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Eccomi di nuovo tra voi. Recensire questi demo è stata un'impresa al limite del paranormale. E se leggerete le brevi righe sottostanti capirete perché. Insomma limiterò al minimo il mio astio musicale, perché sempre di demo si tratta ed è giusto lasciare la chance di ravvedersi a questi ragazzi, che hanno iniziato a giochicchiare con la musica.
recensione a cura di Fuoridalkoma

VITHRA
myspace.com/vithrapunkrock
Partiamo dai Vithra, band che varia con Ricomincio da 3 intorno al tema dell'hc melodico, scendendo fino al powerpop e al pop rock, sofistificandolo in qualche pezzo con delle strutture elettroniche (170BM). Considero il genere ormai alle fase finali della sua epopea. Purtroppo in Italia si vedono fiorire una selva di gruppi che ripetono più o meno le stesse melodie. E spassionatamente non se ne può più. I ragazzi milanesi aprono l'album con la song Perevisione, dedicata alle vicende di Tonio Cartonio (e li avvertirei che è vivo e vegeto e lotta insieme a noi), cercando forse di fare dell'ironia un po' troppo spicciola. Si consiglierebbe di prender di mira personaggi più sensati, o almeno di evitarci una lectio moraleggiante. Icaro riprende come costruzione la mitica "Minchia signor Tenente" dell'ormai bestsellerista Faletti o "L'uomo con il megafono" di Silvestri senza basarsi su un messaggio solido. Sembrerebbe tutto negativo. Vi devo, però, dire che i pezzi alla fine son suonati più che decentemente, e anche i testi utilizzano un buon italiano (non poca cosa di questi tempi).Il problema sono i temi trattati, poco sentiti, un po' vuoti. Chi lo sa è incentrata sul dubbio che la playstation non attragga più il cuore dei nostri baldi giovani. Mi auguro per voi, di no. Di cuore. La voce è apprezzabilissima. Si può lavorarci su. Insomma giudizio agrodolce per loro (pubblicità per noi, Shevchenko non va!). Cercate di trovare la vostra strada e magari indurire un pò il sound. Forse ridurrà le serate nell'immediato ma non è detto che alla lunga non possa premiare. Oppure fate come cazzo volete che va sempre bene.

DECAYING BLOSSOM
myspace.com/decayingblossom
Ora passiamo ai bolognesi Decaying Blossom. Il loro è un tentativo assai azzardato. Scontrarsi con il posthc, girovagare intorno all'indie, toccare qualche spunto trashmetal, contornarsi di crossover ricordando i System of a Down (Breath). In certi momenti più rallentati mi è parsa di notare l'influenza psicotica degli afterhours e dei marlene kuntz. Leaf e L'uomo torcia alleggeriscono leggermente il carico delle chitarre. Rimango interdetto sul risultato. Pochissima melodia, eccessiva pesantezza, ne fa un album non troppo digeribile. Insomma scorre poco, la mancanza di ritornelli ben delineati provoca repulsione e causa la mancanza d'affezione al progetto musicale. Le due voci non mi paiono aver le spalle così larghe da sopportare dei pesi così elevati. Non è il mio genere, sempre meglio avvertire, e quindi se vi riconoscete nei gruppi e le categorie citate, sempre meglio che vi facciate un giro nei loro sito.

SKARIKI INDUSTRIALI
www.skarikindustriali.com
Gli Skariki Industriali, delle valli bergamasche, son stati sicuramente la band più acerba tra quelle ascoltate. Sindrome d'abbandono propone un hc molto melodico basilare (non so neanche se resti qualcosa di hc o minimamente definibile punk se non nel titolo del primo pezzo) per arrivare (pure loro) al pop rock (verdena). La voce femminile mi è sembrata ai primi tentativi di fronte al microfono. Già il nome della band non mi piace. Fa pensare ad una band ska, e non lo sono, e se lo fossero, sarebbe scontatissimo. I temi son tutti adolescenziali, problemi giovanili. Forse sarebbe meglio aprire la finestra per vedere che succede oltre i muri di casa. Tra l'altro i pezzi non sono suonati benissimo. Credo che siano proprio alle prime armi, e quindi ci sia modo per rimediare.

HEADBANGERS
myspace.com/theheadbangers
Stra-annoiato da questi 3 cd, mi sono aggirato nel web in cerca di qualcosa di nuovo. Sul sito di quei simpatici truffatori di punk4free.org, sono stato illuminato da un'idea meravigliosa ( e non era quella di Cesare Ragazzi). Demo gratuito dei milanesi Headbangers dal titolo Broken Shoes, Leather Jackets. Fantastico. I sei pezzi sono un condensato di punk 76-77 figlio del glam, ricorda gli heartbreakers, i dead boys, i voidoids. E ad aumentare la gradazione godereccia il primo pezzo inneggia al grande Lemmy e ai suoi Motorhead. The Smile of Lust suonata ad una velocità leggermente superiore è un grandissimo bel pezzo. Death + Love ha un intro di chitarra benefico e malefico allo stesso tempo, esalta le mie arterie, e lubrifica le articolazioni. Do It now, qualsiasi cosa sia, fatela subito, è un ordine. E' figlia meretrice del garage of the end of the sixties. Hey è un pezzo del santo subito Iggy pop, venerato poi con Search and Destroy eseguita alla perfezione (consiglio però di non inciderla in un futuro album, perchè ultimamente troppo coverizzata, insomma pezzi dell'iguana da ricalcare ce ne sono tanti altri). Drop out è frenetica, è accelerata, è malata, è ormai dentro il mio spirito. Manca ancora un ciccino d'esperienza e una registrazione più ricercata, ma sempre lo-fi, per arrivare alla chiusura del cerchio e sbancare il pogo italico. Voto: Long life to Motorcity Detroit punk-rock

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