un'erezione triste per un coito modestolo spirito continuaforti di incomprensioni instabilipunkrock macht frei lunga vita ai ribelli Oi!
tifiamo rivoltasotto il punk la capra cant, sopra il punk la capra crep  non mi piace rispondere si, se dicono che sono un punk never met a wise man, if so it's a woman
diy or dienow I wanna sniff some gluela mela più marcia della città intera,a scuola in parrocchia,la pecora neraè evidente che io sono yntelligente

GREEN DAY - 21st century breakdown

GREEN DAY - 21st CENTURY BREAKDOWN
a cura di Santantonio

"Do you have the time to listen to me whine, about nothing and everything all at once". La prima volta che sentii questa canzone ero in prima media durante l'ora di religione quasi obbligato dal classico bulletto pluri segato che pensa di essere il capo solo perchè è l'unico ad avere i peletti sul cazzo. Incredibile! Nessuna canzone mi aveva mai fatto lo stesso effetto prima, il timbro di quella voce era fenomenale e la batteria che pestava in modo impressionante..."hey tonio, sono i Green Day, assieme ai Nirvana hanno inventato il rock" mi disse lo stronzo che pochi anni più tardi sarebbe diventato un pessimo spacciatore di quartiere. E di quei Green day consumai tutti i dischi per tutto il periodo della mia felice e tormentata adolescenza, furono loro assieme ai miei genitori e ad altri 4-5 nomi storici a forgiarmi e a farmi crescere. Oggi a 20 anni dal loro esordio se ne escono con un nuovo album e mi viene chiesto di fare la recensione, devo fare in fretta però, tutte le fottute webzine di questo pianeta sono giù uscite con le loro inutili opinioni su questo disco e in questo mondo frenetico non bisogna mai rimanere indietro. Iniziamo con la copertina che mi fa rabbrividere e che la mia mente associa ad un disco dei my chemical romance o a qualche porcata simile ma tiro subito un sosprio di soglievo grazie alla mia copia pirata fatta da un foglietto bianco con scritto sopra "green day, 21" a biro blu. Il disco dura circa 9 ore per cui sarebbe inutile descrivere ogni singolo momento...Inizia tutto con un intro a mio avviso insignificante dopodichè parte "21st century breakdown" pezzo che da il nome all'album carino e piacevole ma con una durata 6/7 volte superiore a quello di un normale pezzo punkrock. la traccia numero 3 è il singolo che hanno scelto per presentare questo album. Una delle cose che i Green Day sono sempre stati fenomenali a fare è valorizzare i singoli con ottimi video clip curati e divertenti, questo è veramente vomitevole, per tirarmi su il morale mi sparo mino reitano che coverizza basket case e riattacco con la rece.


Quarto pezzo, "viva la Gloria" che già dal titolo mi rimanda alla Madonna dei tempi d'oro ma che all'ascolto peggiora le mie aspettative. Sembra una cazzo di versione rock di un merdoso musical di broadway, mi immagino un ipotetico video con delle ballerine sulle punte e un coro dietro a Billie joe che canta all'unisono "GLORIAAAA, VIVAA LA GLORIAAA". passiamo per un pezzo lento e bruttino ma con un bel titolo ed un altro molto carino ma non degno di nota. Il n.7 è un pezzo con un tappetone di pianoforte interminabile come intro che annoia per tutta la sua durata e che potrebbe essere denunciato per plagio ad un pezzo degli Oasis. "East Jesus Nowhere" è un pezzo rock molto bello che accorciato avrebbe reso ancora di più, sì passa per "peacemaker" che per melodie ed arrangiamenti mi ricorda quei cazzoni zingari gitani dei Gogol bordello, maledetti Hippy. WOW!! il pezzo n.10 finisce come inizia il pezzo n.11, che finezza questi Green Day, stanno attenti proprio ad ogni particolare, ma secondo voi Billie Joe è stato messo a conoscenza di queste cose? secondo voi quando gli scrivevano i pezzi gli chiedevano anche se gli andavano bene? "Horseshoes And Handgrenades" potrebbe stare molto bene all'interno dell'ultimo disco dei nostrani Pig tails, a voi giudicare se questo è un complimento agli italiani o un insulto ai Giorno verde. Procediamo lentamante tra ballate, pezzi carini e altri meno e arriviamo all'ultimo brano di questo album caratterizzato da punti deboli, ottime melodie, testi impegnati, durate eccessive, e da una potenza ed una cura per i dettagli ineccepibile. I 3 pischelli di Berkeley non sono più le teste calde degli inizi, ore le rughe hanno preso il posto dei brufoli, girano il mondo per concerti da 50 euro a biglietto con moglie e figli al seguito e nel resto del tempo se la godono(beati loro) nelle loro ville in california ma la timbrica di quella voce che scandiva "Do you have the time to listen to me whine, about nothing and everything all at once" resterà per sempre nel mio cuore.