SEZIONE RIBALTA / VIOLENT COPS - split
Ecco uno di quei dischi da cui aspettarsi una conferma liscia dopo un'uscita precedente molto convincente. Parlo dei Sezione Ribalta, street oi band dalla Sardegna, San Sperate per essere precisi, il cui ultimo cd non ho avuto dubbi a definire una delle migliore uscite del genere da molto tempo a questa parte (perlomeno nel belpaese), pur con il parziale problema di un cantato in sardo che potrebbe destare qualche perplessità a chi non vuole conoscere tutti i testi a memoria dei gruppi che ascolta. Ora il gruppo riemerge dopo mesi un po' agitati, ma senza per questo perdere nulla dell'energia che li ha contraddistinti in passato, anzi guadagnando sotto alcuni punti di vista.
Quattro pezzi a testa per il quintetto sardo, altrettanti per gli spagnoli Violent Cops, all'insegna di uno split prodotto da Hammer Of Sardinia, Shardana Records e Kattive Maniere, che non farà fatica ad infiltrarsi tra gli stereo di skin, street punk e di quanti non si accontentano dei soliti quattro nomi che tutti conoscono.
Aprono le danze, come accennavo i Sezione Ribalta, e fa piacere sentire come il gruppo conservi ancora il suo cantato rauco, sempre convincente e sugli scudi, vero marchio di fabbrica della band insieme alle chitarre che come sempre svolgono un lavoro egregio tra riffing, armonizzazioni e pochi ma sempre azzeccati assoli. Rispetto al passato i suoni che escono dalle casse sono decisamente migliori, mentre l'impressione che si ha dopo pochi ascolti è che si tratti di 3 pezzi - il quarto "i Land" era già stato proposto - più "suonati": segno di un'indubbia crescita e della volontà di non ripetersi pedissequamente, pur senza snaturare nulla del proprio passato. Esempio perfetto di quanto asserisco è "No Babiu Nudda", ma non è da meno "Su Son'e Sa Ia", mentre "Lagrimasa" porta con sé un gusto vagamente clashiano che mi ha davvero sorpreso.
Promosso a pieni voti il quintetto di San Sperate, passiamo ai Violent Cops. Sarà che le lodi le avrò tutte usate coi Sezione Ribalta, ma questi quattro ragazzi da Madrid non mi convincono. I pezzi sembrano poco curati, la registrazione è abbastanza casalinga ed in più - problema mio per carità - per farmi apprezzare il cantato in spagnolo ci vuole davvero un miracolo, roba che forse ci sono riusciti solo L'Amico di Martucci e pochissimi altri. Peccato perché qua e là qualche buona idea emerge pure, in particolar modo nell'ultima "Mad Max", ma a tirare le somme si poteva fare decisamente di meglio. Probabilmente dal vivo il gruppo saprà rifarsi, ma per adesso non si può far niente se non aspettare una prossima prova.
L'altro augurio è che questo split apra ai Sezione Ribalta le porte della penisola iberica, sono convinto che il gruppo abbia tutte le carte in regola per farsi amare in Italia e in quelle lande da sempre molto ricettive per la musica più stradaiola. Speriamo che il gruppo sappia superare il gap della provenienza geografica e delle inevitabili difficoltà di spostamento, senza le quali non ho dubbi che ci troveremmo di fronte ad un gruppo di punta e non ad un segreto ancora ben nascosto tra pochi cultori.
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