un'erezione triste per un coito modestolo spirito continuaforti di incomprensioni instabilipunkrock macht frei lunga vita ai ribelli Oi!
tifiamo rivoltasotto il punk la capra cant, sopra il punk la capra crep  non mi piace rispondere si, se dicono che sono un punk never met a wise man, if so it's a woman

diy or dienow I wanna sniff some gluela mela più marcia della città intera,a scuola in parrocchia,la pecora neraè evidente che io sono yntelligente


LE ROCKEUSES DEL ROCK ITALIANO (parte II) (leggi la parte I)

Intervista tripla a Fege (Hi Fevers), Marianna (Kill the nice guy), Claudia (Les Valvolettes)

a cura di Miss Knox

Qualche anno fa, spulciando tra il Web, mi iscrissi ad una “mailing list” per rrragazze operanti in ambito musicale e legai in particolar modo con tre di loro. Insieme organizzammo concerti (l' "Housekeepers' night" a Roma, “The night of the living ladies” a Firenze,...) cooperammo a fanzines, webzines, siti e rubriche telematiche, cercando sempre di diffondere la nostra voce con passione e determinazione lungo tutta la penisola, per incontrare altre ragazze come noi...il resto è storia. L'idea di questa intervista risiede proprio nel mio desiderio di portare sempre più persone a conoscenza di questa realtà presente nel nostro territorio, di sfatare una volta per tutte i classici pregiudizi che inquadrano la donna musicista per forza nello stereotipo della “riot grrl” (almeno conoscessero la storia del movimento!! ndr), della donna con intenti femministi che sa fare solo quattro accordi alla chitarra e che canta canzoni di protesta contro un mondo maschilista che le sta sempre più stretto. Sappiamo tutti che non è così: ormai i gruppi femminili in Italia si sono moltiplicati a dismisura e anche il livello e le qualità compositive portano le “new female bands” in stretta competizione con le classiche rappresentanze di gruppi maschili. Basta solo dare un'occhiata al curatissimo sito di Fege, "Italian grrls do it better" (http://www.geocities.com/theladytourwebsite), per rendersene conto. A mio modesto parere queste tre ragazze ne sono l'emblema, la testimonianza più autentica, avendo vissuto parallelamente le loro vicende musicali in tutti questi anni. Lungi dall'essere inquadrate in etichette auto-costrittive e insignificanti -se non a ghettizzare- (al giorno d'oggi non se ne può più di riot grrls, suicide girls, sick girls, rockandroll girls...schedine, letterine, paperine, ecc.ecc.), la loro peculiarità risiede proprio nell' essere sorprendentemente normali (le ragazze della porta accanto?) e nel non aver mai smesso di credere nella propria passione. Lavorano, studiano e soprattutto sanno suonare e comporre egregiamente. Hanno tre progetti musicali davvero niente male! Ma conosciamole da più vicino.

myspace.com/lesvalvolettes - myspace.com/thehifevers - myspace.com/killtheniceguy

nome - età - ruolo - città - gruppi precendeti
  • Claudia (les valvolettes): Claudia - 25 - bassista - livornese trapiantata a firenze - Attualmente suono solo con les Valvolettes, quelli del passato sono False Stars, Camel Lips, Frau Blucher... e gli altri li ho rimossi.
  • Fege (Hi Fevers) : Fege - 29 (sigh!) - chitarrista e cantante - Voghera(PV) - Queen Beee, the Beam, the Shaka's
  • Marianna (kill the nice guy) : Marianna - 26 - chitarrista/cantante - Prato

    strumenti che sai suonare
  • C : il basso. So fare anche delle vocine tipo cori ma non le faccio mai.
  • F : chitarra, basso, batteria (molto male)
  • M : strimpello basso e chitarra

    CON CHE DISCO TI SEI AVVICINATA ALLA MUSICA ALTERNATIVO-INDIPENDENTE?
  • C : rocket to russia dei ramones... mi si è aperto tutto un mondo nuovo!
  • F : My Bloody Valentine-Isn't
  • M : L'unplugged in new york dei nirvana..da lì ho cominciato ad ascoltare musica rock.

