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DAL GRUNGE AL GARAGE AL POP PUNK,
LE ROCKEUSES DEL ROCK ROMANO.
INTERVISTA TRIPLA a
Anna (SWEETSICK)_Lucia (BETTY FORD CENTER)_Silvia/Elisa (NEUTRONS)
myspace.com/bettyfordcenter
-
myspace.com/sweetsick -
myspace.com/neutrons
a cura di Olga MissKnox
NOME:
lucia-29-Betty
Ford Center -
cantante, chitarrista, guastatriceAnna-21-Sweetsick
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Cantante/Chitarrista
Elisa-22-Neutrons
- cantante/chitarrista
Silvia-24-Neutrons
- voce/chitarra
ALTRI GRUPPI IN CUI COLLABORI O CON CUI HAI
COLLABORATO:
Lucia: il passato non mi appartiene e io non appartengo al passato
Anna: con i gruppi
del Cytromax
Elisa : non penso che i gruppi liceali valgano,quindi nessuno!
Silvia : ho un progetto solista che si chiama Mela
STRUMENTI CHE SAI SUONARE:
Lucia: chitarra e piano, anche se penso di avere una fisicità da batterista
Anna:
chitarra
Elena : chitarra
Silvia :
troppi e male
CON CHE DISCO TI SEI AVVICINATA ALLA MUSICA
ALTERNATIVO-INDIPENDENTE?
Lucia: Non saprei, ho sentito molte cose ma non ricordo la prima in assoluto. forse
“Rid of me” (P.J.Harvey)
Anna:
Nevermind
Elisa : Dookie
Silvia : DOOKIE
dei GREEN DAY anche
se non è indipendente.
QUANTO PRENDETE PER UN CONCERTO?
Lucia: Dipende da quanto lontano dobbiamo spostarci e comunque il giusto, senza
esagerare. Non siamo miliardari e suoniamo per passione, quindi sosteniamo
delle spese costanti.
Anna:
Dipende, anche 0 euro
Elisa : Non
abbiamo ancora stabilito una cifra precisa.
Silvia : Quello che ci danno
IL TUO IDOLO (MUSICALE E NON):
Lucia: Emiliano Cinquerrui, il cantante dei Dog A Dog. un misto di convivialità
cerebrale, cinismo dandy, irruenza punk, amoralità psychokiller. Divino.
Anna:
Nessuno
Elisa : Rosalind Franklin
Silvia : MADONNA, SPONGE
BOB, LE POWERPUFF GIRLS, MIO PADRE.
ANDRESTI SU MTV?
Lucia: Potrei anche farlo
Anna:
si
Elisa : Certo. Ma
probabilmente non riuscirò ad andare nemmeno a Televita
Silvia : Si!
IL TUO GRUPPO PREFERITO E UNO CHE PROPRIO NON
SOPPORTI:
Lucia: Approssimando… Babes in toyland e Guns ‘n’ Roses.
Anna:
Di
gruppi preferiti ne ho diversi: Nirvana, Hole, The Distillers, Queens of the
stone age, mentre non sopporto i gruppi che mettono in primo piano il
contorno anziché la sostanza
Elisa : preferito: descendents/weezer;
non sopporto: i queen
Silvia :
i MilesApart sono uno dei miei gruppi preferiti in Italia. Non sopporto i
gruppi con più nero sopra che sotto le unghie (cit.vfisik)
   
1) Allora, siete le rappresentanti di tre gruppi
laziali molto diversi fra loro ma avete alcune cose in comune: siete
cantanti e chitarriste, siete di Roma e provincia, suonate pezzi vostri
originali e avete all'attivo molti concerti, alcuni dei quali anche come
spalla a bands internazionali. Cosa potete dire a riguardo e cosa pensate
degli altri due gruppi intervistati?
Lucia: Sono
felice dei riconoscimenti che i Betty raccolgono e le bellissime esperienze
che stiamo vivendo mi ripagano di tutto quel fiele muriatico da cui ho
scelto di liberarmi suonando. Un bel circolo virtuoso che parte dall’acidità
di stomaco, direi. Degli Sweetsick penso tutto il bene possibile. Spaccano.
Li amo. Purtroppo non conosco i Neutrons, ma cercherò di recuperare…
Anna: Stiamo suonando molto
nella provincia di Roma e di Frosinone divertendoci tantissimo, abbiamo
aperto il concerto ai Viboras, agli We Start Fires e agli Chalets al circolo
degli artisti, prossimamente suoneremo con i Fiub al Villaggio Globale e con
i Nebula a Nel Nome Del Rock di Palestrina.
