[home] * [recensioni] * [interviste] * [live report]

[mp3] * [(f)art punk] * [contest] * [contatti]

[distro/fanzine] * [articoli] * [myspace]


www.nettezzaumana.it

www.madidorespiro.it


Iniziamo con le classiche presentazioni
Toto = Ciao a tutti. I Nettezza Umana sono una hardcore band dalle province di Cremona e Brescia, attiva ormai dal lontano 1998. La band è formata da: Toto (il sottoscritto) alla chitarra, Freddy al basso, Basetta alla batteria e Fabrizio alla voce. L’attuale formazione si è consolidata a partire dall’estate del 2003, a seguito della fuoriuscita dal gruppo di 3 vecchi membri. Il nostro sound nel corso del tempo ha subito un’evoluzione naturale, a partire da un esordio orientato ad un certo hardcore melodico di stampo californiano (“Nettezza Umana…Abbonda”!!!, demo autoprodotto nel 1998), fino ad arrivare a sonorità più incazzate, estreme e granitiche degli ultimi due lavori: “Allo stremo”, uscito per P.o.t.a. Records a fine 2001 (1000 copie vendute e un tour promozionale prolungatosi per oltre due anni), e ora “Il Teatro dell’Assurdo”, uscito appunto un paio di mesi fa, dopo un’attesa durata 4 anni e una preparazione dello stesso concentratasi di fatto negli ultimi due anni e mezzo. Tanti concerti (più di 150) in tutta Italia, anche con gruppi quali Raw Power, Kafka, Skruigners, Klasse Kriminale, Shandon, Pornoriviste, Blisterhead, La Crisi, Strange Corner, Furious Party, De Crew, Inerdzia, The Partisans…e tanti altri. Varie compilations, tour qua e là, molti contatti, tante esperienze “on the road” e non solo, tanti amici sparsi un po’ovunque per la penisola e ora tanta voglia di promuovere questo nuovo album, suonando in giro il più possibile! Ed un sito aggiornato (www.nettezzaumana.it) all’interno del quale è possibile trovare ogni ulteriore info su di noi, sui nostri progetti, sulle nostre prossime date, sul nostro merchandising e sul quale è possibile ascoltare in streaming due canzoni (“Carta Patinata” e “Colpo su colpo”) tratte dal nuovo cd, da qualche settimana in vendita nei negozi. Quelle che portano alla nascita di Madido Respiro, sono le vicissitudini musicali di Paolo (canto e testi), Davide (basso), Mosè (chitarra) ed Alberto (batteria e percussioni). Paolo e Davide hanno militato per diversi anni nei Kompagni Di Merenda, hardcore da Alessandria, in cui hanno fatto collimare le precedenti esperienze maturate con gruppi punk, grindcore e hardcore. Hanno lasciato all'ascoltatore due cd pubblicati dalla Sana Records ("Disfunzione" e "s/t"), due sette pollici, un cdr split con i Fugu (in cui riproponevano "Disastro Sonoro" dei Peggio Punx) e qualche apparizione su compilation. Mosè era il chitarrista dei Fugu, gruppo crust in cui suonavano anche Paolo e Davide. Da lì a Madido Respiro il passo è stato breve e spontaneo. Alberto è stato il batterista dei Permanent Scar, storico gruppo hardcore sulla scia dei concittadini alessandrini Peggio Punx. Hanno pubblicato due sette pollici (tra cui "We Can't Walk"), un 33 giri ("Turnback") e hanno partecipato a diverse compilation. È tecnicamente il più dotato e tecnico del quartetto. Dopo collaborazioni in ambito crust (con i Jilted), hardcore e jazz, si è unito a Madido Respiro per riprendere un discorso personale sonoro interrotto da anni. Ora esiste Madido Respiro. Madido Respiro suona hardcore non per scelta ma per necessità. Le sonorità create nascono spontaneamente e non a tavolino. Gli ascolti personali, molto eterogenei, si incontrano e si scontrano, per poi amalgamarsi con furia, velocità e passione in un calderone sonoro che impatta contro l'ascoltatore ed il pubblico in maniera fragorosa e devastante. Il richiamo alla vecchia scuola italiana, e non, degli anni '80 è innegabile, ma non c'è alcunché di voluto o pre-determinato. La musica di Madido Respiro deve essere per natura suonata alla massima velocità e con rabbia e determinazione. Le parole devono necessariamente essere di opposizione e di rottura.