    IL TUO IDOLO (MUSICALE E NON):
  • C : Coco, la scimmia dei coco pops, ma anche Giovanni Rana
  • F : Mark E. Smith, Wallenberg.
  • M : Direi...David Lynch e Kim Gordon ^_^

    ANDRESTI SU MTV?
  • C : Si, ma soltanto come pupazzetto assassino di Celebrity Deathmatch.
  • F : No, e in nessuna tv, è un mezzo di comunicazione inferiore
  • M : Credo di sì...Non ci tengo ma se capitasse sì, ci andrei!



    Ciao ragazze!! la prima domanda è d'obbligo: dopo quattro anni di conoscenza volete fare un breve riepilogo dei cambiamenti che sono avvenuti nella vostra dimensione musicale?
  • C : Beh cambiamenti ce ne sono stati... ho cambiato parecchie band, tutte piuttosto sfigate, prima suonavo poco e dovevo piangere in turco per raccattare un concerto... suonavo soprattutto punk rock, invece adesso mi sto riscoprendo garage girl ed è molto entusiasmante. Adesso per fortuna ho una band fighissima, solida e vitale, e suoniamo un sacco in giro senza dover fare l'elemosina! Direi che ho fatto il salto di qualità....
  • F : Ho iniziato con un gruppo femminile, le Queen Beee, nel 2002, classico combo garage chitarra-basso-batteria-organo; lì suonavo chitarra e cantavo. Le Queen Beee erano la mia prima vera band, e sentivo di dover imparare tutto: come stare su un palco, come suonare anche nelle condizioni peggiori (tipo quando ti sparano in faccia quel terrificante fumo delle giostre che fa tossire...o quando sul palco non senti assolutamente nulla!) come gestire i rapporti umani con la tua band, come organizzare le date senza mostrarti troppo disperata...insomma, una fase di crescita. Le Queen Beee sono state un'esperienza bellissima umanamente oltre che musicalmente…anche tutte le avventure folli e le persone assurde che abbiamo conosciuto: decisamente anni divertenti. Poi, nel dicembre 2006 le Queen Beee si sono sciolte, ma io e Ale, il mio batterista, volevamo continuare così ci siamo messi a cercare un bassista, e dopo qualche mese ha iniziato a suonare con noi Michele (degli Hawaiian Baby Woodrose), e così sono nati gli Hi Fevers. Ora dopo mesi di prove, concerti e un ep registrato da neanche un mese, capisco che questo è il progetto musicale e umano che aspettavo da una vita! Ci siamo da subito dedicati a fare un garage piu' nervoso, obliquo, maligno rispetto a prima, e tra di noi si è creato un feeling pazzesco, quando scriviamo i pezzi, quando suoniamo in concerto...insomma sono innamorata del mio gruppo!. Per quanto riguarda strettamente me, come chitarrista, il fatto di aver superato certi schemi, che ormai mi stomacavano, mi ha permesso di tirare fuori tantissime cose nuove.
  • M : Ciao! Bèh in questi 4 anni ho avuto modo di conoscere nuovi gruppi, ascoltare generi di musica che si allontanano dal rock che ho sempre ascoltato, e ascolto tutt'ora...direi che quindi la mia dimensione musicale si è un pochino arricchita,ma è una briciola in confronto a quanto ancora dovrei e vorrei scoprire. Riguardo la dimensione riferita al mio gruppo, direi che posso dire di aver trovato delle persone con cui il feeling musicale è altissimo e sto facendo un genere di musica che è esattamente quello che sognavo di fare, con varie influenze e uno stile spesso minimalista.