Con i Betty Ford Center abbiamo suonato, grazie a Soundz Production, alla
Girls Rock Night al Traffic di Roma, ma ci conoscevamo già da prima. Che
dire? Sono una figata!
I Neutrons sono molto bravi, spero di conoscerli presto. Elisa: E' da quando ho
14 anni che sogno di avere un gruppo serio ed è così che durante i cinque
anni del liceo ho collezionato diversi gruppi (tutti falliti nel giro di
pochi mesi) e ho speso parecchi dei miei pomeriggi chiusa in sala prove.
Allora non avrei mai creduto di poter un giorno condividere il palco con
John Jughead Pierson degli Screeching Weasel. Al massimo me li ascoltavo nel
walkman gli Screeching Weasel! Non avrei nemmeno mai pensato che qualcuno
potesse chiedermi un'intervista (come è accaduto alla radio qualche mese fa
o come sta accadendo proprio in questo momento)! Purtroppo non conosco né
Anna né Lucia ma sono sicura che anche loro avranno speso più sabati
pomeriggio chiuse in sala piuttosto che per i negozi del centro.
Silvia: Non conosco bene le vite degli altri gruppi ad ogni modo credo che
stiamo facendo un'esperienza divertente e costruttiva. Suonare è un po'
mettersi in discussione, credo che serva anche per farsi le ossa e provare a
piacersi prima di piacere.
2) La
scena underground romana e italiana. Vi sentite parte integrante di questa
realtà?
Come sono i vostri rapporti all'interno di
quest'ambiente purtroppo spesso molto settoriale?
Lucia: Non lo
so, non credo di essermi mai sentita integrata in vita mia e in ogni caso le
definizioni non sono il mio forte, specie quelle della cosiddetta
“scena-alternativa”. Non ne farei un discorso di contesto ma di individui.
Abbiamo conosciuto artisti meravigliosi, stimati a livello nazionale, e
talvolta internazionale, umili come compagni di sbronze, e abbiamo
conosciuto anche gente di medio o basso livello con la sindrome da padre
eterno e l’espressione costante di chi ha pestato una merda. Di avere
rapporti con questa gente ci interessa poco. Ma sono pochi, devo dire. Forse
siamo fortunati ma incontriamo quasi sempre gruppi molto simpatici
Anna:
Non ne ho ideaElisa:Ciò che noi
neutrons cerchiamo di fare è proprio di non chiuderci in un settore
ristretto. Non ci sentiamo appartenenti a nessuna realtà underground in
particolare. Cerchiamo di costruire una realtà parallela in cui convergano
le diverse scene. Ovviamente le persone che ci supportano sono le persone
che ci vogliono bene e spesso non sono affatto le persone che fanno parte
del giro punkrock. Il ghetto è per gli insicuri e per gli imbecilli e io non
mi sento di appartenere a nessuna delle due categorie in questione.
Silvia: Di sicuro mi riconosco più nella scena viterbese che in quella
romana, un po' per appartenenza, un po' perché è più unita e sincera. Roma
comunque mi ha dato tanto soprattutto perché mi ha fatto conoscere molte
persone.
Come gruppo esistiamo da molto poco e non abbiamo ancora mai suonato fuori
Roma, ad ogni modo cerchiamo di non auto-ghettizzarci e di evitare di
suonare solo con gruppi che fanno il nostro stesso genere.
3) Quando è scattata in voi la scintilla della
musica? Quando avete imbracciato per la prima volta la chitarra e vi siete
messe a cantare?
Lucia: Relativamente tardi. Dopo più di un anno da “ragazza interrotta” stavo
venendo faticosamente fuori da un orrendo “psico-tunnel” ed ero piena di
psicofarmaci, ubriaca e sola. La mia vita era andata completamente in pezzi.
Le persone a cui tenevo travolte da una serie di orrori. Le mie analisi del
sangue indecenti. La mia mente una bomba a orologeria. Il mio futuro
inesistente. 24 anni e niente in mano. Mi aggrappai a una Strato
e quando le cose riuscirono ad andare anche peggio mi ci aggrappai ancora.
Poi incontrai Max (il mio bassista), nacque il nostro primo gruppo e riuscii
a staccarmi dalla melma. Punto.
Anna: A cantare quando
sentii urlare Courtney Love, provai e fu una sensazione bellissima.
