a cura di : Umberto (a nome dei Turturros)
www.turturros.it www.myspace.com/theturturros
Nella vita accadono le cose più strane. Capita ad esempio
che a quasi cinque anni di distanza dall’ultimo concerto dei Turturros mi imbatto, per colpa
della nuova tendenza giovanile di Myspace (oddio,
giovanile mica tanto), in un ragazzo che si chiama davvero Turturro
di cognome, che suona la chitarra, che conosce tutte le nostre canzoni e che
gli piacerebbe un sacco suonare con noi.
Capita anche che mentre il vecchio chitarrista ha cambiato vita e interessi
musicali, il batterista sia invece disposto a ricominciare. E capita che dopo
un bel po’ di concerti a Roma e in giro per l’Italia, di noi si ricordi anche
qualcuno in Inghilterra, dove il nostro primo 7”, grazie ad una serie di
fortunati scambi, aveva girato parecchio.

E così, ai primi di giugno, io, Marco
e Franz ci siamo ritrovati su un aereo in direzione East Midlands per andare a fare
tre date nel Regno Unito. Ospiti a Leicester a casa dell’amico Phil, leader dei pop-punkers
locali The Sedations
(www.myspace.com/therealsedations)
con i quali abbiamo diviso il palco tutte le serate,
ci siamo ritrovati con un frigorifero pieno di birre, fra le quali l’amarissima
Stoners, espressamente richiesta dal buon Franz. Catering da rockstar, se si include il
simpatico spacciatore che porta della simpatica erbetta a domicilio.
Ci diamo dentro con cafonaggine tipicamente italiana ed
arriviamo assai distrutti al primo appuntamento in un pub che si chiama The Victory. Il palco non c’è, il posto è piccolo, ma i gruppi
che suonano con noi provvedono ad accollarsi un ottimo
backline. Oltre ai Sedations,
da Birmingham arrivano per l’occasione gli Hunchbacks (www.myspace.com/thehunchbacks).
Li conosco: qualche anno fa hanno pubblicato un split
insieme ai miei amici pisani Waukees, il batterista
suona anche negli Zatopeks e la cantante, Jo, è carina e spacca. Ma la vera sorpresa sono quei vecchiacci dei First Wave (www.myspace.com/firstwavepunk),
due ultraquarantenni ed un ragazzo più giovane, che ci danno dentro alla grande
in una miscela coinvolgente di punk settasettino.
L’atmosfera si riscalda, quando suoniamo noi il pubblico è numeroso ed
ubriachissimo. Una bolgia infernale peggiorata dal fatto che in Gran Bretagna
ancora è possibile fumare nei locali pubblici e tutti si sfondano di puzzolentissime sigarette artigianali, visto
che quelle vere costano un occhio. Suoniamo bene, la gente reagisce a
botte e spintoni, ma io ad un certo punto non ce la faccio più e dobbiamo
tagliare qualche pezzo. Franz, come al solito, ha fatto amicizia con mezzo mondo e prende tutti
a pacche sulle spalle. Ha trovato anche un tifoso del Celtic.
La serata finisce casa di Phil, pollo fritto, canne e birra. Siamo delle merde felici.

Il giorno
dopo ci facciamo qualche chilometro a piedi in giro per Leicester aspettando la
seconda serata, che stavolta è in un locale che ospita sempre concerti, anche
grossi, lo Shed. Dal punto di vista del pubblico la
serata è un po’ deludente, ma ci consente di conoscere il buon Flav Giorgini (ex Squirtgun), che ora vive a Leicester dove insegna genetica
all’università. Il suo è un set acustico, insieme ad
un altro ragazzo: si chiamano Escapegoat (www.myspace.com/escapegoatrocks)
e suonano anche qualche pezzo del vecchio gruppo suo e del fratello Mass, fra
cui “Social”. Grande la gag fra noi e lui. Prima dell'ultimo pezzo Flav se ne esce più o meno così:
"Ok... ladies and gentlemen this is our last
song. The next band is
called The Turturros, they're from Italy and they
have really DEI CAZZI ENORMI".
Saliamo noi, facciamo un pezzo. Marco si accorge di avere la
chitarra scordata. Tenta di accordarla ad orecchio mentre io e il batterista lo
prendiamo per il culo. La
situazione degenera. Secondo pezzo, chitarra ancora più scordata. Rido, faccio un segno a Phil, lui
prende la sua chitarra e la dà a Marco. E' accordata, si può
continuare. Vedo Flav fra il pubblico e dico: "Thanks Flav, but
it's
not true that we have
CAZZI ENORMI. Marco's one is actually
very little". La battuta funziona,
ridono tutti. Cazzo è internazionale.
Anche i Sedations suonano meglio della sera
prima e le 15 persone in sala mostrano di gradire parecchio tutto lo show. Compreso il proprietario del locale, che alla fine offre da bere,
anche al pubblico. Punk rock.
Il tutto
finisce molto presto, come da tradizione da queste parti, e ci aspetta un’altra
serata casalinga fra playstation, improbabili
documentari della Bbc e qualche cartoon giapponese
sullo splatter-demenziale. Uno in particolare ci cattura come sono soliti
essere catturati i tossici in fase di allucinazione da
tv: è la storia di due tipi sul genere Natural Born Killers, violentissimo ed
assurdo.
Il giorno
dopo arriva la trasferta a Birmingham,
rigorosamente in pullman. Marco finisce accanto ad una ragazzina di 15 anni da
violenza carnale. Lui ovviamente fa finta di niente e alla fine della serata
finirà con il rimorchiare un ragazzo gay. Il posto dove suoniamo è veramente
splendido. Si chiama Market Tavern ed uno di quei pub
in legno fatti a forma di piccolo castello. Il palco è
carino e si trova in una bella saletta al piano di sopra. Prima del concerto ci
aspetta una lunga passeggiata per Birmingham, il cui centro
vitale è rappresentato da un colossale centro commerciale. Strade sporche e un
sacco di facce di cazzo in giro.
La serata
invece risulta assai divertente. Suoniamo di nuovo con
i Sedations, gli Hunchbacks
e con un’altra band, i Mapatazi Bob (www.myspace.com/mapatazibob), che
fanno un punk rock alla Rancid prima maniera che non
è affatto male. Il posto si riempie il giusto, le persone sembrano coinvolte e
ci chiedono anche il bis. Saluti, baci, abbracci, scambi di
dischi e gadget e foto ricordo. Si torna in van
a Leicester a casa di Phil, dove stavolta la “chiusa”
dura praticamente 24 ore. Fino all’ora
del nostro volo di ritorno. Nella notte, ci intossichiamo
di cibo cinese.

Alle sei
di mattina in aeroporto facciamo colazione con la birra e saliamo sull’aereo in
condizioni pietose. Una signorina al check-in ci guarda malissimo perché
abbiamo dietro le chitarre ed è pronta ad informare la Cia.
Poi scopre al telefono che la cosa viene
tranquillamente considerata normale, come avevamo inutilmente cercato di
spiegarle noi. Sfidando ogni senso del pericolo, al metal detector il
poliziotto ci fa togliere anche le scarpe, peggio per lui.
Sbarchiamo
a Ciampino che siamo tre larve umane, ma boriosi e
tronfi come non mai. Un grazie alle compagnie low-cost,
che hanno ormai reso la possibilità a chiunque di mettere il naso fuori dal quartiere e millantare prodigiosi tour
internazionali.
State certi che lo rifaremo.
Umberto (a nome dei Turturros)
www.turturros.it
www.myspace.com/theturturros

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