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http://www.threatofriot.com/
a cura di: staypunk
iniziamo un pò con la storia dei TOR, partendo magari dalle Brigate Rozze e
raccontando le varie fasi fino ad arrivare al perchè dello scioglimento
Brevemente, se non ricordo male nel ‘98 Gianluca (voce) e Alex (batteria) misero su le Brigate Rozze insieme a un altro paio di individui di cui non mi ricordo il nome. Registrarono un demo e nel giro di pochi mesi incominciarono a suonare in giro. Era in tutto e per tutto un gruppo street-punk, e aveva un buon seguito. Uscirono poi con Mad Butcher e Kob che sono due rinomate label del sottogenere. Tranne il primissimo periodo testi sempre impegnati e critici su temi sociali ed etici ( diritti degli animali, difesa della terra…).
Gradualmente i pezzi che venivano fuori erano più sull’ oldschool così cambiarono il nome nel 2001 in Threat Of Riot. Viene registrato l’ LP Seasons che esce nel 2002, gran parte dei pezzi sono scritti da Pierluigi il nuovo chitarrista. (che oggi suona negli Anti-you) Alla voce Gianluca ed Eugenia.
Nel 2003 si registra uno Split con un gruppo macedone, tre canzoni di oldschool melodico. Alla chitarra c’è una new-entry, Marco. Subito dopo lo Split PG lascia il gruppo ed io prendo il suo posto, conoscevo Alex perché avevamo suonato assieme un paio di volte con altra gente, accettai di buon grado anche perché devo ammettere che al tempo Seasons era uno dei dischi più passati nel mio stereo. In estate dello stesso anno primo tour europeo da 2 settimane, subito dopo Eugenia e Yuri (basso), lasciano il gruppo perché non andavano più d’accordo con gli altri ragazzi.
Al posto loro Filippo alla voce e Ski al basso. Andiamo avanti così per un annetto fino a quando nel luglio 2004 subito dopo aver girato l’unico video che abbiamo fatto Alex esce dal gruppo, nessun motivo personale, ma ci serviva un batterista più tecnico e così abbiamo chiamato Alex dei Jet Market che ci ha fatto fare il grosso salto di qualità. A febbraio 2005 Gianluca ci lascia e a quel punto la formazione è cambiata per intero.
Nell’ultimo anno abbiamo suonato un po’ di meno in giro rispetto al passato per preparare i pezzi per il nuovo EP, che avrebbe suonato in maniera molto diversa rispetto alle precedenti produzioni. Purtroppo le cose non sono andate come speravo. Se fai musica (hardcore) a un livello semi-professionale sei impegnato al 100% e il gruppo ti ruba un sacco del tuo tempo. C’è stato un momento in cui ho realizzato che attorno a me non c’erano più le motivazioni necessarie per portare avanti il progetto e ho visto che effettivamente neanche a me interessava più impegnarmici come prima.
A quel punto non ha avuto più senso continuare e ho deciso di lasciare, così ci siamo sciolti.

parliamo ora delle vostre produzioni, puoi farci un pò il riassunto della
vostra discografia? a quanto ho letto erano pronti dei nuovi pezzi..che fine
faranno?
Come TOR abbiamo :
Seasons - 9 tracce 2002
Hardcore connection – 3 tracce Split 2003
Questa è Roma mica… – compilation 2003
Yesterday is Coming - singolo e video 2004
Quest’ultimo doveva fare parte anche dell’EP di prossima uscita. Le canzoni non usciranno mai sotto TOR, le linee melodiche le ho create io ed è probabile che nel futuro le riutilizzi riarrangiandole per qualche nuovo pezzo.
innumerevoli i vostri concerti, in italia e fuori, quali sono stati i momenti
migliori e peggiori? cosa ci dici in particolare delle date all'estero?

Beh, andare in tour è sempre un’avventura, non sai mai che ti può succedere, è una bella esperienza anche solo per questo. Ti permette di vedere un sacco di posti senza spendere tanti soldi mentre fai quello che ti piace fare cioè suonare.
Certo, stare tante ore al giorno in giro su un furgone con i tuoi compagni di viaggio può essere faticoso e ti può stressare parecchio, comunque si trova sempre qualche passatempo adatto.
E’ significativa la possibilità di incontrare, anche al di fuori delle situazioni prettamente hardcore, gente che vive esperienze e situazioni molto diverse dalla tua, con le proprie particolarità, passioni, che non incontreresti mai altrimenti. Ho sempre tenuto a questo aspetto della faccenda, ti può aiutare ad avere una visione più ampia su tante cose.