Avete entrambi sfornato un nuovo disco, raccontateci un pò come è nato e cosa ci si debba aspettarsi
Toto = Si, lo scorso novembre è uscito appunto il nostro nuovo album, intitolato "IL TEATRO DELL'ASSURDO", per Derotten Records (distribuz. Venus e Goodfellas – www.derotten.it), etichetta di Seby dei Derozer (che ringraziamo e salutiamo), della quale siamo entrati a far parte nel mese di agosto scorso. L’etichetta è molto soddisfatta del nostro lavoro e noi lo siamo altrettanto del lavoro dell’etichetta. Tutto va alla grande. La “gestazione” di quest’album, come dicevo, è stata lenta, curata in ogni minimo aspetto (grafico, sonoro e di produzione) e ha occupato complessivamente un arco temporale di 2 anni e mezzo. Non vedevamo l’ora. E molta gente in giro si iniziava a chiedere che fine avessimo fatto, a livello di produzione discografica. E’stata dura, ma ce l’abbiamo fatta. Tutto ciò ci ha impegnato parecchio e ci ha logorato, nel senso buono del termine, dal momento che il lavoro in studio (tra registrazione, mixaggio e masterizzazione) è durato in tutto 41 giorni. Ma ora siamo assolutamente soddisfatti del risultato, che ci rappresenta appieno in ogni aspetto. E anche i primi riscontri da parte dalla critica e della gente che ci segue e che sta acquistando il cd sono più che positivi. Come dicevo, la fase di registrazione e mixaggio del nuovo album è iniziata il 4 settembre 2005 presso il LIVING RHUM STUDIO (Castelgoffredo, MN), per terminare ai primi di ottobre. La masterizzazione è poi avvenuta a metà ottobre, presso il MASSIVE ARTS STUDIO di Milano (www.massivearts.com), a cura di Alberto Cutolo (Marsh Mallows, Skruigners, Half my time...). L’album vede anche la straordinaria partecipazione di un nome storico e di primissimo piano dello scenario hardcore italiano (e non solo) come “vocals special guest”, in una canzone. Trattasi di Mauro Codeluppi dei Raw Power, che duetta con Fabrizio nella traccia “Disarmo”. Che cosa aspettarsi? Un disco hardcore. E quindi, volendo riassumere, direi che si tratta di 12 canzoni sudate, suonate a mille all’ora, urlate, senza pausa e compromessi...un concentrato di rabbia, sudore e passione e velocità! In altre parole, vecchia scuola hardcore italiana e non (Suicidal tendencies, Indigesti, Crunch, Raw Power, Sottopressione...), senza per questo chiudere le porte alla cosiddetta “new school” (Snapcase su tutti, Shai Hulud...). Il tutto filtrato però attraverso una rilettura moderna, sincera, sentita e non scontata, a nostro parere. A nostro modesto avviso, anche e soprattutto a livello di testi, nei quali crediamo molto. I pezzi sono stati però partoriti da me insieme ad altre due persone precedentemente (Ciao Cecco e Ghenze) che hanno poi mollato. Il nostro disco dopo tre mesi ha quasi esaurito la tiratura di mille copie. Vi dovete aspettare del buon HC vecchia scuola, semplice e diretto. C'è chi vede in noi un po' di primi GBH, altri dicono che siamo un mix di Negazione e Indigesti, vedete un po' voi…
Siete entrambi legati ai Raw Power, sia a livello musicale che personale, qual'è stata l'importanza di questa band per voi e per la scena in generale?