Da quel giorno non ho più smesso.
Mentre, comprai la mia prima chitarra a 16 anni quando vidi Marco
(batterista) suonare per la prima volta con il suo vecchio gruppo.
Elisa: Mia mamma dice che è stata tutta colpa sua perché mi faceva
sentire le canzoni di Beethoven mentre ero nel pancione. Comunque la
scinitilla della musica si è accesa in seconda elementare quando ho
cominciato a cantare in un coro di bambini quelli che a natale vanno da
Raffaella Carrà o a Domenica in a cantare le canzoni natalizie. Non credo
sia stato un grande approccio con la musica! In ogni caso mi ha permesso di
iniziare ad avvicinarmi a quest'arte e quell'esperienza mi ha dato anche la
possibilità di registrare in un vero studio di registrazione! Alle medie ho
iniziato ad avvicinarmi al punk e in primo liceo ho iniziato le mie lezioni
settimanali di chitarra classica. E così ho anche comprato la mia prima
chitarra elettrica proprio dal mio maestro.
Silvia: Suono il piano da quando avevo cinque anni, a diciotto i miei amici
mi hanno regalato la prima chitarra. La scintilla è nata grazie ai miei
genitori che non mi hanno mai mandato al conservatorio ed hanno fatto in
modo che la musica fosse un divertimento e uno svago, mai un'imposizione o
un obbligo.
4) Di
cosa parlano le vostre canzoni? Chi le scrive?
Lucia: Di norma
i pezzi dei Betty Ford Center sono composti da me e arrangiati in comune
(anche se in repertorio ci sono anche pezzi di Max e di Tiziano), e i testi
sono integralmente miei (tranne quello di “Tell me fido”, che è di Tiziano).
Quasi tutti parlano di squilibrio in modo sarcastico, languido o violento.
Miss Borderline è una specie di “manifesto personale”, Fuckin’ m** parla di
ambivalenza sessuale, Kaminski di schizofrenia, Salomè’s dance nasce dalla
mia ossessione per i testi sacri e parla del momento in cui Salomè, che ha
appena ballato per il re Erode, gli chiede in dono la testa di Giovanni
Battista. E’ quasi una ragazzina, ma è anche tanto erotica da ottenere la
morte come pegno d’amore e tutto questo è estremamente deviato. E seducente.
Anna: I testi li scrivo io.
Parlano di emozioni provate, sensazioni e disagi del momento.
Semplici canzoni autobiografiche, non siamo portavoce di niente e non
portiamo avanti un' idea in particolare.
Quando suoniamo ci divertiamo e ci sfoghiamo cercando di trasmettere
emozioni e non messaggi particolari. Elisa:
Le canzoni dei neutrons vengono scritte da Silvia e da me. Ognuna scrive per
conto suo testi e musica ed è proprio per questo motivo che alla fine,
quando andiamo a riunire i pezzi in una scaletta, esce qualcosa di molto
variegato. I miei testi parlano per lo più dell'amore ma a volte si tratta
di vere e proprio invettive alle ragazze di plastica. Quelle fasulle, quelle
che hanno solo l'involucro, carino sicuramente,ma quando poi lo apri dentro
non c'è nessuna sorpresa!
Silvia: i miei testi parlano di esperienze personali a volte un po' tristi
anche se le melodie sono molto felici. Poi c'è sushi-bar che parla di pesce
crudo divinamente commestibile.
Non ho ancora scritto una canzone sul sentimento dell'amore, ma sto
provvedendo.
5)
Quando si parla di ragazze musiciste la gente tende molto spesso a giudicare
a priori, in base soprattutto a fattori di apparenza, tralasciando la
sostanza e il significato della musica che invece so di certo che voi
privilegiate. Che importanza date all'immagine e quanto puntate su di essa?
Lucia: Guarda,
è un campo minato. Come ti muovi sbagli. L’immagine che mostro all’esterno è
parte di me come la musica che compongo, mi rifiuto di ridurre tutto a una
sorta di folclore vaginale, ma mi rifiuto anche di mettere maglioncini
tristi e fare la faccia appesa per guadagnarmi una certa credibilità
“indie-intellettuale”. Il mio aspetto è incidentale, non vuole lanciare
messaggi, ma neanche qualificare la musica dei Betty Ford Center. E non mi
va che mi si rompano le palle al riguardo.
