SPECIALE DEMO/AUTOPRODUZIONI
(Peacebreakers, Odatto Chernobil, Scarlet, Anal firing pin strikers, Rancura, NIS, Notes vol.1)
a cura di Pompeo_TTF
Finalmente (ahimè mi viene da dire) ho raggiunto una quota dischi sufficiente per aprire un secondo capitolo su demo e autoproduzione come fatto non troppo tempo fa. Come sempre l'intento è duplice, non far aspettare troppo i gruppi per una recensione e non perdersi troppo in dischi che in certi casi possono essere analizzati senza troppi giri di parole.

Iniziamo dai napoletani Peacebreakers (www.myspace.com/peacebreakers), un gruppo che mi era già passato tra le mani e che già in quell'occasione non mi aveva entusiasmato. In questo caso i pezzi arrivati tra le mie grinfie sono 5, la ricetta è ancora punk rock melodico, questa volta ci sono anche tentativi reggaeggianti, ma se possibile i risultati sono anche al di sotto del vecchio disco, la voce è ancora più smielosa e un pezzo come "Ready to go" ha messo seriamente alla prova la sanità del mio stereo. Aggiungiamo che l'approccio è ultracommerciale, in certi casi sembra di sentire un tentativo di riscrivere le canzoni di Alberto Camerini con delle chitarre a rendere il tutto più tosto. Spero di non dovermi più sorbire questa roba, anche se tremo al pensiero di aprire la casella della posta e di trovare lo split coi tre idioti dello spot Tim.
Di male in peggio - consentitemi di essere onesto e di non usare troppe iperboli - con gli Odatto Chernobil (www.myspace.com/odatto) da Parma, che propongono un promo di cinque pezzi con l'evidente intenzione di prendere quanto fatto da quei coatti degli Avenged Sevenfold e mettere insieme metalcore, punk più melodico e ballatone alla Guns'n'Roses. Il risultato è un papocchio assurdo che per quanto prodotto con un evidente dispendio di energie pecca sotto tutti i punti d vista e fa pensare come al solito alla triste deriva dei giovani d'oggi plagiati dagli epigoni degli At The Gates. In tutto questo sto parlando delle parti migliori del promo, se invece vogliamo andare nella categoria troppo brutto skippate alla traccia quattro, avvertite Max Pezzali di reclamare i diritti del pezzo e poi riparliamone. Tutto davvero troppo brutto per essere vero.
Passiamo agli ScaRlet (www.myspace.com/iscarlet) da Trieste. Con un membro di questo quintetto avevo avuto uno scambio di mail, mi chiedevano di scaricare il disco per recensirlo, e per quanto possa essere ecologicamente valido devo dire che questo approccio non mi sembra il massimo, per me prendersi la briga di spedire un disco dimostra che come minimo credi in quello che fai. Fatto sta che alla fine il cd mi è arrivato, ma la domanda è: se non arrivi neanche a inviare un pacco chi è che crederà in te? A parte quello il loro promo di quattro pezzi, dopo l'ascolto dei due precedenti appare come minimo una boccata d'ossigeno. La registrazione ci riporta più ad un ambito demo, i pezzi non sono chissà che ma perlomeno mostrano qua e là qualche influenza stoner che allontana un po' dal prevedibile calderone screamo che la band sembra abbracciare. Continuate sulla riga di "I am flow", di certo avrete la possibilità di crescere.
Decisamente diversi da ogni punto di vista i sardi Anal Firing Pin Strikers (www.myspace.com/analfiringpinstrikers). Il gruppo, composto da 5 membri ed attivo dal 2004, era sconosciuto alle mie orecchie, ma per quanto sia distante da quello che ascolto mi ha decisamente sorpreso: 5 tracce dai suoni ultracurati, con una botta non indifferente che dona lustro a dei pezzi che partono dall'hardcore melodico ma lo rileggono in maniera molto classicamente rock. In certi frangenti, complice la voce di Stewie, sembra di sentire i Creed o i Days Of The New coverizzare gli Strike Anywhere. So che in molti storceranno il naso - e a mente lucida lo farei pure io - ma pezzi come "We R 1" o "Sadness song" hanno davvero un potenziale che in posti come gli Stati Uniti farebbe sicuramente la felicità di tante college radio. Che dire, not my cup of tea ma in ogni caso datevi da fare, le qualità alla base ci stanno tutte.