Così anche all’estero, sebbene l’hardcore stia acquisendo via via un numero maggiore di pubblico e addetti ai lavori, rimane ancora un genere di nicchia e penso che lo rimarrà per sempre. Certo con Internet l’organizzazione è migliorata parecchio oggi puoi tirare su diverse cose in poco tempo, immagino che prima dovesse essere veramente difficile mandare lettere in giro per organizzare un tour. A meno che non vendi decine di migliaia di dischi può capitare sia di riempire il locale che di suonare davanti a 30 persone. Comunque ricordo le migliori serate in Olanda e in Germania.
In Italia sicuramente Sardegna e Umbria (soprattutto il festival che si faceva a Terni ogni anno a settembre) sono sempre stati i posti migliori, bei concerti e pubblico molto entusiasta.
In genere quando vedi dove dovrai passare la nottata, può succedere di doversi arrangiare di brutto. Una volta in Belgio abbiamo dormito in una ex-scuola occupata e mi ricordo che per il gruppo c’era uno stanzone enorme pieno di cani che dormivano beati sui nostri materassi bucati con cucciolate varie annesse. Scarafaggi, peli e polvere ovunque.
Là poi ti fai due risate, qualche altra volta è andata peggio.
A Parigi a ferragosto 2003 ci si era accampati nel giardino della casa del promoter, quando di notte la tenda dove dormivamo io e Gianluca ha preso fuoco, noi due ci siamo salvati per un pelo prima che prendessimo letteralmente fuoco nel sonno. Gianluca perse tutto il bagaglio, io nel tentativo di salvare qualcosa in più mi sono procurato delle brutte bruciature alle mani.
Qualche giorno dopo durante un concerto in Germania ho preso un colpo e mi sono quasi spaccato lo zigomo sinistro, mi era venuta una guancia enorme e c’era parecchio sangue. Sono dovuto andare a un ospedale a farmi medicare e ho ancora una bella cicatrice.
A Berlino la polizia in assetto antisommossa è entrata nello squat mentre suonavamo e ha incominciato a fare piazza pulita a manganellate, senza pietà, dentro e fuori fino all’alba. Quando alle prime luci siamo usciti allo scoperto dopo aver passato ore e ore in mezzo a quel casino cercando di non farci spaccare il naso c’era uno scenario da guerra civile: cellulari della polizia, macchine sfasciate, bidoni dati alle fiamme, e in mezzo il nostro furgone miracolosamente intatto. La cosa poi il giorno dopo è pure uscita nelle cronache di qualche quotidiano tedesco. Pazzesco.
com'è cambiata la scena in questi anni di vostra attività? e voi se e come
siete cambiati da quando avete iniziato?
Come dicevo prima la scena sta crescendo sempre di più, c’è più interesse e , nel limite, fra una cosa e un’altra girano più soldi ( vedi merchandising ). Ovunque ci sono tanti gruppi validi e preparati ed è molto più facile promuovere il proprio gruppo per entrare nel roster di una etichetta. Effetto collaterale tipico del genere: essendoci così tante band attive in tanti suonano esattamente allo stesso modo o nei casi peggiori si fanno veri cloni dei loro eroi preferiti.
Parlo per quanto mi riguarda; rispetto a 3 anni fa sono ho cambiato parecchio opinione su molte cose. I TOR, essendo stati una delle attività in cui ho investito di più le mie energie e il mio tempo, nel bene e nel male hanno avuto parte attiva in tutto questo. Di certo non c’è bisogno di suonare in un gruppo e non c’è motivo di andare a cercare proprio questo tipo di esperienza per vedere meglio quello che c’è intorno. A me è successo così perchè suono da quando sono ragazzino e anche perché tutta una serie di circostanze spesso fortuite mi hanno introdotto in questo piccolo quanto strano mondo. Ma non è detto che debba essere per tutti così e non è neanche detto che debba essere sempre così per me. Non esiste una legge in merito, ognuno ha il suo percorso personale, il cambiamento è una dinamica personalissima, continua e naturale e spesso dolorosa. Ma è il movimento giusto per rispondere a determinate necessità.
Guardo a quest’esperienza valutandone gli aspetti positivi e negativi ed è meglio che si sia conclusa adesso.
cosa ci sarà da aspettarsi adesso? qualcuno di voi ha in mente altri progetti?
Che facciamo ora? Alex continua a suonare nei Jet Market, degli altri non ho idea.
Oggi io non suono in nessuna band. Per il momento sono tornato a fare una vita più tranquilla. Ho tanto materiale registrato da me a casa e mai eseguito, sto pensando di mettere su un gruppo nuovo. Qualcosa di più particolare, ma non ho fretta, si vedrà.
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