Anna: Per quanto ci riguarda
è la meno importante, non ci cambiamo e non ci sistemiamo prima di salire
sul palco, non siamo frequentatori assidui di beauty farm e di negozi di
abbigliamento, al massimo qualche tinta a casa. Insomma come ci vedete sul
palco ci vedete per strada, proprio per evitare che la musica passi in
secondo piano. Elisa: Penso che anche
se non sfoggiamo alcuna pettinatura particolare o alcun trucco vistoso o
alcun vestito “frùfrù” abbiamo più stile di mille donnine di cui parlavo
nella domanda precedente. Fateci salire sul palco e ve lo dimostreremo! Noi
vogliamo che la gente si diverta con noi, non che ci guardi come carne da
macello. Fino ad ora ci siamo riuscite e sono convinta che il futuro
continuerà a darci soddisfazioni in questo senso!
Silvia: Credo che l'immagine sia un valore abbastanza importante nel momento
in cui suoni su un palco e vuoi che gli altri prestino attenzione a ciò che
fai. L'estetica è un elemento sul quale, in questi casi, non occorre fare
falsi moralismi, ma una delle regole che ci insegna la pubblicità è di non
distrarre l'audience dal messaggio. Per quanto mi riguarda cerco di
sfruttare tutte le mie potenzialità sul palco e di lavorare alla sostanza a
casa e in sala prove. Il risultato spero sia piacevole e divertente e non ho
intenzione di soffermarmi a giudicare le scelte di marketing degli altri
gruppi.
 
6) Fate tre generi molto distinti: si passa dal
garage/alternative dei Betty Ford Center al grunge/stoner degli Sweetsick al
pop-punk dei Neutrons. Che riscontro avete sulle persone che vengono a
vedervi? Com'è il vostro pubblico?
Lucia: Guarda,
il nostro genere sta diventando talmente “relativo” che ormai ci definiamo
solo “fuck ‘n roll” Quanto al pubblico… che dire? Mi piace vivace e rumoroso, ma non disdegno
neanche quello attento e riflessivo. Tendo ad avere un rapporto fisico con
le persone, a volte quando vengono a parlarmi prendo loro la mano o li
abbraccio, istintivamente, senza neanche rendermene conto. Mi fanno stare
bene. L’unica ragione per cui mi piacerebbe essere famosa è per poter fare
“stage diving” tutte le sere… Max si arrampica dappertutto, sulle casse,
sugli amplificatori, sulle transenne, si devasta, si spende fino all’ultimo
grammo di energia. E’ straordinario e molto passionale. Tiziano sembra
glaciale ma non lo è, anzi. Tutta colpa degli occhi cerulei.
Anna: A fine concerto,
fortunatamente, c' è sempre qualcuno che viene a farci i complimenti e ci
apprezza e a noi fa sempre piacere parlare con loro. Elisa: Io non so bene
che razza strana siano i pop-punkers ma so per certo che ai nostri concerti
c'è un po di tutto. Il casaccius è ciò che preferiamo. E ci fa molto piacere
che in prima fila spesso ci siano ragazze e che siano proprio loro le più
grandi fan dei neutrons.
Silvia: Abbiamo appena registrato un cd che ancora non è in vendita quindi
non c'è nessuno che canta i nostri pezzi ai concerti, ma dai complimenti che
abbiamo ricevuto, senza false modestie, siamo abbastanza apprezzati. Il
nostro pubblico sembra divertito e danzante fin dal primo ascolto. Speriamo
che col tempo riusciremo a concretizzare un seguito abbastanza corposo.
7) Parlateci del vostro demo-Ep.
Lucia: Si
chiama “Enjoy the rehab” e l’abbiamo registrato al Red House Recordings di
David Lenci (fonico live degli Uzeda e collaboratore degli Shellac e anche
di Steve Albini), a Senigallia. Nel caso aveste voglia di acquistarlo ci
sono tutte le informazioni sui nostri siti.
Anna: Il nostro è un Ep di
cinque canzoni che abbiamo registrato soli nel nostro piccolo studio.
Elisa e Silvia:
Diciamo che l'intento è quello di cercare un' etichetta che ci produca un
album. Abbiamo registrato a Roma all' Hombrelobo studio e Valerio (physique
du role, inferno e scenario) ci ha aiutato non poco nel partorire la nostra
creatura. Per ora abbiamo registrato 8 pezzi, 4 di Silvia e 4 miei. Siamo
molto soddisfatti anche perché la produzione è ottima e abbiamo cercato di
curare il più possibile i particolari, anche se il tempo a nostra
disposizione non è stato moltissimo. Non riesco a definirlo un demo pop-punk
poiché, anche se di base c'è sicuramente il punk e il pop, il disco è pieno
zeppo di richiami ad altri generi: l'elettronica, il surf e il rocknroll.