    Oltre a suonare siete impegnate anche in altri settori. Riuscite a coniugare bene entrambe le cose? E quanto pensate di dovere alla musica?
  • C : No, non riesco a coniugare nulla! Sono la persona più distratta e disorganizzata del mondo, sincermente è molto difficile conciliare gli impegni della band con lo studio, il lavoro (faccio la schiava per un architetto, in pratica lavoro come un architetto ma costo come una babysitter, sono un affare!) e la distro!
  • F : Oltre a suonare, gestisco il sito Italian grrrls play it better, e scrivo una fanzine ("SuperCheri"), collaboro con una radio e, dimenticavo, come lavoro "serio" mi occupo di tossicologia professionale. Come immaginerete nessuna di queste attività, al momento, mi rende ricca. Ma felice sì. Quindi di trovare il tempo per dedicarmi alle mie attività pseudoartistiche, non me ne pongo il problema: il tempo ci deve essere.
  • M : Oltre a suonare lavoro,e dedico il mio tempo libero anche ad hobby come la fotografia (anche se ultimamente sta diventando sempre più sporadico il mio investimento di tempo in questo hobby purtroppo). Il settore che sicuramente per me è più difficile coniugare con la musica è il lavoro, ma al momento riesco a gestire la cosa, seppur con qualche difficoltà ogni tanto. Alla musica direi che non devo molto.. devo IMMENSAMENTE...E' stata ed è la mia ancora di salvezza,la mia valvola di sfogo,la mia passione più grande ed è quella che riesce a farmi sentire viva.

    ) Fate tre generi non troppo differenti tra loro, forse perchè partite da affinità di base comuni. Com'è il vostro riscontro sul pubblico? Avete mai avuto difficoltà nel risultare credibili (in quanto donne/musiciste)?..perdonate la domanda....
  • C : Le folle urlanti ci amano! A parte gli scherzi, il pubblico spesso è meraviglioso e stimolante, altre volte sembra che sia lì solo perchè ha sbagliato indirizzo... ma che vuoi farci? Anche nelle serate "no" c'è sempre qualcuno che ci fa un complimento, ci da un consiglio o ci racconta le sue impressioni, e questo ci basta. Per fortuna non abbiamo grossi problemi a risutare credibili in quanto donne-musiciste... anzi, direi che siamo avvantaggiate rispetto ai gruppi maschili, all'inizio tutti vogliono vedere un gruppo femminile in concerto, i ragazzi per la figa, le ragazze perchè si sentono supportate, e noi ce ne approfittiamo!
  • F : Riscontro del pubblico...beh, è ancora troppo presto, in definitiva esistiamo da pochissimo! Però fin ora le persone sembrano divertirsi, la gente ci parla dopo i concerti, e questo fa piacere. Mi piace quando le persone mi dicono cosa vedono nella nostra musica: il piu' delle volte cose a cui assolutamente non avrei pensato. Per quanto riguarda la credibilità come musicista...è logico che per una ragazza sarà sempre un pò piu' difficile, aggiungo anche come chitarrista, dal momento che per i maschi la chitarra è roba loro! Ho avuto piu' problemi in passato forse...sulla lunga distanza si vede chi ha qualcosa da dire e chi no. Quello che una ragazza si deve mettere in testa è che non le basta prendere in mano uno strumento, che ci deve lavorare su, deve sviluppare un suo suono, stare sul palco non è sufficiente, non è una conquista: stare su un palco dovrebbe essere normale. Tanto è vero che Poison Ivy dei Cramps è la migliore chitarrista rockabilly del mondo, e non è per "brava per essere una donna", è brava e basta.
  • M : Devo dire che fino ad ora il riscontro da parte del pubblico perlopiù è stato positivo, anche se non sono mancate le volte (per fortuna rare) in cui siamo state trattate con un po' di sufficienza, più che dal pubblico da altri musicisti o addetti ai lavori quali fonici ecc. E questa sorta di spocchia il più delle volte trapelava ancora prima che ci sentissero suonare... questo prova un atteggiamento al quanto prevenuto da parte di alcuni..

