume nazionale diffuso.

Un'altra band degna di nota sono gli Abingdon Boys School (www.myspace.com/abingdonboy39sschool  ), band che suona molto emo-core fregiandosi però di una melodia vocale caratteristicamente autoctona. Il gruppo, che ha suonato anche sul palco di Tokyo in occasione del Live Earth 2007, prende qualcosa, a livello estetico, dal Visual Kei, tendenza che ha portato dalla fine degli ottanta molte band a indossare stravaganti costumi e trucchi pesanti in modo da ottenere un aspetto androgino, con l’effetto di ricordare vagamente gli eroi di molti manga.

L’ultimo giro d’onore è riservato invece a due band all-female che portano la bandiera del J-Rock anche a livelli internazionali: stiamo parlando di Shonen Knife (www.myspace.com/shonenknife  )e 5-6-7-8’s (www.myspace.com/ronnie5678s ). Le prime, tra l’altro fondatrici di una tribute band dei Ramones chiamata The Osaka Ramones, sono autrici di un punk\garage molto melodico ed edulcorato, che ben incarna il concetto (ormai globalmente condiviso) di “Kawaii”, ovvero “carino”. Una delle band più longeve del panorama nipponico (data di formazione 1981 e ancora in attività) hanno visto addirittura band come Redd Kross, Sonic Youth, L7 e Babes in Toyland tributargli rispetto con delle cover dal loro repertorio, nonché addirittura il defunto signor Cobain additarle come una delle proprie band preferite. Inutile dire che queste referenze ha portato alle Shonen un insperato successo mondiale. Stesso successo regalato alle 5-6-7-8’s da Quentin Tarantino, quando ha inserito loro nella colonna sonora del primo capitolo della sua pellicola “Kill Bill”, in cui compaiono suonando due pezzi (tra cui la celeberrima “Woo Hoo”) in un breve cammeo. Sono autrici di un rockabilly influenzato dal boogie-woogie, oltre ad annoverare nel loro repertorio parecchi brani sulla falsa riga del surf anni ’50 made in USA.

In definitiva, c’è da aspettarsi di tutto da un popolo così eccentrico: qualora aveste voglia di far eruttare il monte Fuji, ora avete alcune coordinate per farlo.  


5.6.7.8'S - woo hoo