Credo che questo demo sia il frutto di quattro simpatici cervelli! Inoltre
possiamo vantare delle guest davvero speciali: Simone Linguido degli
Evangeline, Marco Cicchella dei Real Swinger, Reeks e Valerio Fisik. Ognuno
di loro ha dato un contributo fondamentale!
8) Perchè un'etichetta discografica dovrebbe
essere interessata a voi? Fate una sorta di appello.....
Lucia: Perché
non possiamo fare tutto noi…
Anna: Perché una casa
discografica dovrebbe prenderci? Beh, perché il rapporto che abbiamo con la
musica è di massima sincerità, e penso che tutti i gruppi che hanno questo
genere di feeling con essa, meritino un'opportunità per poter diffondere le
proprie idee e le proprie emozioni, su un mercato che purtroppo, invece di
essere obiettivo è puramente di tendenza. Per questo motivo, in Italia è
difficile emergere, in quanto noi cerchiamo di proporre qualcosa che ha
radici fondate da tutt' altra parte e che è strettamente in contrasto con
ciò che richiede il panorama musicale nostrano. SOS! Elisa: perché
pur essendo un gruppo in cui cantano due ragazze non penetriamo i timpani
con urla sguaiate e gemiti strazianti perché nella nostra normalità siamo
originali!
Silvia: Dovreste essere interessati ai Neutrons perché siamo una band
chimicamente perfetta somministrabile ad ogni tipo di pubblico. Ottima cura
per teenagers ipnotizzati da Laura Pausini.
9) Un'opinione personalissima sui gruppi
femminili della Penisola. Bambole di pezza/Felt ups da una parte, La
Menade/Love in Elevator dall'altra.
Lucia: Bambole:
NIENTE DI PIU’ LONTANO dal mio modo di concepire la musica (e un po’ anche
tutto il resto…). Felt ups: le ho sentite su myspace. Simpatiche. La Menade:
non le conosco quasi per niente. Ma le ricordo su un poster che c’era
proprio al Red House. Anche loro hanno registrato lì. Me lo ricordo perché
mi sembrava un po’ anni ’80, ma è probabile che fosse il solito effetto
pernicioso della fatica o del vino o di entrambe le cose. Love in elevator:
assolutamente brave.
Anna: Adoro solo le Love in
Elevator.Elisa: Non
conosco tutti e quattro i gruppi quindi non so che rispondere. Se proprio
devo parlare di gruppi in cui suonano ragazze devo per forza sbarcare
oltreoceano e citare le Muffs, le Cub, le Go-Gos, i Detroit cobras, i
Bellrays e le Faboulos disasters che dal vivo sono grandiose. Noi però non
rientriamo nella categoria gruppi femminili per due motivi: primo perché non
mostriamo le gambe o le tette e secondo (e forse è il motivo più importante)
perché i neutrons sono composti da due ragazze e due ragazzi. Quindi
speriamo che non veniate ai nostri concerti perché suonano due ragazze ma
perché suonano due bei ragazzi!
Silvia: Sinceramente non seguo molto questi gruppi ad ogni modo tra tutte le
band femminili italiane di sicuro apprezzo di più le Motorama. So che le
Bambole di pezza hanno una carriera molto lunga alle spalle ma non ho mai
avuto un loro cd a casa. La Menade le ho viste in concerto un anno fa circa
e mi hanno fatto una buona impressione anche se il genere non è uno dei miei
preferiti.
10) Cosa pensate di fenomeni del calibro delle
riot grrls e delle Suicide girls? Nonostante siano due cose completamente
diverse (uno era un movimento, l'altro, a mio modesto parere, una
speculazione fanatica) hanno sconvolto l'universo musicale a cavallo fra gli
anni '90 e il 2000, chi per la novita' nell'ambito musicale e la rivoluzione
sessista, chi per l'attenzione posta nei confronti di queste nuove
conigliette rockettare forate e tatuate...