L’importanza dei Raw Power per noi è stata notevole, come credo per tutti coloro che in Italia e all’estero si sono avvicinati al mondo dell’hardcore e che credono in questa musica. I Raw Power sono stati, restano e resteranno per sempre maestri di questo genere, vere e proprie icone dell’hardcore mondiale. E non penso di dire nulla di così stravagante. Basti pensare che nelle interviste a numerosi gruppi (americani e non) attualmente in voga, alla domanda: “Quale gruppo italiano conoscete?”, la risposta è unica ed è sempre la stessa: Raw Power. Segno evidente che gli anni non passano per questa band, che tuttora è venerata negli U.S.A. (al punto da essere invitata ancora a suonare al CBGB’S assieme a gente come Gorilla Biscuits e Offspring) e che da noi, in Italia, purtroppo è rimasta per troppo tempo scarsamente considerata, rispetto alla sua reale importanza e valore. All’estero almeno due generazioni hanno reso il dovuto e meritato omaggio a una band che ha dato un’impronta tutta sua e ben definita all’”hardcore italian style”, movimento autentico e VERO che ha raggiunto vette di prestigio e valore che molti ignorano (sigh!), negli anni ’80. Noi italiani siamo stati a lunghi maestri di un genere, gli stranieri ce lo riconoscevano, lo esportavamo all’estero come pochi altri (Negazione, Declino, Indigesti…), e in questo contesto irripetibile i Raw Power furono forse i primi a sdoganarsi da una certa mentalità ristretta e provinciale, tipica di chi, come noi italiani, spesso fatica a riconoscere quanto di eccellente ha già in casa, per così dire, preferendo modelli vuoti e accodandosi al gregge degli “esterofili a tutti i costi”. Detto questo, i Napalm Death hanno registrato su un loro recente album una loro cover (“Politicians” mi sembra), band del calibro dei Sick of it All (e non solo loro) li citano tutt’oggi come i loro maestri, immumerevoli tour (con seguito notevole) in America, quando noi italiani l’America la conoscevamo ancora solo per i film di Francis Ford Coppola (vd. saga de “Il Padrino”)…o quasi…Triste, ma vero…Devo andare avanti? Beh, spero di aver reso l’idea. Questi (e molto di più) sono i Raw Power. Documentarsi per credere, please. Beh per me Raw Power sono stati uno scoinvolgimento interiore quando ho sentito i primi colpi di doppio pedale di Helder in Screams from the gutter. Quando metto sul quel bel vinile trasparente provo la stessa emozione che sente un vecchio punk rocker per Elvis. A livello personale stiamo facendo amicizia con loro durante questo tour, per ora posso dire che sono persone umilissime per la storia che hanno e che tanti gruppi di ragazzini dovrebbero imparare da loro la parola "Attitudine".
Oltre ai sopracitati Raw Power quali sono le band con cui siete cresciuti e che vi hanno avvicinato a questo genere?
Uhmm…Beh, un sacco: Sottopressione, Indigesti, Negazione, Suicidal Tendencies, Wretched, Ignite, Sick of it all, Crunch, Frammenti, Declino (coi quali suoneremo a febbraio @ BLOOM di Mezzago per una loro storica, seppur breve, reunion nell’ambito del concerto/festa per il 10^ compleanno degli Skruigners), No Choice, Gorilla Biscuits, Minor Threat, Civ…e tanti altri ancora… Mi sembra scontato dire Peggio Punx, che è un po' il denominatore comune di noi quattro insieme alla passione spropositata per gli Exploited, comune a tutti e quattro. I nostri ascolti poi vanno da Tom Waits al Jap noise, ma questa è un'altra storia…quando si tratta di suonare sappiamo perfettamente cosa fare.
Entrambi scrivete dei testi decisamente personali, da cosa nascono? Cosa pensate invece di chi preferisce trattare tematiche di impegno sociale/politico?
