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Aprite bene le orecchie. E segnatevi a sangue nei vostri padiglioni auricolari ripieni di cerume questo nome: Blood 77.
E' la nuova cometa del punk italico, capace di ripulire, finalmente, i vostri gusti e farvi quasi degli ascoltatori decenti di punk rock. E come tutte le comete proviene assai da lontano. Il cantante e leader del gruppo è Simone Lucciola, protagonista della webzine/fanzine Lamette, che tanto lustro ha dato alla penisola. Se ci aggiungiamo che da una decina d'anni calca i palchi nei dintorni di Formia e non solo con un gruppo Hc/streetpunk dal nome Gioventù Bruciata, capiamo quanto sia solida la ricerca, ben oltre il semplice piano musicale, all'interno di questo cd.
Dopo avervi dato i cardini per inquadrare leggermente meglio il gruppo, scatterò con un furioso tuffo in avanti per darvi la mia definizione dell'album. Ho deciso di farlo con una sola parola e al massimo con qualche sinonimo esplicativo.
PURISTA: è un album che rintraccia negli 8 pezzi originali e nelle 2 covers un racconto che va dal glam dei nydolls, al protopunk, e si conclude e muore in Johnny Thunders. Non intende distaccarsene nemmeno di una virgola. Altra parola: FONDAMENTALISTA. Nessuna discesa a patti con il punk (?) attuale, con le registrazione contemporanee, con il look dei giorni nostri. CLASSICISTA: l'artwork stesso riprende i disegni del mai troppo compianto designatore Magnus (Alan Ford, Kriminal e un Tex Willer gigante nella sua immensa fumetto-grafia) e delle sperimentazioni effettuate su Lamette, in uno spartano rosso, bianco e nero della copertina, senza inutili ghirigori.
L'assalto alla scena parte con "Fuck You, You're boring" e il ritornello finale è un martello che sfalda le convenzioni e le plastificazioni insopportabili: "and i'm so mad at your stupid punkrock rules. Your perfect way of clothing, that makes you fell so cool, And makes you acquire the right to enact what's good to do. With all your goddamn slogans, shove'em and fuck you". E' utile a volte dire la verità, e sfondare la realtà. Con "Romantic hotel" la musica sembra cullarci verso un approdo assai sdolcinato, mentre il testo, in un'unione schizofrenica, ci riporta alla durezza di uno squat colmo di disperazione. Il pezzo migliore del lotto.
"I've got no place to go", "Debauched", "Razorblades" e l'omonima "Blood '77" disegnano i canoni della vita 77ina, venduta al diavolo e al rock'n'roll. Intermezzano le due cover, in cui il gruppo, spinto quasi da intenti educativi, ripercorre due schegge dell'olimpo musicale: "Sonic Reducer" e "Born To lose". "Go die" e "Path of decadence"danno l'ennesimo calcio al muro creato da una sempre più squallida e sporca società.
La voce del Front man è più pastosa del cemento all'interno di una betoniera, la chitarra di Daniel è ruvida come una carta crespa riempita di liqido d'ortiche, il basso e la batteria detonano alla prima fibrillazione.
Chiudo con un desiderio. Vedere presto live i blood e poterli applaudire come meritano.
Voto: correte a procurarvelo.
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