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a cura di
Washu 11/10/06 - Rolling Stones - Milano
Arrivo a Milano nel pomeriggio: eurostar puntuale, biglietto acquistato a prezzo ragionevole grazie alla sacrosanta offerta "libertà di viaggiare", accredito per l'ingresso al concerto...sono stata fortunata!
Intorno alle nove sono al Rolling Stone; l'atmosfera è piacevole quanto anomala: niente ressa, niente folla, niente fila...ma dove sono tutti?!?
Entriamo quando i Metro Riot, formazione londinese rock blues, hanno appena finito di suonare e sul palco troviamo gli Hot Gossip, trio italiano garage/indie.
I pezzi sono davvero divertenti e i ragazzi sanno il fatto loro; unica "pecca" i troppi "cioè" e "tipo" del frontman tra una canzone e l'altra :P
Il pubblico risponde positivamente alla loro esibizione e c'è già qualcuno che balla.
Il Rolling Stone è un locale grazioso quanto piccolo eppure, diversamente da quanto mi aspettassi, non è del tutto pieno; questo mi permette di raggiungere facilmente una seconda fila larga.
Dopo l'immancabile sound check last minute e ultimi preparativi (bottigliette d'acqua vicino ai vari ampli e...graziose asciugamanine che fanno mooolto rock), salgono finalmente sul palco i Licks, accolti da un pubblico abbastanza rumoroso.
Molto più rumore, come ci si poteva aspettare, all'ingresso della Lewis, neanche a dirlo bonissima e che fa un po' di scena scrutando l'orizzonte.
Il concerto si apre con Shelter Your Needs: Juliette e i suoi sono carichi al punto giusto!
Si prosegue con un pezzo tratto dal nuovo album "Four On The Floor", Bullshit King per poi tornare a "You're Speaking My Language" con Money In My Pocket e American Boy; l'atmosfera è calda e così rimane per tutta la serata: non un pezzo lento.
Picchi di entusiasmo da parte di tutti per i singoli, suonati tiratissimi.
L'attenzione del pubblico è tutta sulla Lewis che, come ci si poteva aspettare, tiene il palco con scioltezza. Un'esibizione a tutto tondo, uno spettacolo visivo oltre che musicale. Juliette si allunga verso il pubblico, Juliette si butta nel pubblico, Juliette si sbatte e fa il ponte...come da manuale!
Juliette che abbiamo visto in Strange Days cantare Pj Harvey non essendone all'altezza ma che ora è maturata dal punto di vista vocale (pur non essendo ancora precisissima) e musicale prendendo una strada che più le si addice. Sembra così sicura di sè sui palchi da domandarsi se non abbia sempre fatto questo nella vita...potere di una brava attrice o di un'artista dai molteplici interessi?
I Licks sono bravi musicisti; anche loro sanno mantenere bene il palco tra l'altro (incitano il pubblico a tenere il tempo con le mani, quella roba lì...), sicuramente complice anche il loro bell'aspetto (al bis compaiono sul palco tutti a torso nudo...vabbè..)
Dal punto di vista musicale mi pare sia stato aggiunto poco ai pezzi, partiti già molto "live" dai cd, ad esclusione della splendida interpretazione di "So Amazing", ultima canzone prima del bis, di cui viene allungato l'intro lento per lasciare alla Lewis spazio per divertirsi con vocalizzi, sempre nei limiti di una brava punkrocker.
La sensazione è quella di aver assistito ad uno spettacolo divertente al quale bisogna avvicinarsi senza grosse pretese; i Juliette and the Licks sono un gruppo che probabilmente non scriverà alcuna pagina nella storia del rock, pur avendone attinto a piene mani, e che deve ancora una buona parte del suo successo alla presenza della Lewis.
Al momento, almeno qui nel Bel Paese, la notorietà dell'attrice supera quella della cantante.
Riuscirà il nuovo personaggio a imporsi sul vecchio?
E riusciranno i Licks ad avere il meritato riconoscimento?
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