un'erezione triste per un coito modestolo spirito continuaforti di incomprensioni instabilipunkrock macht frei lunga vita ai ribelli Oi!
tifiamo rivoltasotto il punk la capra cant, sopra il punk la capra crep  non mi piace rispondere si, se dicono che sono un punk never met a wise man, if so it's a woman
diy or dienow I wanna sniff some gluela mela più marcia della città intera,a scuola in parrocchia,la pecora neraè evidente che io sono yntelligente

KEET'EM MURT - nero disilluso

Keet'em Murt - nero disilluso Ignorante come un mattone di coccio il nome scelto dai Keet'em Murt, quattro ragazzi provenienti dalla provincia di Foggia (San Severo per la precisione) ma attualmente di base a Pescara. Che dire di questo disco, non nascondo di essermi trovato in grossa difficoltà con questo gruppo: da un lato è bello vedere che dalla mia terra d'origine qualche gruppo ogni tanto esca fuori, si vede che qualcuno riesce a sfuggire dalla tremenda normalità made in Capitanata; in contrapposizione a questo però non posso fare finta di esaltarmi per un gruppo che suona un punk rock cantato in italiano senza troppe pretese, dai testi sempre ignorantissimi ma non necessariamente sempre azzeccati. Intendiamoci, è evidente che i quattro Keet'em Murt si siano impegnati al massimo in questo disco: la produzione non è male, tutto è ben comprensibile - soprattutto le voci su cui i nostri sembrano aver puntato parecchio - le canzoni sono studiate e non frutto di un lavoro improvvisate, e possiamo anche aggiungere che sono anche suonate con cognizione di causa. A parte questo però, fatico a trovare pezzi che mi impressionino in qualche modo, anche se ad onor del vero alcuni rimangono anche facilmente in testa - ad esempio "Dipendenza" o la divertente "Cosa darei". Qua e là spunti buoni se ne trovano, "Perché sei così serio" ha un buon attacco, "L'ultima goccia" ha momenti quasi riflessivi che non ti aspetteresti dopo una dose di bestemmie e volgarità sparse, ma è proprio l'uso insistito di ritornelli in qualche modo catchy mi lascia perplesso, probabilmente sto invecchiando ma fanno troppo punk rock italiano anni '90, di quello che i ragazzini scoprivano a 15 anni per poi passare a roba più seria; questo in realtà non accade in tutti i pezzi, sicuramente gli episodi più tirati girano meglio, ma quando il gruppo prende una piega più melodica i risultati sono quelli che sono, tranne forse nella conclusiva "Cumbagne mije", che mi ha inevitabilmente richiamato alle radici per via del cantato in un dialetto. In definitiva l'idea che mi sono fatto è quella di un gruppo che è comunque convinto nei propri mezzi, a tal punto da arrivare a proporre 16 pezzi all'esordio. Sempre di esordio si tratta però, l'età dei componenti è giovane e l'unico consiglio che mi sento di dare a questo punto è quello di insistere con questa convinzione ma rivedere magari alcune delle coordinate di base. Ne riparleremo al prossimo disco, ma sono sicuro che i margini di miglioramento non manchino.