    1 maggio 2003: "Housekeepers' night". Che ricordo avete di quella serata e di quel primo incontro tra tutte noi?
  • C : Una bellissima serata, anche se mi sembra che sia passato un secolo, ero una fanciulla diversa allora! Ero giovine e inesperta.... Ma quella serata la ricorderò sempre come l'inzio di una splendida avventura di collaborescion tra bimbe!
  • F : Di quella serata ho tra i ricordi più belli in assoluto! Perchè l'avevamo organizzata in modo ingenuo, incapace, improvvisato, anarchico...era tutto sostenuto solo dal nostro enorme entusiasmo. Ora che, per fortuna, le iniziative "grrrl-positive" si sono moltiplicate, ci vado e mi sembrano tutte così ben fatte, quasi da agenzia di comunicazione, rispetto alla nostra "Housekeeper night"...che però trasudava di passione, di energia, e per questo è stato uno dei festival femminili più belli in Italia. E, aggiungo, non c'era ancora myspace etc, quindi è stato tutto pubblicizzato con mezzi che oggi riterremmo primitivi! E del primo incontro tra di noi che dire...fantastico! Sembravamo delle bambine che finalmente potevano giocare insieme!! A parte gli scherzi, è stata un'occasione di confronto davvero bella, vedere ragazze che come te suonano e ci credono, è davvero una cosa che ti dà la forza per continuare nei tuoi progetti e ti fa sentire meno diversa.
  • M : Ho vari ricordi di quella memorabile serata! Dal viaggio in treno da Firenze, all'arrivo al locale che era piccolo e carinissimo, all'incontro tra tutte noi! Mi ricordo che mi sentivo in imbarazzo e avevo una fifa tremenda che la nostra esibizione potesse andare male,ma c'era una bella atmosfera e un calore che non mi aspettavo! Potrò sembrare tendenziosa ma la verità è che quella sera ogni gruppo che ha suonato mi ha colpita per qualche motivo...Sia per bravura, presenza scenica ecc. Ed anche se molte di noi erano ancora acerbe musicalmente parlando (io lo sono ancora figuriamoci all'epoca!! =D) secondo me la serata fu davvero una bella iniziativa! Ancora grazie ad Olga perchè se non era per te non avremmo mai avuto la possibilità di fare questa cosa insieme e di conoscerci meglio dal vivo!!!! =*



    Con le vostre bands militate in città diverse. É per voi facile riuscire a spostarvi dalla vostra regione per suonare in giro per la penisola oppure il più delle volte vi trovate a rimetterci finanziariamente parlando? Avete mai suonato nel sud d'Italia?
  • C : È un casino! Io e Silvia stiamo a Firenze, mentre Mary e Rossana stanno a Siena, quindi per noi è già un problema doversi spostare ogni settimana da Firenze a Siena per le prove.... per quanto riguarda le trasferte per i live abbiamo altri problemi logisitici oltre ai soliti problemi di vil denaro, dovuti al fatto che una di noi ha una bambina piccola, la nostra adorata mascottina Clelia, e quindi dobbiamo tenere conto anche delle sue esigenze. Non ci siamo mai ritrovate nella situazione di dover rimettere dei soldi per un concerto, altrimenti non accetteremmo la data, e per fortuna fino ad ora i concerti non ci sono mai macati. Nel sud Italia non abbiamo mai suonato perchè non ci hanno mai chiamato! Però ci piacerebbe!
  • F : Spostarsi dalla Lombardia è necessario, non solo doveroso! Ci sono scene "provinciali" disseminate in varie parti d'Italia davvero interessanti, come a Domodossola, dove mi è capitato di suonare diverse volte, ben rimborsati, con ottime band (i Preachers su tutti) e con un pubblico magnifico, o a Vicenza, per non parlare di Roma (che è tutto meno che provinciale)...non so cosa faccia di un posto una "scena" sono cose che non si possono costruire a tavolino, ma una contingenza di buone band, locali "illuminati" e pubblico entusiasta! Mi è capitato molto piu' spesso di non ricevere compensi a Milano, piuttosto...dove suonare non è neanche il massimo. Al Sud Italia non abbiamo mai suonato, ma chiaramente ci piacerebbe molto.
  • M : Non è facile affatto,non solo per una questione logistica perchè spesso capitano date non vicine a dove abitiamo in giorni frasettimanali e coniugarle con gli impegni lavorativi non sempre è possibile, poi c'è l'aspetto finanziario che sicuramente non è da poco perchè è difficile avere dei rimborsi spese e il più delle volte ci rimettiamo di tasca nostra. Al sud non abbiamo mai suonato al momento.

