un'erezione triste per un coito modestolo spirito continuaforti di incomprensioni instabilipunkrock macht frei lunga vita ai ribelli Oi!
tifiamo rivoltasotto il punk la capra cant, sopra il punk la capra crep  non mi piace rispondere si, se dicono che sono un punk never met a wise man, if so it's a woman
diy or dienow I wanna sniff some gluela mela più marcia della città intera,a scuola in parrocchia,la pecora neraè evidente che io sono yntelligente

Rejected Youth 10 years festival


a cura di Gab (Epidemic Records)
foto di Arne Marenda

REJECTED YOUTH - 10 years festival
3 Ottobre 2008 @ Norimberga (Germania)

Si sa, 10 anni sul palco non sono uno scherzo per un gruppo che sia punk o hardcore. Molte bands non riescono a mantenere la spinta necessaria per durare nel tempo, forse succubi dei cambiamenti che crescere comporta o semplicemente vittime degli anni che passano. Poi ci sono gruppi che in 10 anni hanno fatto molto, eppure la loro fiamma sembra non volersi spegnere, anzi, sembra bruciare sempre più intensamente. Questo è il caso dei Rejected Youth, punk band tedesca, con all'attivo numerosi album, innumerevoli trasferte in Germania, abbondanti tour europei (tra cui due in Italia - Bologna e Torino - nel maggio scorso) e addirittura un salto oltreoceano per confrontarsi con la scena statunitense. Insomma, decisamente una band matura, che in questi anni ha creato qualcosa di tangibile e apprezzabile, anche al di fuori della musica. Per festeggiare questi 10 anni i Rejected Youth hanno organizzato per venerdì 3 ottobre un concerto nella loro città, Norimberga, dove ripercorreranno le tappe fondamentali di questi 2 lustri di musica, impegno politico e follia.

Conosco i Rejected Youth ormai da più di 3 anni e per l'amicizia che si è venuta a creare mi hanno invitato a questa grande festa di compleanno. Non me lo faccio ripetere 2 volte: mi organizzo con voli low-cost e mezzi vari e il 3 ottobre, in compagnia di Exel, sono a Norimberga! Giungiamo nel pomeriggio al K4, grosso locale autogestito poco distante dalla stazione dei treni. I Rejected stanno lavorando agli ultimi preparativi: sound check, controllo impianto ecc ecc. Baci e abbracci e li lasciamo lavorare, per gustarci la nostra prima birra in terra germanica di questa trasferta. All'apertura il K4 è già gremito di gente: punks colorati, hardcore kids, skins... fare un elenco sarebbe brutto e sopratutto troppo settoriale: un pregio dei Rejected Youth è la bellissima varietà della "comunità" (concedetemi il termine) che li segue; un evidente esempio di unità vera, senza compartimenti stagni e divise. Ci godiamo la buonissima cena vegan nel backstage, accompagnata da birra... e che birra! Il backstage è organizzatissimo e posso solo dirvi che anche qui dietro si vive un'atmosfera intensa e di comunione molto sincera. Si chiacchiera si ride e si scherza...



...e arriva il momento di iniziare con la musica! Sul palco C.b.A., da Berlino, tiene il palco per una buona mezzora di hip hop (in lingua madre ovviamente). Sotto il palco, un altro esempio da seguire (e invidiare): tantissima gente è radunata sotto al palco, anche i punk che non avrei mai pensato apprezzassero il genere, e tutti seguono la performance di C.b.A. con interesse, qualcuno dondolando la testa su e giù seguendo il beat che esce dalle casse! E' un piacere vedere queste cose, vedere che chi si sbatte e porta messaggi validi e sinceri, chi ha voglia di confrontarsi e si fa tanti kilometri per suonare ottiene attenzione e non viene "escluso perchè non fa parte della mia cerchia". Ottimo, direi! Per secondi sul palco i Friendly Fire: un punk stradaiolo abbastanza tirato, mai esasperato, mai complesso ma non per questo banale... insomma, la serata inizia a scaldarsi e l'atmosfera assume quella colorazione punk che le si addice, senza però cadere in una sagra del grottesco: sotto al palco il pubblico compartecipa ai concerti calorosamente e in grande sintonia col gruppo. Il tempo passa, la birra tedesca scorre, la gente aumenta sempre di più... ormai il K4 è quasi pieno! E' il momento dei Lights Out. Dei giovinastri rimasti in fissa con il primo punk hardcore di Black Flag, Circle Jerks, Adolescents, spruzzato di punk rock come piaceva alla California di inizio anni '80... Sono davvero scatenati e i pezzi, mai troppo veloci, mai troppo distorti, mai troppo urlati... eppure così dannatamente hardcore si fanno apprezzare appieno sia dal sottoscritto che dal pubblico che è scatenato almeno quanto i ragazzi sul palco! Dopo una buona scaletta lasciano il palco, io ne approfitto anche per fare un giretto alle fornitissime distro presenti: CD, vinili, toppe, maglie, spillette, volantini e materiale informativo di ogni tipo... Mi accaparro una toppa e il 7" pollici di questa bella rivelazione che sono stati i Lights Out.



