STAR FUCKING HIPSTERS - Until We're Dead
...dico la verità sono partito scettico nel recensire questo album, ma i miei dubbi si sono risolti al terzo ascolto delle 13 tracce
(alla faccia dei recensori che ascoltan 2 pezzi e poi buttano nel cestino il disco).
La scetticità è partita dal fatto che il disco è stato prodotto da Fat Mike, personaggio anche apprezzabile umanamente,
ma da parte mia artisticamente piuttosto discutibile, più per le produzioni della sua etichetta che della sua band.
Gli "Star F***ing Hipsters" fanno parte della scena punk/ska/crust degli squats di New York City
e sono ex membri di Leftover Crack, Choking Victim (chi di voi li conosce saprà che erano dei matti
che mischiavano ska - punk rock - death - crust e satanismo, uscivano per Hellcat i primi e per Alternative Tentacles i secondi, mica cazzi...)
più un ex membro degli Slackers.
E questa è la mia seconda causa di scetticismo, perchè essendo il mio cervello basato sulla scena italiana ossia:
i metallari non vogliono suonare sullo stesso palco coi punk e chi fa ska è reputato un fighetto penso a come possano convivere
culture cosi' diverse.
E invece mi sbagliavo perchè l'apertura mentale di questi ragazzi è invidiabile (logico, non sono dei ragazzini per cui se lo possono permettere)
Il disco offre una variegata scelta di soluzioni musicali e vocali, uniti a testi politici e a cambi di atmosfere da apprezzare dopo almeno
due ascolti filati dell'album, che logicamente non risulta cosi' semplice da assorbire.
Il canovaccio del disco parte da un intro dance per debuttare con la titletrack "Until We're Dead" una song quasi
in STILE AMEBIX con atmosfere cupe e bel ritornello, voce della cantante acida (mi ricorda la bassita Jen Johnson degli F-Minus).
La seconda traccia "immigrants & Hypocrites" sembra quasi un pezzo PUNK ROCK delle LUNACHICKS
mentre "Two Cups of tea", con intro suadente alla HOLE / DISTILLERS introduce un sitar e finisce in una progressione crust.
Si prosegue con "Empty Lives" pezzo molto proclamativo, più un discorso politico che una song, in stile CRASS di PENIS ENVY.
Neanche il tempo di abituarsi a queste atmosfere cupe che eccoci alle prese con un classico ska 2 tone con le due voci
maschile e femminile affiancate, questa è "Snitch to the Suture".
Attimo riflessivo dato dal pezzo lento "Only Sleep" con voce pulita e tastiere: bellissimo finale armonico.
In "9/11" invece il combo a parere mio sbaglia il colpo puntando sul cantato maschile in stile anti flag incazzati... roba brutta insomma,
mentre in "The Path is Paved", pezzo crustacchione metal con tipa incazzata nera si riprendono.
Il finale non è molto brillante "Zombie Christ" è una track ska core con una digressione quasi in stile nofx, "This Wal-Mart Life"
è pezzo inutile mentre il 12/8 di "Broken", incazzato con tastiere e chitarre metal è un po' troppo simile a "Snitch...".
La marcetta tipo 1916 dei MOTORHEAD di "Death or Fight" con chitarre arpeggiate e hammond (forse) chiude in bellezza un album
che, a dispetto delle aspettative si è rivelato più che buono.
La grafica è molto scarna che ogni buon cd che ha contenuto in sostanza e non in apparenza... questo discorso si legherà alla recensione successiva...
STRANGE FEAR - Another Bullet of hate
Eccoci qua a recensire la prima produzione
della "New Direction", etichetta del boss degli Straight Opposition.
Prodotto impeccabile graficamente (la cura e' affidata a Final Motion Design),
si presenta come un digipack perfetto, lucido e colorato abbastanza da attirare l'attenzione di chiunque ...
Il fatto è che, come spesso accade, prodotti di questo tipo hanno un contenuto non all'altezza.
Mi spiego meglio...
la registrazione è ottima (anche se il volume della cassa della batteria è un attimo esagerato ...
ragazzi occhio ai trigger e all'uso indiscriminato di compressori perchè la cassa sta praticamente sopra alla voce) ...
i pezzi sono martellate fra i denti e tecnicamente questi ragazzi emiliani sono ineccepibili,
ma aimè di queste 10 tracce, dopo ben tre ascolti filati, non mi è rimasto niente.
Il loro genere di hardcore è molto inflazionato con voce tipica alla Hatebreed monotono, piuttosto afona
che stufa parecchio nonostante la breve durata dei pezzi (il cd durata 20 minuti in tutto).
Anche la composizione è piuttosto piatta, nessun pezzo spicca in particolare anche se le tempistiche
di batteria variano dal "tupatupa" al "tupa tutupa" ... non si riesce a sentire granchè la differenza fra le parti compositive.
Come capita spesso in questi casi l'originalità è messa da parte per stare nei clichet del genere.
Per carità ho apprezzato mazzate sonore come "End" da 29 secondi e "Murder" che non arriva al minuto,
ho apprezzato anche i testi sentiti, però non apprezzo il conformismo del genere hardcore anni '90.
Sarà per questo che apprezzo molto di più le produzioni 80 / 89 ... dove i cantanti usavano le loro voci
naturali senza impostarle a mo' di questo o di quell'altro e i chitarristi magari suonavano con delle
stratocaster scassate ed era già tanto che sapessero accordarsi in MI, anzichè in RE o in DO come penso sia
l'accordatura degli Strange Fear.
E' sicuramente un disco apprezzabile per chi non si discosta dagli ascolti Hatebreed, Integrity, primi Earth Crisis,
primi Snapcase e via dicendo, band che cmq anche se in un genere non originale, sono riuscite a spiccare con una
personalità ora replicata da diverse band, tra le quali gli Strange Fear.
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