un'erezione triste per un coito modestolo spirito continuaforti di incomprensioni instabilipunkrock macht frei lunga vita ai ribelli Oi!
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diy or dienow I wanna sniff some gluela mela più marcia della città intera,a scuola in parrocchia,la pecora neraè evidente che io sono yntelligente

L'ALBA DI NUOVO - Naufrago

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a cura di Pompeo_TTF

L'Alba di Nuovo - Naufrago

Sono andato a ricontrollare quanto tempo è passato dalla mia vecchia recensione dei ternani L'Alba di Nuovo, mi sembrava fosse passato un periodo relativamente breve e invece mi sono ritrovato un giugno 2008 che mi ha fatto pensare quanto possa essere gravoso mettere a frutto il lavoro di mesi passati in sala prove o suonando dal vivo. Rispetto a quel promo i nostri tornano con un ep di sei pezzi, prodotto con tutti i crismi e che conferma per molti versi quanto di buono si era sentito in precedenza. Gli ingredienti non si spostano di un millimetro rispetto a quanto proposto finora, un hardcore melodico di chiara impronta californiana, debitore della scuola Fat Wreck ma senza quel tocco scanzonato di tanti blasonati colleghi californiani, con la solita differenza del cantato in italiano che potrà piacere o meno ma sembrerebbe aprire a maggiori sbocchi sul territorio nazionale.

La domanda - legittima - che viene da farsi è sempre la stessa, quanto senso abbia per un gruppo aderire a un genere che da anni ormai fatica a trovare voci nuove realmente interessanti (di getto mi vengono in mente solo Much The Same, già da tempo sciolti, e No Trigger). Poco verrebbe da rispondere, ma in fondo quanto importa di fronte a un gruppo che mostra di crederci senza remore, e d'altronde abbiamo in casa la testimonianza di gruppi che con una proposta simile di strada ne stanno facendo eccome (parlo dei romani Jet Market e Bedtime For Charlie, ma anche dei torinesi Not Found). Per cui l'augurio che si può fare ai L'Alba di Nuovo è quella di ricalcare quanto stanno facendo questi gruppi, di non farsi abbagliare da tentazioni commerciali che sono dietro l'angolo quando si ha a che fare con la melodia, e di non ascoltare le sirene di tanti cialtroni che infestano certi ambienti spiattellando prospettive che poi sono impossibili da realizzare.

Oltre quest'immancabile pippone vogliamo parlare del disco? Ok, l'ep parte con la title track leggermente sottotono, sarà per i tempi non troppo sostenuti, prosegue con una "Sospeso in aria" già proposta nel vecchio promo più canonica ma anche più convincente e va avanti con la personale "Vitalogia" - tra i pezzi migliori del lotto. Anche la successiva "6 miliardi" era presente nel vecchio cd, forse è il pezzo che resta meglio in mente, mentre "Ricchi di povertà" non mi ha molto impressionato a dire il vero. Fortunatamente la chiusura di "Solamente al vento" risolleva qualitativamente questo dischetto, anzi probabilmente si tratta dell'episodio meglio riuscito, per molti versi simile a quanto proponevano i Rise Against prima di ammosciarsi definitivamente.

Si può chiudere qui, ovviamente se io mi sono tenuto nella categoria del sostanzialmente buono chi sarà più vicino a certe sonorità potrà procurarsi questo disco a scatola chiusa, magari saprà apprezzare questi 20 minuti di musica senza tutte queste paranoie, il che, probabilmente, è nelle stesse intenzioni del gruppo.