LIGHTNING DAZE - caught in a frame
Disco d'esordio per i lodigiani Lightning Daze, nome che avevo sentito già un milione di volte, ma che non avevo avuto ancora la possibilità di associare ad una musica. "Caught in a Frame" è uscito qualche giorno fa in Europa ed addirittura in Nord America, risultato non male per una band emergente, con l'aiuto di Engineer Records (che ha pubblicato all'estero anche i Vanilla Sky). Dico subito ciò che non mi piace. La registrazione secondo me penalizza di molto il sound di questi ragazzi, soprattutto in vista di una promozione a livello intercontinentale del loro lavoro, avevano il dovere di puntare su qualcosa di più professional. Le chitarre sono troppo basse, la batteria si sente lontano un miglio che la sta suonando un computer (e neanche tanto bene) e non un essere umano, soprattutto durante le rullate ( quelle di "Spring Box" sono l'esempio più spudorato). Peccato perché a livello di idee questi quattro lombardi sono di certo promossi. Suonano punk rock emozionale cantato in inglese, sicuramente non il genere più in voga del momento e per questo gia sono meritevoli di un ascolto. Penso di non cadere in errore citando come band di riferimento Jimmy Eat World, i primi Alkaline Trio e qualcosa degli Hot Water Music, mentre nel panorama nostrano li ho trovati molto simili ai romani The Jersey Line. Insomma tanta melodia e tempi mai particolarmente sostenuti. Certo per raggiungere i livelli degli amici qui sopra c'è da lavorare parecchio ma la via pare tracciata. Strumentalmente ad esempio tutte le canzoni sono ben strutturate, fossi in loro però vivacizzerei un po' le linee vocali, arricchendole magari con controcanti visto che il cantato abbastanza lineare alla lunga risulta noioso. In definitiva 7 brani suonati con passione e spontaneità. Colmando quelle pecche che inevitabilmente accompagnano la prima uscita ufficiale di una band, auspico che il loro sound possa maturare in maniera definitiva nel prossimo lavoro. Le premesse sembrano esserci.
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