I testi, secondo noi, sono un aspetto molto importante della nostra produzione. Non sono affatto secondari, anzi. E’importante essere credibili rispetto al messaggio che si vuole dare con la propria musica. E’per questo che cerchiamo di essere il più sinceri possibili (con noi stessi prima di tutto) nelle nostre canzoni, analizzando con onestà i nostri stati d’animo e traducendoli in liriche a volte effettivamente un po’introspettive, altre volte invece più dirette ed essenziali. Esse nascono comunque da esperienze personali, sensazioni quotidiane (le più varie: rabbia, frustrazione, disperazione, angoscia, speranza, disillusione…) che ognuno di noi filtra attraverso la propria sensibilità e che ogni ascoltatore è libero poi di interpretare come meglio crede, “appropriandosi” o meno del messaggio in esse contenuto. Ne “Il Teatro dell’Assurdo”, credo che la visione della realtà che emerge dai nostri testi sia, se rapportata al precedente “Allo stremo”, effettivamente ancora più disillusa rispetto a episodi tristi ed esperienze negative che abbiamo avuto modo di constatare da vicino in questi ultimi tempi, sia come band che a livello individuale (ipocrisia, falsità, egoismo…). Per quanto riguarda la seconda parte della domanda, credo che ognuno sia libero di esprimersi come preferisce rispetto alle tematiche oggetto delle proprie canzoni, purchè tuttavia sia coerente con se stesso, con le proprie convinzioni (politiche e non) e non si atteggi a quel che in realtà non è. In quest’ultimo lavoro, ad esempio, abbiamo sentito l’esigenza comune di affrontare un problema sociale drammatico quale quello del turismo sessuale occidentale nei confronti dei minori, nei Paesi più poveri. Lo abbiamo fatto naturalmente, senza facili posizioni predeterminate o sbandieramenti politici di comodo. Lo abbiamo “sentito” e lo abbiamo fatto. E così è venuta fuori la canzone “MENINOS DE RUA”. Quello che volevamo dire lo abbiamo detto. Come sentivamo di voler fare tutti e quattro, in questo caso. Il resto per noi conta poco. I miei testi sono nati (in collaborazione con Melissa) da esperienze che mi hanno segnato; quest' anno ho perso mio padre e una mia grande amica in poco tempo per cui risentono sicuramente del tema "morte". Una figura che si ripete in questi otto pezzi è anche il passare inesorabile del tempo. L'impegno socio - politico mi piace quando non è sloganistico…esempio i Dead Kennedys sono il mio gruppo preferito (il mio tatuaggio sul braccio desto lo dimostra…).
Quali sono i posti, italiani o esteri, dove vi siete trovati meglio a suonare? Dove e con chi vi piacerebbe suonare?
Domanda da 10 milioni di dollari! Non saprei. Ci siamo quasi sempre trovati bene ovunque, sia nei locali che nei centri sociali che ci hanno ospitato. Se proprio devo farti un nome, a titolo personale, direi che mi ha colpito molto l’organizzazione di un locale come il Tempo Rock (Gualtieri, RE), dove abbiamo suonato nel febbraio 2004 con gli amici Skruigners. Altrettanto bene ci siamo trovati al Pacemaker di Imola (BO), al Csa Magazzino 47 di Brescia, al Buddha Cafè di Orzinuovi (BS), al Csa Pedro di Padova, ma anche a Firenze, a Quarona (Vercelli), a Milano e in mille altri posti..!. Fare una graduatoria è davvero impossibile! Personalmente, mi piacerebbe suonare in vari locali che non ho avuto ancora il piacere di vedere. Tra questi, c’è sicuramente La Gabbia a Bassano del Grappa (VI), anche perché me ne parlano tutti molto bene sotto vari aspetti. Vedremo un po’…Gruppi con cui non abbiamo avuto ancora il piacere di condividere il palco e che ci piacerebbe incontrare? Mi assumo sempre io la responsabilità di questa scelta, dai…Due nomi: Strength Approach e (la sparo grossa, ma mai mettere limiti alla Provvidenza!) Sick of it All! Per ora abbiamo soltanto 8 concerti all'attivo con questa formazione, anche se sai bene che noi quattro insieme avremo più di duecento concerti. Ci siamo trovati molto bene al Pussy Rock di Asti, dove abbiamo fatto un buon show insieme ai nostri amici Shovel Boys. Le ragazze (le proprietarie) sono fantastiche ed il posto è uno splendido underground in stile londinese.
Com'è il vostro rapporto con internet? Favorevoli o contrari al download?
