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a cura di
Elisa
www.myspace.com/truehardcorefestival
TRUE HARDCORE FESTIVAL
"La mia vita in gabbia, mostro la mia rabbia"
Il 21 aprile si è svolto a Viterbo il primo True Hardcore Festival.
Un grande concerto con otto gruppi punk hc, di diverse città del centro Italia, che ha in un certo senso segnato la rinascita dell' hardcore in questa città.
Preceduto di una settimana da un altro importante concerto con Razzapparte, Tear Me Down e Neutrons, il True Hc Festival è stato un Evento, e si spera sia il primo di una lunga serie.
Hanno aperto la serata i due gruppi della giovane scena viterbese: Cruel Revenge e Talking About Destruction. Poi i Plakkaggio Hc e, a seguire, Ouzo e Ingegno che hanno infuocato la platea. Il pubblico è stato qui più elettrico che mai: non si contavano gli stage diving e le persone che si accalcavano vicino al palco per tentare di cantare al microfono (che è stato quasi più tempo nelle mani della folla che sull'asta). Un' energia ed una vitalità immensa tra i ragazzi presenti, instancabili nell' esprimere le loro idee e la loro rabbia, come cantavano i Millions Of Dead Cops "My life in a cage, show my outrage".
In un' atmosfera indescrivibile si sono esibiti, dopo i gruppi perugini, i Lucida Follia, poi gli energici The Difference e, ultimi ma non ultimi, i The Fourth Sin.
Nonostante l' elevato numero di gruppi gli spettatori sono sempre stati vivaci ed entusiasti, e forse un po' increduli che un concerto del genere si stesse tenendo a Viterbo.
Vitalità, musica, passione, rabbia. Tutto miscelato in quella che da fuori poteva apparire come una bolgia di ragazzi impazziti che si prendevano a spinte, ma che in realtà stavano in quel modo liberando la loro mente. Essere lì in mezzo significava aver accantonato tutti i problemi della vita quotidiana, averli gettati via con forza per ritrovarsi pieni di emozioni e sensazioni. Questo però non vuol dire smettere di pensare, attenzione: è il modo con cui molti decidono di esprimere il dissenso per ciò che li circonda, ma non è uno sfogo infantile. Alle spalle del movimento hardcore ci sono degli ideali ed un modo di concepire ciò che si ha intorno che non sono affatto banali. L' hardcore non è solo musica: è uno stile di vita, una lotta politica, sociale, è la sensazione di non appartenenza al mondo che hai di fronte.
Ritrovarsi lì quella sera ha significato per molti il segnale che forse in questa città non proprio tutto è perduto. Stare in mezzo ad una folla agitata riempiendosi di lividi di cui non ti rendi conto perché stai veramente Bene, può essere un gesto davvero liberatorio, e che forse ti renderà più forte e grintoso davanti ai problemi futuri, "un' impronta di vita traspare, prende forma e si traduce dentro mille fantasie, dentro una casa con mille luci, colori attenuati e corpi violenti, il dolore è più sottile…".
Il concerto è stato largamente pubblicizzato, e vi erano persone giunte addirittura dalla Spagna per assistervi. E' bello sapere che basta tanta passione e buona volontà di ragazzi interessati a questo genere per far nascere un' iniziativa che è stata decisamente un successo, cose di questo tipo accadono raramente con altri generi musicali.
Il True Hc Festival vuole essere il primo di una serie di concerti nella zona, ma anche il primo di altri omonimi eventi nei prossimi anni: è questo l' intento, sperando di coinvolgere band diverse ogni volta e accomunate dalla stessa passione.
La soddisfazione più grande è stata aver ricevuto i complimenti di persone capitate lì per caso o controvoglia che poi ci hanno ringraziato perché altrimenti si sarebbero persi una serata magnifica. La speranza è quella di coinvolgere di volta in volta più gente possibile e di diffondere l' hardcore non solo come musica ma come modo di concepire la realtà, e il concerto del 21 è stato un passo importante in questa direzione.
Elisa Rotellini
Per chi fosse interessato sono già presenti sul blog dell' evento alcune foto della serata (www.myspace.com/truehardcorefestival).
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