un'erezione triste per un coito modestolo spirito continuaforti di incomprensioni instabilipunkrock macht frei lunga vita ai ribelli Oi!
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Millencolin - 27 aprile 2008
a cura di Stefano Kronin


A dire il vero non ero granchè entusiasta o particolarmente elettrizzato mentre mi recavo al MusicDrome di Milano dove domenica sera andavano in scena i Millencolin, una delle band fondamentali della mia adolescenza. Questo per due motivi. Prima di tutto erano quasi le undici ed noi eravamo ancora sul maledetto tram che ci ha fatto attraversare tutta la città per arrivare al locale. Ritardo in ogni caso dipeso da noi che, da buoni terroni, decidiamo di abbandonare un alcolico aperitivo circa alle 10, dimenticando che qui al nord le serate iniziano quasi sempre alle 8e30. Ma soprattutto perché sono rimasto deluso alla grande dall'ultimo obbrobrio partorito dai quattro scandinavi, "Machine 15" ed ero sicuro che la scaletta avrebbe proposto principalmente le nuove canzoni come successe nel 2005 per "Kingwood" (oppure l'anno scorso ai Rise Aganist a cui stavo per lanciare un cesto di pomodori). Ed invece questi tristi nuvoloni vengono dissipati da un concerto abbastanza memorabile che vede protagonisti dei Millencolin in gran spolvero che si divertono (solita frase "questo è il concerto più bello di questo tour!") e fanno divertire i presenti.

Come dicevo prima arriviamo tardissimo a questo MusicDrome e scopriamo addirittura che la serata è sold out, cosa che reca non pochi problemi ad un nostro compare sprovvisto di biglietto/accredito poiché, sprezzante delle nostre raccomandazioni, si era rifiutato di spendere i 2 euro in più della prevendita ("tanto chi se li caca più ormai sti Millencolin…" ultime parole famose). Risolti comunque questi problemi di carattere tecnico troviamo il locale stracolmo e dopo aver constatato che la birra costa 6 euri cerchiamo di avvicinarci il più possibile al palco. Palco che aveva già ospitato purtroppo le performace dei Rentokill, che avrei voluto vedere in un contesto migliore rispetto allo show di 2 giorni prima con i This Is A Standoff (di fronte a 15 persone immobili e con suoni fatti coi piedi) e quella dei Dead To Me che comunque conoscevo molto poco.

Ammassati a ridosso delle transenne sentiamo partire l'outro di "Machine 15", (l'ultima traccia che si chiama "End Piece" per intenderci), tutto lasciava presagire dunque una scaletta fortemente incentrata sull'ultimo lavoro invece, con somma gioia intravediamo il buon Mathias che parte con le note di "Penguins&Polarbears" provocando il delirio tra il pubblico. Nikola e soci tengono bene il palco, interagiscono quanto basta con i presenti (si scopre perfino che Nikola tiene per la Juve, cosa che mi sembra avevo già letto in un intervista), ma soprattutto suonano come sempre in maniera perfetta; non sento neanche sbavature di Larzon, il batterista, storico tallone d'Achille della band (che comunque avevano relegato a suonare in uno sgabuzzino praticamente non sono riuscito mai a vederlo).


Il concerto prende bene, le songs dall'ultimo cd sono solo 4 o 5 e mi accorgo che quando vengono suonate la partecipazione del pubblico cala di molto, tranne forse per qualche ragazzina che pensa che "M15" sia il primo disco dei Millencolin e si esalta con la title track " Machine 15", "Brand New Game", che è comunque una delle poche decenti del nuovo disco, "Broken Word"ed il pessimo singolo "Detox". La scaletta non poteva essere naturalmente quella di 10 anni fa ma pensavo molto peggio. Prendono molto da "Home from Home", ricordo "Man or Mouse", "Black Eye", "Botanic Mistress", "Battery Check" e "Kemp" (ma manca "Finger Crossed"!!); da "Pennybridge Pioners" c'è "No Cigar","Fox" (manca "Material Boy"!!) ed una straordinaria "The Ballad" urlata da tutto il pubblico; da "Kingwood" abbiamo la bella "Farewell My Hell" e "Cash or Clash". Le canzoni dello scorso millennio naturalmente sono molto risicate ma non completamente assenti: morte e distruzione per le mie ossa durante "Mr Clean" ( da "Same Old Tunes"), "Lozin'must" (da "For Monkeys"), "Bullion" ed una inaspettata "Olympic" (da "Life on a Plate"). Certo alcune colonne storiche mancano ma il repertorio dei Millencolin ormai è davvero vasto e fare le scelte azzeccate diventa difficile. Dopo aver recuperato i liquidi persi sotto il palco per svariate decine di euro, posso dire di essere uscito ampliamente soddisfatto dal MusicDrome, con una manciata di lividi sulle braccia e consapevole di aver visto una band che ha perso parecchi colpi in studio, ma che live risulta sempre coinvolgente ed inattaccabile. Finche sarà così saranno sempre ben accette le simpatiche 11 ore di treno che mi separano da queste belle serate.

PS: uniche note negative o più che altro tragicomiche: un coglioncello che pogava con i gomiti alzati ha rischiato in svariate occasioni di farmi cadere gli occhi a terra, ma soprattutto una ragazzina incazzatissima che urlava impaurita e spingeva via a calci - e ripeto A CALCI - le persone che le franavano addosso durante il pogo, ma si ostinava a rimanere in prima fila. Anche e soprattutto per questo ci si diverte ai concerti.