    La situazione musicale italiana. Underground e non. Pensate di essere penalizzate per il semplice fatto di cantare in inglese? Che rapporti avete con le etichette indipendenti, agenzie promozionali e di management?
  • C : Non credo proprio che i testi in inglese penalizzino un gruppo, e comunque dpende dal genere in questione... noi abbiamo sempre ascoltato musica cantata in inglese, e ci è venuto naturale continuare così. Con etichette, agenzie e menagement per adesso non abbiamo nessun rapporto ufficiale, aspettiamo l'uscita del disco (per adesso autoprodotto) e poi vedremo...
  • F : L'Italia è un posto strano. Facilmente ci si potrebbe lamentare...i locali non pagano (stiamo organizzando concerti in Belgio e Olanda quest'estate e danno rimborsi che da noi sono da fantascienza), spesso preferiscono le solite malefiche cover band o peggio gruppi di anzianotti, per non parlare di una certa situazione di mafia, per cui suonano in giro solo amici di amici e di sconcertante baronato, che esiste nel rock n'roll, come nell'università o nelle aziende. E nonostante ciò, qualcosa funziona, perchè in Italia ci sono band eccezionali, gente che, per dire, in America non sfigurerebbe, c'è una scena davvero variegata e creativa, insomma in Italia esistono i Morkrobot, le Motorama, i Larsen Lombriki, esiste Bugo, gli Uochi Tochi e i Ronin...il problema è trovare lo spazio e le situazioni giuste. Non ho particolari rapporti con etichette discografiche italiane, nè con agenzie promozionali...anche per quello il discorso è simile: ce ne sono di davvero interessanti e altre troppo dozzinali.
  • M : Nel nostro caso, il cantare in inglese, non sembra che ci abbia penalizzate ma c'è anche da dire che rientriamo in una sfera underground dove il cantare in inglese mi pare non desti particolari problemi da parte delle etichette ecc, al di fuori dell'underground invece, credo che si prediliga la lingua italiana e si dia più spazio a gruppi che cantano nella loro lingua madre. Al momento noi kill the nice guy siamo seguiti da un'etichetta, anche se la cosa non è stata ancora ufficializzata tramite un contratto,e per ora i rapporti sono tutto sommato sporadici; per il momento,quindi, posso dire che sono persone disponibili e alla mano,ma è da abbastanza poco che abbiamo rapporti con loro, quindi dare un giudizio adesso non sarebbe del tutto veritiero!

    Come e da cosa nascono le vostre canzoni? Di cosa parlano?
  • C : Le nostre canzoni nascono nel nostro bel capanno infestato di animali, muschi e licheni (è un ecosistema), in genere da un giro di chitarra trovato per caso o da un'idea vocale trovata da una di noi... Poi ci costruiamo intorno il resto della canzone tutte insieme. I testi generalmente li scrive Silvia, il mio preferito parla di una ragazza che va al drive-in col fidanzato, ma viene rapita da un alieno innamorato di lei. Diciamo che sono storie di fiction, quasi mai autobiografiche.
  • F : Improvvisazione! Tutto lì. Ci si obbliga a improvvisare mezz'ora, la prima cosa decente che viene fuori la si imbriglia, la si ripulisce, la si lima, le si dà una forma, le si dà un certo tiro, e tac! hai una canzone. Tom Waits dice che le canzoni sono come farfalle, se non le acchiappi vanno nella testa di qualcun altro: io condivido assolutamente questo suo modo di vedere le cose. Penso che le canzoni siano metà ispirazione, metà matematica, perchè se non gli dai una forma che sta in piedi, la canzone si sfilaccia e perde di mordente. Per quanto riguarda i testi, li scriviamo un po' io un po' Michele, trattiamo in genere temi assurdi. Il perché non lo so!
  • M : A livello strumentale nascono perlopiù da improvvisazioni fatte durante le prove, o comunque da dei piccoli riff di chitarra o di basso su cui poi lavoriamo tutti e tre insieme. Riguardo i testi invece li scrivo io e sono in maggioranza testi intimi, che parlano quindi di esperienze personali... Non nego che si tratti di testi che non hanno molto spessore, ma non ho la pretesa di scrivere testi magnifici..la musica per me prima di tutto è un piacere personale che poi cerco di donare agli altri esponendoglielo mentre suono e credo che quindi sia necessario non costringersi a fare un qualcosa che non è nelle nostre "corde". Scrivere testi politicamente impegnati, per fare un esempio, non è nelle mie corde. Scrivo di getto, in maniera molto istintiva e gli argomenti sono vari.

