la prima domanda è sempre la stessa, chi o cosa sono i Lucida Follia?
Stefano: I Lucida Follia fondano le proprie radice nella scena punk hardcore, ma senza preclusioni e vincoli di alcun genere sia riguardo alla composizione musicale che alla stesura delle liriche. Sin dall'inizio la volontà è stata quella di avere uno sguardo a 360 gradi senza però perdere di vista le proprie origini.
I testi affrontano tematiche politico-sociali seguendo in qualche modo l'approccio già intrapreso con il mio precedente gruppo i Flop Down.
un pò di tempo fa è uscito il vostro primo Ep, "oltre l'orizzonte degli eventi", raccontatecelo un pò..
Stefano: Oltre l'orizzonte degli eventi (analogismo con gli effetti gravitazionali dei buchi neri nello spazio) rappresenta il nostro MCD di debutto frutto di una coproduzione tra diverse realtà indipendenti del panorama italiano quali Epidemic rec, Accidia hc autoproduzioni, Reboud action, Nlhc, Psycho babi, Not b-movie prodaction, D.I.Y productions, Cris core rec, Fortemente indiziati, Try it again, Piccole speranze, Rolling anarky, Choise of your own. La numerosità delle etichette, che hanno collaborato alla produzione ed alla seguente distribuzione, ha permesso una discreta diffusione del MCD "Oltre l'orizzonte degli eventi" supportata anche da diverse recensioni positive apparse su fanzine cartacee, webzine e portali punk/hardcore. Il MCD "Oltre l'orizzonte degli eventi" si compone di 5 tracce di intenso hardcore punk che spazia da sonorità moderne a sfuriate vecchia scuola il tutto condito da numerosi e repentini cambi di tempo e stop & go e pervaso da occhio critico fuori dalla retorica.
entrando più nello specifico, per ognuna delle 5 tracce raccontateci come sono nate, di che parlano, etc..tutto il cazzo che volete insomma
Stefano: Tutte le 5 traccie del MCD "Oltre l'orizzonte degli eventi" hanno avuto una storia indipendente l'una dalle altre poiché sono venute alla luce seguendo modalità e stimoli differenti.
"Oltre la frontiera" trae spunto da alcune letture di autori ambientalisti quali Barbier, Viale Guido, ecc.. Tale testo affronta la natura usa e getta della società odierna e la sua incuranza degli impatti ambientali di un sistema economico basato sullo spreco di risorse in cui l'unica funzione contemplata è quella della massimizzazione del profitto e della riproduzione capitalistica.
"Volto ignoto" riguarda invece le relazioni interpersonali sempre schermate da maschere intercambiabili non appena la moda del momento abbia soppiantato la precedente.
Quanto a "Lusso negato", questo testo cerca in qualche modo di svelare e capire l'intima essenza della nuova ristrutturazione del mercato del lavoro basato sulla flessibilità, attraverso la quale il lavoro viene trasformato da costo fisso a costo variabile per rispondere alle esigenze dei padroni di far fronte alle contingenze di mercato sputando in faccia alla dignità dei lavoratori sempre più assimilari ad oggetti.
"Genocidio culturale" costituisce un po' un manifesto di denuncia dell'attuale interpretazione del concetto di globalizzazione, la quale ha come effetto annientare le diversità culturali e ricondurle ad un unico modello occidentale. La diversità è un patrimonio che va tutelato e protetto non annientato. Globalizzazione vuol dire essere uniti nelle proprie diversità.
Infine, "Gabbia di vetro" tende a ribadire come ogni giorno siamo sottoposti ad impulsi apparentemente innocui i cui effetti sono in realtà devastanti sulla libera autodeterminazione di noi stessi. Basti immaginare tutti gli spot pubblicitari e la falsificazione della verità adoperata dai media a cui siamo perennemente sottoposti.
il vostro genere è abbastanza particolare, qual'era la vostra idea di partenza quando avete messo su la band? quali gruppi vi hanno maggiormente influenzato?
Stefano: La nostra idea è stata sin dall'inizio quella di dar vita ad una band che ci permettesse di realizzarci come "pseudo artisti", e quindi di dar sfogo a noi stessi senza per forza seguire schemi musicali e compositivi imposti. Praticamente non abbiamo mai detto:"facciamo un gruppo tipo….", certo è che i nostri gusti musicali ci hanno spinto verso una determinata direzione. Di fatto cerchiamo di unire la potenza del metal, le cadenze mosh e l'impatto del punk hardcore.
Sicuramente i gruppi che ci hanno influenzato maggiormente sono stati i Raised fist, Death by stereo, Bane, Propagandhi, ma anche molti altri.
Che riscontro ha avuto il vostro primo lavoro?
Stefano: Sul nostro primo lavoro abbiamo puntato veramente tanto. Abbiamo impiegato circa 8 mesi per dar vita ai brani che abbiamo scelto per questo MCD, scartandone diversi altri. Non abbiamo partecipato a live durante il periodo di composizione ed abbiamo curato ogni minimo dettaglio in sede di registrazione, grazie anche al lavoro meticoloso di Mirko (Strenght Approach) e Cristian Ace del Temple of noise di Roma.
Devo dire che tutta la passione e l'impegno dedicato a questo MCD è stato ampiamente ricompensato sia dalla stampa indipendente che dai kids.
Mi dicevi che avete partecipato ad alcune compilation benefit, che iniziative erano?