Bella domanda. Siamo favorevolissimi al download, ma nei confronti di quelle band o di quegli artisti che hanno già proventi e guadagni miliardari in virtù di contratti principeschi con major di ogni genere che li viziano spesso immeritatamente, secondo noi. Spesso è gente straricca ed incontentabile, a cui niente interessa del fatto che i loro fans possano avere difficoltà a reperire 20 o 25 euro per acquistare un loro cd! Stiamo parlando delle superstars del rock, del pop, della dance…per intenderci! Gli stessi personaggi “Vip” che non fanno nulla di concreto (nonostante i proclami) per abbassare il prezzo al pubblico dei loro cd, dei biglietti dei loro concerti, del loro merchandising…E che poi si lamentano se i ragazzini, visti quei prezzi inaccessibili, si vedono costretti a scaricarsi qualche loro canzone dalla rete! Non è assurdo? Viceversa, troviamo che sia più giusto sostenere le band emergenti (italiane, in primis) di certi generi underground (ad esempio, punk, ska, hardcore…ma non solo) comprando i loro cd originali o il loro merchandising (sempre a prezzi stracciati, bisogna ammetterlo!), piuttosto che scaricarsi i loro mp3 dalla rete. Ciò perché a questo livello, le stesse band fanno VERAMENTE molta fatica a sostenere le minime spese per realizzare e distribuire un loro album o per mettere in vendita un po’ del loro merchandising. Riteniamo giusto, in altre parole, contribuire, se possibile, a mantenere viva una certa logica di “collaborazione reciproca” tra il gruppo emergente che cerca, con tanti sforzi, di far uscire il proprio “sudato” cd mantenendolo spesso entro un prezzo imposto (magari 11 € o 13 €) e chi segue la medesima band e preferisce contribuire VERAMENTE alla sopravvivenza della stessa, lasciando al banchetto quelle 10 € per la t-shirt o per il cd! Detto questo, al giorno d’oggi Internet resta un fantastico (o indispensabile?) mezzo per la circolazione di idee, pensieri, opinioni, contatti…Un patrimonio reale, che è entrato a far parte della vita di tutti noi (band comprese), accelerando anche la possibilità di organizzare eventi e concrete occasioni di comuni esperienze di vita, musicali e non. Per me ognuno è libero di far quel che vuole, personalmente i dischi li voglio originali con testi e foto dei gruppi e possibilmente in vinile, ma ormai penso di essere una specie in estinzione.
oltre a fare musica, cercate di trovare altre vie d'espressione nell'arte e/o nel sociale con il vostro gruppo?
Ci piacerebbe davvero tanto, ma tutti e quattro lavoriamo a tempo pieno e purtroppo non ne abbiamo il tempo materiale. Mosè è un tuttofare, dipinge, fa graffiti, disegna e fa grafica col pc, mentre noi tre siamo artisticamente negati, a parte la nostra "arte" di fare HC….
commentate queste citazioni:
perchè essere punk quando puoi essere te stesso? (kalashnikov)
Conosco i Kalashnikov solo di nome, ma la loro affermazione mi trova pienamente d’accordo. Essere se stessi è il primo dovere morale che ognuno di noi ha anche nella musica, oltre che nella vita di tutti i giorni. E’ qualcosa che ciascuno di noi deve a se stesso, prima che agli altri. Ingannare se stessi, dissimulando di essere punk o altro diverso da quel che si è in realtà, vuol dire, in un certo senso, farsi del male, violentare se stessi, secondo me. E di violenza, nel mondo globalizzato di oggi, ce n’è già a sufficienza di per sé, sotto gli occhi di tutti! O no? che palle questa questione sull'essere o non essere…
senza l'impegno l'hardcore non ha più senso, impegno contrapposto alla musica di plastica,impegno contro l'estetica del consumo (Kafka)
I Kafka sono nostri grandi amici oltre che grandissime persone e validi musicisti. Abbiamo avuto la fortuna di condividere il palco con loro varie volte. Hanno una filosofia di vita eccezionale, secondo noi. Il loro impegno è costante, totale, assorbente. Ne sono una incarnazione su e giù dal palco. La loro essenza si basa su una coerenza a tratti disarmante. In senso prettamente stilistico, sociale e relazionale. Questa loro citazione merita un applauso e la più totale approvazione. Ancora di più perchè detta o cantata da gente come i Kafka, che ci crede veramente (posso garantirlo personalmente). Credo che l’essenza dell’hardcore sia anche questo. Un genere/movimento, cioè, che cerca sempre di affermare la resistenza di certi valori morali rispetto al dominio della superficialità e dell’estetica materiale imperante, a cui si riferiscono appunto i Kafka. bella frase, un po' retorica…