    Un'opinione personalissima sui gruppi femminili italiani. Uno che vi piace e uno che proprio non digerite.
  • C : Uh, me ne piacciono tanti! Gli Hi Fevers, le Motorama, le Starfish.... quelli che non digerisco? W il politically correct! Beh se ti dico le Bambole di Pezza è come sparare sulla croce rossa, quindi ti dirò le Roipnol Witch.
  • F : Domanda per me difficilissima siccome gestisco un sito per il quale le band mi contattano e con molte di loro ho instaurato rapporti di amicizia…Les Valvolettes le ho viste dal vivo da poco: fichissime. Mi piacciono Kill The Nice Guy, Motorama, Mallory Knox, Agata…insomma tutte le donnine che hanno qualcosa da dire. Non mi piacciono le Roipnol Witch.
  • M : Finalmente stan nascendo vari gruppi femminili, alcuni dei quali davvero in gamba secondo me. Anche se ho l' impressione,( nonostante la situazione stia migliorando), che molti gruppi fatichino ancora un po' ad emergere qui in Italia almeno. L'influenza delle riot grrl anni 90 c'è ancora, ma credo che ci sia un'evoluzione anche in questo senso, che racchiude molti più generi musicali. Mi piacciono molto le motorama che pur essendo solo in due hanno energia per 20! Sono travolgenti!Le apprezzo tantissimo. Ed invece non sopporto le bambole di pezza. Non mi piace il genere di musica che fanno e le trovo un po' costruite...

    Pensate che l'etica del D.I.Y. possa portare più frutti nell'immediato futuro rispetto all'affidamento ad occhi chiusi ad un'agenzia manageriale?
  • C : In generale penso di sì, io preferisco gestirmi da sola tutti i miei progetti, e se qualcosa va storto sarà solo colpa mia. Con le grosse etichette c'è sempre il rischio di venire manipolate per adattarsi alle esigenze di un mercato che non mi rispecchia... ma con le etichette indipendenti spesso e volentieri è diverso, anche perchè molte sono etichette legate strettamente ai generi musicali....
  • F : DIY!DIY! senza dubbio. Certi meccanismi di promozione e distribuzione della musica tipici dell'ottica di una major, ora che c'è internet e non piu' solo i tradizionali mezzi di comunicazione , sono semplicemente obsoleti. E aggiungo, era ora. La grande rivoluzione della rete è che ha permesso una democratizzazione delle risorse, uno scambio continuo e prevalentemente orizzontale di infomazioni, idee, arte e cultura: è corretto dire che in seguito a questo è diventato tutto piu' complesso, piu' sfaccettato, ed è piu' difficile raccapezzarsi nel marasma di gruppi e musica a cui è facilissimo accedere. Ma la cosa bella è che tutti possono tentare una forma di produzione e promozione della propria musica, anche per un pubblico vasto, e non solo per una nicchia, a differenza di com'era in passato. E tutto questo con l'impiego di pochi soldi e senza pagare mazzette a tv e giornali, ed è questa la vera rivoluzione, se la si sa usare con la testa.
  • M : Partendo dal presupposto che non mi affiderei ad occhi chiusi a nessuno in nessun campo, quel che posso dire per esperienza diretta e personale, è che il d.i.y. nell'immediato futuro a noi ha dato i suoi frutti..Abbiamo faticato e sborsato un po' di soldi ma alcuni risultati li abbiamo ottenuti senza esserci affidati a nessuno e in un arco di tempo non troppo lungo tutto sommato. Credo che l'affidarsi o meno ad un'agenzia possa aiutare quando il gruppo non riesce a gestire da solo alcuni aspetti che necessitano semplicemente di molto tempo e sbattimento..