L'atmosfera ora è rovente, e non solo in senso figurato: nel K4 l'aria si è fatta tropicale, siamo tutti stipatissimi, però riesco a ritagliarmi un micro-angolino accanto al palco, vicino ad una cassa. Salgono i padroni di casa. I kids sono in fomento totale! Si attacca subito senza tante formalità con "Bad Boys Attack" e "Out Of Control", il pubblico, già scaldato dalle performance dei gruppi precedenti è subito pronto a rispondere positivamente. Vecchi e nuovi brani si alternano con un ritmo serrato, passando da canzoni ormai consolidate da qualche anno nel repertorio dei tedeschi (come "No Police State Coalition", titolo di un omonimo miniCD) a new entry tratte dall'ultimo album "Public Disorder", come "Freedom Is The Goal", che vede una grande partecipazione nel sing-along che la caratterizza da parte del pubblico. La calca sotto il palco si accende anche con cover ben riuscite come "Razors In The Night" dei Blitz e rivisitazioni inaspettate come "Safety Pin" di Patrik Fitzgerald. Sul palco si alternano anche vecchi componenti, amici, personaggi di altri gruppi che in tutti questi anni hanno fatto parte, in un modo o nell'altro, della storia dei Rejected Youth: chi al microfono, chi alla chitarra o basso, chi brandendo una chitarra acustica (un intermezzo davvero bello quello proposto in acustico insieme al cantante Matze!)... tra i volti che compaiono sul palco anche il cantante dei Guerrilla (band tedesca che negli anni si è spostata da sonorità più oi-core ad un bell'hardcore punk tirato)...volto coperto dall'immancabile passamontagna!



La scaletta scorre veloce, l'aria che si respira è di grande amicizia sia sopra che sotto al palco (niente risse, niente scazzi, solo tanta voglia di divertirsi). In chiusura la cover "Hier Kommt Alex" (Die Toten Hosen) e l'immancabile perla "Antifascista". Bellissima l'atmosfera dopo questa canzone e anche durante le sporadiche pause tra i brani della scaletta: i ragazzi sotto al palco, in coro, gridano "Alerta! Alerta! Antifascista!": nelle loro voci, che risuonano nella hall del K4, si percepisce una certa convinzione e coscienza di quanto si sta dicendo. Keks, il batterista, ci ha spiegato che ciò da un certo piacere ai Rejected Youth: anni fa, ai loro inizi, ai concerti i kids al massimo sventolavano qualche "Oi! Oi! Oi!" o cori velleitari e senza contenuti. Negli anni i Rejected Youth (soprattutto nella loro città) si sono fatti promotori di certi ideali (come antifasismo, antirazzismo e antispecismo) e ora i vuoti e inutili cori si sono trasformati in un unica grande, consapevole, voce. I punks tedeschi hanno dimostrato che oltre a colorarsi i capelli e bere birra c'è molto di più... c'è una coscienza politica, cosa che spesso manca all'interno di contesti simili qui in Italia (fortunatamente non in tutti gli ambienti, ma il qualunquismo a volte è sconcertante!). Dopo il concerto ci perdiamo in chiacchiere, birra e qualche avanzo del saporitissimo cibo vegan (che tuttora mi sogno, nei miei momenti di fame golosa!). La serata prosegue, la gente inizia a diminuire e noi iniziamo a cedere al peso della levataccia mattutina: in compagnia di altri 3 ragazzi ci rechiamo a casa di Keks, che ci ospiterà per qualche giorno. Tirando le somme: non è la prima volta che assisto ad un concerto punk in Germania, ma questa volta è stato diverso. Assistere ad una festa così grande, vedere un gruppo celebrare i propri 10 anni nella propria città è qualcosa di speciale, rende visibile agli occhi tutto il percorso intrapreso nel tempo, ciò che è stato costruito, a livello musicale, umano e politico. Non posso fare altro che ringraziare i Rejected Youth per questo invito e condividere con voi questa mia esperienza, suggerendovi di avvicinarvi, se non li conosceste, a questa ottimi ragazzi. Forever Rejected - Rejected Forever!