Lucia: Massimo rispetto per le “grrrls”, ci hanno liberato definitivamente dalla
sindrome di “barbie rockstar”. Le suicide girls fanno seratine nei locali
come i “tronisti” di Maria De Filippi, mi risulta. Solo che non ho capito
una cosa. Perché “suicide”? Hanno tentato il suicidio, lo tenteranno a breve
o alimentano false speranze? Mah, bah. In tutto questo… IO SONO UNA “COOL
GRRRL”!!!! AHAHAHHAAHHAAHHAHAHA!!! Giuro. Un giorno ero particolarmente
ispirata e ho detto “ma io quasi quasi mando una foto…” e ho spedito quella
in cui bevo direttamente dalla boccetta dello Xanax. Mi hanno messa on line
e fino a qualche tempo fa ero l’”immagine” del loro spazio su myspace. Uno
spasso.
Anna: Penso che le Suicide
Girls c' entrino ben poco con la musica, per questo non ho molta
considerazione per loro. Sono come tutte le altre modelle, non ci vedo
nessuna differenza.
Mentre le riot grrrls hanno rivoluzionato la musica degli anni 90 ed hanno
cambiato il modo di pensare di molte persone. Elisa: Anche qui non
so che dire poiché le due cose non mi toccano minimamente ma si tratta per
caso di malattie tropicali?
Silvia: Bah, credo che, sociologicamente parlando, siamo in un periodo
storico in cui c'è un gran bisogno di senso di appartenenza e di
identificazione. Questi fenomeni non fanno altro che incarnare queste
necessità. Personalmente preferisco Britney Spears.
11) I vostri rapporti con l'alcool, le droghe
leggere, le droghe pesanti. Quanto e' associabile l'uso di queste sostanze
con la vostra attitudine? E, a tal proposito, si parla di attitudine nel
vostro caso?
Lucia: Ininfluenti. Anche se l’alcol si sta comportando con me in modo molto
subdolo…
Anna: Non bevo e non fumo! Elisa: Se l'attitudine
è la voglia di divertirsi e di far divertire chi ti viene a vedere io ne
sono piena! Per quanto riguarda droghe e alcool a me non servono per far
uscire l'attitudine che è in me ma sono per l'assoluta libertà di scelta.
Silvia: L'unica attitudine che mi appartiene è quella cartoon. Per quanto
riguarda il mio gruppo non siamo assolutamente etichettati come gli Oscar
Wilde del punk-rock, ogni Neutrone decide personalmente cosa fare con le
droghe. Tra l'altro lo stereotipo del punk-rocker sballato mi sembra
abbastanza superato, ma forse anche il punk-rock è superato doh!
12) I vostri propositi per il futuro, i progetti
e i sogni nel cassetto.
Lucia: Riuscire
a fare “stage diving”
Anna: Fare tanti dischi e
tanti live in giro per il mondo. Elisa: Nel cassetto ho
alcune canzoni acustiche che vorrei registrare al più presto. Sebbene quest'anno
mi sia laureata in biotecnologie e ora stia studiando per la specialistica,
il mio sogno segreto è quello di scrivere libri per ragazzi.
Silvia: Mi occupo di animazione...spero di creare un personaggio all'altezza
dei miei più grandi miti. Per quanto riguarda i Neutrons e Mela spero di
divertirmi il più possibile e di girare un po'.
13) cosa
volete dire alle altre ragazze?
Lucia: Ad Anna
e ad Elisa: in bocca al lupo e un abbraccio. Alle ragazze in generale: mi
siete sempre piaciute…
Anna: Niente in particolare,
dato che non bisogna fare distinzioni tra ragazze e ragazzi se devo dire
qualcosa mi rivolgo a tutti: VENITE SEMPRE PIÙ NUMEROSI AI NOSTRI CONCERTI E
ASCOLTATE TANTA MUSICA!
Elisa: Di
continuare a coltivare le proprie passioni come io ho coltivato l'amore per
la musica e per la scienza, facendo le cose seriamente ma mai prendendosi
troppo sul serio.
Silvia: Divertitevi senza prendervi troppo sul serio!
14) Grazie per l'intervista, concludete pure come
volete...
Lucia: Grazie a te, Olga. Stay whatever you want!!!!!!
Anna: Grazie a voi per
averci dato questo spazio. Ciao Lucia! Ciao Silvia! Ciao Elisa! STAY PUNK!
Elisa: Se le ragazze
vengono considerate ancora dei soprammobili o degli oggetti decorativi la
colpa è solo di noi ragazze che pensiamo ancora che le scorciatoie portino
in cima. Ringrazio quindi per la possibilità che ci avete dato per dar voce
a tre diverse realtà musicali dove le ragazze contano davvero.
Silvia: Saluto Enrico!
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