un'erezione triste per un coito modestolo spirito continuaforti di incomprensioni instabilipunkrock macht frei lunga vita ai ribelli Oi!
tifiamo rivoltasotto il punk la capra cant, sopra il punk la capra crep  non mi piace rispondere si, se dicono che sono un punk never met a wise man, if so it's a woman
diy or dienow I wanna sniff some gluela mela più marcia della città intera,a scuola in parrocchia,la pecora neraè evidente che io sono yntelligente

ENTACT - s/t

myspace.com/undeadhc

a cura di Pompeo_TTF

Entact

Sono un gruppo molto giovane ma già con una certa esperienza gli Entact, tra l’altro anche dal punto di vista legale, visto che il trio, proveniente da Taranto/Massafra ma da un po’ di base a Roma, ha dovuto cambiare l’iniziale monicker The Undead a causa di una mail di velate minacce da parte dell’ex Misfits Bobby Steele.

A parte questa poco felice esperienza comunque, il gruppo lavora sodo e arriva a proporre un cd di 10 pezzi prodotto in maniera molto minimal da 5 label del circuito diy che devo dire di aver ascoltato diverse volte per arrivare ad un giudizio definitivo. Premetto che per due volte non ho visto la band dal vivo per circostanze sfortunate, sarei potuto partire già con una base di partenza che sarebbe stata utile di fronte a un disco per il quale l’aggettivo discontinuo penso calzi a pennello. Per intenderci, il disco parte alla grande con “You got a fight”, punk-hc assolutamente anni ’80, veloce, con voce vagamente snotty come piace a me, insomma roba che m’è venuto da pensare di aver aspettato troppo ad ascoltare questo disco. Poi si passa subito a canoni di un punk parecchio debitore dei Dead Kennedys con “Undead Boys” – ma anche “Ghost” -, si va avanti bene con “Go away”, ma a questo punto arrivano le note dolenti. Non arrivo a capire come pezzi come “Lost” o “Stop’n’go” abbiano trovato posto su questo disco, soprattutto di fronte ad episodi mille volte più convincenti come “Eurocore” o “Take it or leave it” – che però poteva essere registrata anche meglio per quanto riguarda le voci. La sintesi di quanto sostengo è la conclusiva “Near dead experience”, strofa potente e incazzata e chorus melodico che si poteva benissimo evitare.

Spero di essere stato chiaro, per quanto mi riguarda la conclusione è che un ep o un 7’’ con i pezzi migliori sarebbe stata una scelta più azzeccata, ma a volte si sa, qualche pecca di fronte ad un esordio ci può sempre stare, la voglia di spaccare il mondo quando si è agli inizi a volte va contenuta e il vecchio detto “less is more” è sempre veritiero. In ogni caso un plauso agli Entact ci sta tutto, sono sicuro che se perderanno l’inutile zavorra di cui sopra diventeranno in breve un gruppo con i controcoglioni..