PROPAGANDHI - supporting caste
Come si recensisce il nuovo disco del tuo gruppo preferito? Come si fa a non essere di parte? A risultare credibili? Come posso convincervi che questo è un lavoro eccezionale? Successore dell'acclamato "Potemkin City Limits" i quattro eroi di Winnipeg partoriscono "Supporting Caste", un concentrato esplosivo di rabbia, tecnica, potenza, velocità e di tutto ciò che di bello si può chiedere alla musica. Dopo un auspicato ed auspicabile divorzio dalla Fat Wreck, il disco esce per Smallman Records (Comeback Kid e Misery Signals tra gli altri) ed in Italia è pubblicato da Rude Records. Quattro anni di lavoro e la supervisione di Bill Stevenson al Blasting Room Studio. Il risultato è da pelle d'oca. Una raffinatezza nella composizione degna dei maestri sinfonici ottocenteschi, una tecnica strumentale assurda ma mai fine a se stessa. Tutto è ragionato, incastrato alla perfezione, nulla è affidato al caso. Era impensabile aspettarsi un miglioramento rispetto a "Potemkin", difficile immaginare persino qualcosa che fosse al livello dei precedenti, invece loro ci sono riusciti. Il loro miglior album? Forse. La miglior uscita del 2009? Senz'altro. Siamo arrivati (per ora) all'apice della loro produzione. A livello sonoro il disco si presenta come un mix di tutti i loro lavori, si passa da "Dear Coach's Corner" o "Funeral Procession" associabili al filone "Today's Empires…", fino "Human(e) Meat" o "Potemkin City Limit (lo stesso nome del cd) che hanno un sapore molto melodic hc anni '90 alla "Less Talk, More Rock". Così come si passa dal quasi-thrash di "Night Letters" e "Incalculable Effects" che più ascolti e più ti piacciono, al punk rock di "The Bangers Embrace", al 100% hc di "This is your life". E per finire alcune delle canzoni più belle mai prodotte dai quattro canadesi: la title track "Supporting Caste", "Tertium not Datur", "Without Love" e la stupenda "Last Will & Testament". Le ho citate tutte, ogni pezzo è stramaledettamente energico, stramaledettamente intenso. Ogni pezzo è poesia, oltre che strumentalmente anche e soprattutto a livello di liriche, campo che, come tutti sappiamo, vede i Propagandhi come padroni indiscussi. Per questi e tanti altri motivi che scoprirete da voi, qualsiasi sia il vostro genere preferito il consiglio è di divorarvi quest'album: imprescindibile, com'è imprescindibile il rispetto e l'ammirazione per questi geni canadesi. Grazie di esistere.
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