    Pensate si sia arrivati alla parità dei sessi in ambito musicale? (perdonatemi ancora)
  • C : Mmmmm.... domanda difficile... penso di sì. Le ragazze lo fanno meglio!
  • F : Forse non ancora, ma quasi. E il segno che ci stiamo arrivando è la grossa quantità di band femminili mediocri: significa che possiamo prenderci il lusso di suonare maluccio ed essere banali, come molti nostri colleghi maschi. Che liberazione. Basta essere tutte superlative, con un'immagine da paura e piene di creatività! Quello su cui ancora si deve lavorare tanto è la questione dell'immagine: le musiciste donne sono una figura ancora troppo giovane per avere un forte immaginario alle spalle, e troppo spesso l'immagine di una ragazza che suona viene banalizzata in modo terrificante...penso all'equazione ragazza che suona=bad girl,carina ma ribelle, un pò porca, ma pseudo femminista/indipendente , con minigonna, ma anfibi etc etc...Vorrei che ci fossero idee un pò piu' varie e diversificate da questo modello che, francamente, è davvero vetusto.
  • M : Non mi sembra, non credo.

    I vostri progetti, sogni nel cassetto, aspirazioni.
  • C : Adesso le mie priorità sono suonare tanto tanto, laurearmi e diventare miliardaria.
  • F : Abbiamo registrato da poco un EP al FiscerPrais studio di Pontecurone (AL), e siamo rimasti davvero soddisfatti del risultato: l'idea di rivolgerci a Rico, che tendenzialmente non registra garage, ma cose per lo piu' lontanissime da noi e lontanissime tra di loro (Violetta Beauregarde, oVo, Ronin, Bugo, Killdaddies e molti altri) è stata vincente, perchè ha sviscerato dalle nostre canzoni cose insospettabili e cose che-per inciso-mi sono piaciute molto. Allora, il nostro progetto è di trovare un etichetta che ce lo produca! E poi fare tanti, tanti concerti a partire da quest'autunno, suonare all'estero spesso e conoscere un sacco di gente. Vediamo come va. Per quanto riguarda me, ho parecchie idee. La prima, trovare un lavoro che mi paghi decentemente. Andarmene da Milano al piu' presto (avete mai letto "la vita agra" di Bianciardi? Ecco, è anche peggio di così). Scrivere il soggetto per un mediometraggio situazionista che sto preparando con alcuni amici; e finire un libro che sto scrivendo da un pò. E poi viaggiare il piu' possibile. E magari trasferirmi a Berlino!
  • M : Il progetto principale adesso è quello di finire l'ep col mio gruppo; il sogno nel cassetto e le mie aspirazioni sono di riuscire a realizzare concretamente qualcosa nella mia vita, riuscire a fare quello che davvero desidero senza avere rimpianti.



    Cosa volete dire alle altre due ragazze (intervistate) e a tutte le "girls" in generale?
  • C : Vorrei dire ciao! a Marianna perchè non la vedo da una vita... e a Fege le mando un abbraccione, ci siamo incontrate pochi giorni fa ed è una delle ragazze più fighe e simpatiche che io abbia mai conosciuto. E a tutte e due un in bocca al lupo per i loro progetti! Alle altre girls in generale... roccheggiate come Homer!!!
  • F : Io le stimo moltissimo, come musiciste, rrragazze e quant'altro. Il fatto che ci siamo ragazze così piene di vita, di entusiasmo e ironia, mi dà sempre stimoli per impegnarmi di piu' in quello che credo. A tutte le rrragazze che leggono voglio dire di essere terribilemente coscienti di vivere, coscienti nel realizzare i progetti e i sogni, perchè il futuro è nelle nostre mani.
  • M : A Fege e Claudia dico: continuate così che spaccate! spero di avere presto l'occasione di vedevi suonare dal vivo! In bocca al lupo per i vostri progetti musicali e non!!

    Concludete pure come volete, scusate per l'intervista pedante, vi voglio bene. :)
  • C : Grazie Olga e grazie Davide Staypunk!!!
  • F : Direi che la sparata retorica l'ho fatta prima, quindi concludo con un banale SOSTENETE LA MIA BANDA!!!
  • M : Rock on!!!!!