Pubblico di merda, che applaudite per inerzia, tu gli dai la stessa storia, tanto lui non ha memoria" (Skiantos)
Eh eh…Lungimiranti, gli Skiantos. La lobotomia mentale di gente che applaude per inerzia (scena già vista, purtroppo) è il simbolo di un appiattimento culturale collettivo di una nazione stanca di riscoprire certi valori, di una “scena” spesso finta ed accomodante, di un pubblico che magari ignora cosa abbia fatto gente come i Raw Power e ora è pronta a definirsi punk, hardcorers o altro solo perché “fa figo” o l’ha sentito dire da qualche amichetto un po’più “alternativo” di lui. Credo non serva aggiungere altro. Questo si che era un genio, provocazione pura…
Yes that's right, punk is dead, It's just another cheap product for the consumers head. CBS promote the Clash, But it ain't for revolution, it's just for cash. Punk became a fashion just like hippy used to be And it ain't got a thing to do with you or me (crass)
Io non so se il Punk è morto. Premetto che musicalmente io adoro i Clash. Di sicuro, da un punto di vista più generale, i Crass avevano visto bene, nel senso che il Punk, così come era nato e si era sviluppato, col tempo si è sempre più adattato ad una logica del business e del mercato che ne ha snaturato i contenuti ed i connotati, forse. Credo che se i Crass potessero esprimersi oggi al riguardo, forse le loro parole sarebbero ancora più critiche e pesanti. Massimo rispetto, tuttavia, per un gruppo (come i Crass) coerente con se stesso e fino in fondo, che ha avuto il coraggio di prendere posizioni scomode su molti temi socio/politici in un periodo e in un contesto all’interno del quale schierarsi così come fecero loro forse non era poi così scontato e privo di rischi. Detesto i Crassiani… We are Clash not Crass altro che il contrario!
Dove potremo vedervi suonare prossimamente?
Ven. 27 gennaio 2006 – Latte + (Brescia) - + MACELLATIO + DE CREW
Sab. 04 febbraio 2006 – Nuovo Capannone Sociale (Vicenza) + DE CREW + LA CRISI
Sab. 17 febbraio 2006– Bloom (Mezzago, MI) – 10 years Skruigners Party + DECLINO + CRIPPLE BASTARDS + EU’S ARSE + SKRUIGNERS
Sab. 25 febbraio 2006– C.s.a. Vittoria (Milano) + SKRUIGNERS + SUNFLOWERS HC
Sab. 04 marzo 2006– C.s.a. Barattolo (Pavia) + SPLEEN FLIPPER + MADIDO RESPIRO + HEAD IN POLLUTION
Altre date sono in arrivo a giorni, per cui tenete sempre d’occhio la sezione CONCERTI del nostro sito: www.nettezzaumana.it
14 gen - Lab Zona franca, Casale (AL)
21 gen - CSA Mattone Rosso (VC) 2° tappa del tour con i Raw Power
18 feb - CPA Firenze 3° tappa del tour con i Raw Power
04 mar - CSA Barattolo con Spleen Flipper e Nettezza Umana
01 apr - CSA Lacandona Valenza (AL) con Havoc
conoscete e nel caso cosa ne pensate dell'altro gruppo?
Non conosciamo i Madido Respiro personalmente. Ne abbiamo sentito parlare molto bene, tuttavia. Sappiamo che nascono dall’esperienza degli ormai ex Kompagni di Merenda, gruppo che abbiamo avuto di apprezzare in passato su cd e compilations varie. Cogliamo l’occasione per salutarli, anche in quanto compagni di intervista in questa occasione, dandoci inoltre appuntamento per sabato 4 marzo, data in cui suoneremo insieme a loro e ad altri gruppi (Spleen Flipper e Head in Pollution) @ C.s.a. Barattolo di Pavia. Concerto al quale, inutile dirlo, siete tutti invitati a partecipare. Conosco i Nettezza Umana, avevo scambiato con loro alcuni cd del mio vecchio gruppo tramite i Deadwalk; sono una buona band, non li ho mai visti dal vivo.
è tutto, grazie per l'intervista!
Grazie a voi per la disponibilità e per lo spazio concesso. Speriamo di incontrarci presto. Un saluto a tutti e un impegno concreto (parafrasando un tale): “Più hardcore per tutti!”. Mi raccomando, sostenete i gruppi che se lo meritano...e comprate il nostro cd, se vi capita. Saluti dai Nettezza Umana.
www.nettezzaumana.it
Ciao Davide grazie del supporto continuo - PAul