Stefano: Abbiamo partecipato, e continueremo a partecipare, a numerose iniziative benefit. Tra le compilation possiamo citare "LA NOSTRA SCELTA" prodotto da Accidia records il cui ricavato sarà completamente impiegato per sostenere economicamente i detenuti anarchici (http://accidiahc.org), ed alcune compilation in cantiere per sostenere le spese processuali dei compagni di Milano arrestati negli scontri per togliere la piazza alla manifestazione fascista di maggio.
autoproduzione o etichette indipendenti..quali sono vantaggi e svantaggi di entrambi?
Stefano: l'autoproduzione è senza dubbio un importante e fondamentale punto di partenza per le band che si vogliono affacciare al panorama underground ma questo vuol dire sostenere interamente di tasca propria sia i costi di registrazione che quelli di stampa, che come ben sai per un lavoro di una certa qualità sono piuttosto alti e non sempre alla portata di tutti. Poi c'è l'aspetto della distribuzione che diventa difficile da gestire quando non si è appoggiati da etichette indipendenti.
Avere etichette indipendenti con cui collaborare presenta sicuramente molti elementi di pregio: si può pensare di dar vita ad una produzione più curata e di maggiore qualità oltre ad avere la certezza di una maggiore capillarità nella distribuzione. Da non sottovalutare inoltre il fatto che collaborare con altre realtà indipendenti è un'ottima occasione per relazionarsi, scambiare opinioni; insomma un importante momento di discussione.
Si parla tanto della scena hc romana..com'è la situazione vista dall'interno?
Stefano: Roma è un'enorme città dalle mille possibilità ed opportunità che vede nascere e morire ogni giorno numerose realtà indipendenti: gruppi, etichette, ecc…
E' sicuramente una scena molto prolifica ma non è sicuramente tutto rosa e fiori perché le divisioni, mio malgrado, ci sono ed in alcuni periodi sono così forti da essere autodistruttive per la scena.
Certe volte ho la sensazione all'interno della scena hc manchi un pò di ironia, che a mio avviso è un ottimo mezzo per far comprendere meglio certe cose, che ne pensi in proposito?
Stefano: Il punk hardcore è un formidabile vettore comunicativo, è uno strumento attraverso il quale proporre stimoli di discussione e favorire un approccio critico, ma è anche divertimento, ironia. Secondo me affinché possa mantenere il suo valore, il punk hardcore dovrà conservare il suo carattere grottesco, il suo saper divertire pur occupandosi di tematiche impegnate e di denuncia.
Tanti paroloni (e parolacce) contro gli emokids e frangette varie e poi ai concerti hc è tutto uno sfoggio di magliette, scarpe etc..non è un controsenso?
Stefano: Certo che è un controsenso, ci mancherebbe. Ecco perché non amo molto parlare di scena ma preferisco parlare di persone. Andare ad un concerto HC, vestire largo e mettersi il cappellino del gruppo più in voga del momento non vuol dire affatto avere un'attitudine punk hardcore. L'attitudine è qualcosa di intimo e naturale che prescinde da elementi estetici. Io considero la mia scena, la scena punk hardcore, coloro che non considerano prioritario l'aspetto estetico non i poser.
Sempre più spesso ai concerti hc/punkrock ci si trova di fronte a gruppi di fasci che vengono ad assistere, qual'è il vostro atteggiamente in quesi casi?
Stefano: Ma, sinceramente non mi capita quasi mai di incontrare fasci ai concerto forse perché prediligo frequentare posti ad alto contenuto politico dove questa gente qua non si avvicina neanche altrimenti sarebbe linciata.
In alcuni casi mi è capitato di vedere skinhead ambigui senza una spilletta o toppa addosso che hanno passato tutta la sera in disparte, ma in questi casi non essendo uno squadrista non vado a chiedergli se sono red skins o meno.
Consiglia qualche nuova (o vecchia) band ai nostri lettori Stefano: Mi fai una domanda alla quale ho una certa difficoltà a rispondere perché negli anni (prima con i Flop Down e poi con i Lucida Follia) ho avuto modo di stringere numerosi legami affettivi con diverse band. Allora, fammi pensare: i TMD in primis data la loro intensità politica e l'amicizia che ci lega a tutti i componenti, i Flop Down sempre nel mio cuore, i Downright con i quali ho avuto il piacere di dividere uno split cd e di passare indimenticabili concerti e serate, ESF per la loro ecletticità e l'impegno politico, e poi Ingegno, Fourth sin, The difference, Smash rooms il gruppo del futuro vi consiglio di seguirli, e moltissimi altri a cui porgo le mie scuse per averli omessi ma la lista sarebbe troppo lunga.
Che progetti avete adesso? Avete iniziato a lavorare a pezzi nuovi? Stefano: Abbiamo da poco riniziato a scrivere pezzi nuovi che con molta probabilità si andranno ad aggiungere a quelli che abbiamo composto diversi mesi fa e che speriamo per fine 2007 escano nel nostro full lenght.
grazie per l'intervista, a voi l'ultima parola
Stefano: Non posso che concludere ringraziandoti per aver voluto scambiare opinioni con noi, è stato davvero un grande piacere. Spero che questo possa essere l'inizio per una prolifica collaborazione.
Ringrazio inoltre tutti coloro che arriveranno a leggere quest'ultima risposta perché questo vuol dire che hanno resistito a tutte le precedenti senza saltare pagina.