"tua madre è preoccopata..tua madre è preoccopata..tua madre è preoccopata..", impossibile togliersi dalla testa il ritornello della prima traccia, raramente una canzone mi aveva preso così fin dal primo ascolto ed è impresa più che ardua resistere alla tentazione di canticchiarla (qualcosa tipo la pubblicità delle Fruit Joy, per chi se la ricorda ancora). Ovviamente non c'è solo questo nel nuovo disco dei Gerson che dopo un precendente lavoro su P.O.T.A., che mi lasciò alquanto indifferente, sono passati ora alla Tube per (si spera) ottenere una meritata e definitiva consacrazione. Punk'n roll di quelli cattivi, figlio dell'influsso di gente come Motorhead e del rock anni 70 in generale, per un album grezzo e viscerale carico di rabbia ma anche di momenti più riflessivi, su tutti la splendida "Via" che può far tornare in mente i Kina. Senza rischio di smentite i Gerson si ergono una spanna sopra la media nazionale grazie ad un album che convince subito e che soprattutto non stanca anche dopo un bel pò di ascolti grazie alla ricerca di diverse soluzioni, vedi la frenetica "correvo solo per salvarmi", dalla durata di un solo minuto, o "Quero morrer", cantata in madrelingua dal bassista brasiliano, caratterizzata da un coro che farebbe invidia al migliore dei gruppo Oi. Qualche pecca c'è, "crocevia 666" mi ha lasciato alquanto indifferente ed in certi casi qualche linea vocale tende ad assomigliarsi, soprattutto nei pezzi più veloci ma il giudizio non può che rimanere estremamente positivo, ultima citazione per la grottesca copertina con le facce dei quattro fusa in una sola in una rivisitazione di quanto già fatto dai Queen nell'artwork di"the Miracle".
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