Ancora Sardegna ma ancora grosse differenze con quanto trattato finora: i Rancura (www.myspace.com/rancura) vengono da Sassari, sono attivi fin dal 2000 ed hanno all'attivo un buon numero di esperienze, una trasferta in Germania e partecipazione come opening act a concerti di gruppi come gli Agostic Front. I quattro non sono dei giovincelli sprovveduti e si vede, i dieci pezzi di "L'odio e la città" sono ben prodotti ed eseguiti, il dischetto è stampato benissimo e ha anche una grafica non male, ma nonostante questo non sono riuscito ad esaltarmi. Il crossover-nu metal proposto è davvero fuori tempo massimo per quanto mi riguarda e se pure in certi casi, come nell'apertura di "Di legno", possano venire in mente gli ultimi Sepultura con Max Cavalera, in generale gli sbadigli fanno capolino fin troppo presto.
Come sempre il meglio, almeno nei miei insindacabili gusti, lo mettiamo alla fine. Il nome NIS (www.myspace.com/niscrust) a voi magari non dirà niente, ma per me che ho praticamente scoperto il crust con i Brandelli D'Odio leggere la presenza dell'ex BDO Nico alla batteria/voce mi ha fatto contento come un bambino a cui regalano il primo trenino elettrico (anche se visti i tempi dovrei dire Playstation). "Presagi di un'insulsa rovina" contiene 9 pezzi di crust e d-beat abbastanza canonico, cantato in italiano, dai suoni rozzissimi e dalle velocità spesso non sostenutissme, ma quadrati come si deve, in cui l'alternare delle voci growl-scream fa il suo porco dovere. Non voglio dire molto di più - se non che "Incompreso" e "Condannato all'estraneità" sono le mie preferite -, il gruppo dalle cui ceneri i Nis sono nati ha rappresentato davvero tanto per me e non posso che essere di parte. L'augurio è quello di durare a lungo, fare mille dischi e mille tour. E' inoltre appena uscito uno split con i marchigiani Humus (altro gruppo da ascoltare se vi piace il genere).
Concludiamo con una compilation di quelle che vale la pena procurarsi (anche perché è gratis). "Notes vol.1" (www.myspace.com/notesprod) è prodotta da Dj Lips, personaggio che molti a Roma conosceranno e da anni attivo nell'ambiente punk e skate. In questo caso il buon Mauro ha messo insieme molti gruppi che per una ragione o per l'altra possono essere messi su quando si è impegnati sulla tavola con le ruote. In 24 tracce c'è veramente un po' di tutto, hardcore, crossover, punk, thrash, hardcore melodico e quant'altro. Io in tutto questo bel chaos di suoni diversi ho preferito BanxThis, gli SPD, gli Instant Assole (che non conoscevo), gli sguaiati BlackOut, gli ED che spaccano e basta. Ed ancora i Carlos Dunga che come sempre vincono per simpatia prendendosela con gli emo, i bravissimi Headed Nowhere, i romanacci ErMegljoGruppo ed infine i Death Before Work che omaggiano la Finlandia e anche se facessero schifo andrebbero portati in trionfo solo per quello; però poi ti senti bene il pezzo e concludi che è il migliore del lotto e non vedi l'ora di rivederteli dal vivo. Tutto molto bello, concludo dicendo che la compilation è disponibile negli skateshop e skatepark italiani e che attendiamo con ansia un secondo capitolo.
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